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"Con i piedi per terra"

Una vigile consapevolezza per una nuova normalità sismica: report dal XXI Convegno Nazionale FAI


Attività FAI Si è svolto lo scorso 4 e 5 febbraio a Torino il XXI Convegno Nazionale del FAI che ha raccolto delegati e volontari a tutta Italia: tema portante, il rischio sismico che interessa buona parte del territorio italiano e le migliori pratiche per affrontarlo.

L'interminabile sciame sismico che ha segnato l'ultimo semestre, ci ha purtroppo confermato che gli italiani sono capaci di comportamenti magnifici dopo i terremoti, quando cioè si tratta di fronteggiare l'emergenza, ma pessimi prima di queste catastrofi, appuntamenti ormai cadenzati ogni quattro, cinque anni. “Il punto” spiega Andrea Carandini, presidente del FAI, “è capovolgere questa definizione”.
Questa cadenzatura ha reso ormai il sisma parte di una nuova normalità, che va però affrontata pragmaticamente, con buone pratiche che già esistono ma vanno diffuse. Insomma, “con i piedi per terra”.
E questo era infatti il titolo scelto dal FAI per il suo XXI Convegno Nazionale che ha riunito a Torino tutto l'universo partecipe e attivo dei suoi oltre 600 delegati e volontari provenienti da tutta Italia.
Il sisma è stato il tema principale, a cui sono stati dedicati molto degli interventi in apertura. “L'Italia ha molti problemi da affrontare:” ha detto Carandini “il consumo di suolo, il dissesto idrogeologico, la qualità dell'aria, l'impegno per un'agricoltura sostenibile, tutti temi di grande attualità per il nostro Paese, ma il vero problema da affrontare ora è il rischio sismico”.


Non si può continuare a parlare di problemi allargando sempre più il raggio delle criticità col pericolo di restare inermi. L'Italia è uno dei paesi a più elevato rischio sismico del pianeta, ma questo rischio si può prevenire grazie alla scienza che, attraverso lo studio dei terremoti, è in grado di valutare questi eventi per prevenirne gli effetti catastrofici. Prevenzione significa soprattutto e prima di tutto conoscenza, una conoscenza che deve partire dall'educazione, come ha sottolineato Silvia Peppoloni, ricercatrice dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). I cittadini devono prendere coscienza e consapevolezza di ciò che significa il rischio sismico ed evitare che si perda la memoria del terremoto e che si allontani la paura del pericolo. In Italia non c'è una adeguata cultura del rischio e del pericolo sismico, manca una cultura della prevenzione. Il nostro paese è bravissimo nel fronteggiare le emergenze ma siamo pessimi nel prevenire i disastri. La causa di tutto ciò è imputabile alle “macerie delle istituzioni”, come sostiene Roberto Cecchi, che ha definito così l'incapacità dello Stato di affrontare il tema della prevenzione. “La prevenzione non mobilita”, sostiene Cecchi, la prevenzione non fa audience e non fa clamore, come fanno invece i grandi restauri e le grandi ricostruzioni. Questo è il problema centrale in Italia, la totale mancanza di prevenzione sia che si parli di terremoto sia che si parli di patrimonio culturale, di ambiente o di salute. Ma difendersi dai rischi è possibile, lo dimostrano le leggi e le normative che in questo paese non mancano, ma non si applicano. Le Linee guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale emanate dal MiBACT nel 2010, e precedute da quelle del 2006, sono parole a cui solo troppo raramente sono seguiti i fatti.
Quante vite umane e quanto del nostro patrimonio culturale si sarebbero potuto salvare se solo in Italia nel corso degli anni si fosse investito in prevenzione! Prevenire e limitare i danni del terremoto è possibile. Lo si può fare attraverso un corretto modo di costruire e adeguando alla normativa antisismica gli edifici già esistenti, come ha spiegato Sergio Lagomarsino.
Il FAI ha quindi deciso di concretizzare il suo impegno in questo campo con la stesura di un manuale, affinché nel nostro paese si diffonda finalmente una cultura della prevenzione. Sarà un manuale che avrà come tema la prevenzione del rischio sismico e vorrà essere soprattutto uno stimolo affinché maturi finalmente fra la gente una profonda e consapevole sensibilità nei confronti di questo tema, ed auspica che si definisca una  politica pubblica di salvaguardia e tutela del territorio. È necessaria una coscienza forte e condivisa della prevenzione, nei cittadini e nelle istituzioni, perché non possiamo più tollerare che eventi come il terremoto siano in grado di distruggere in pochi istanti l'identità storica e culturale di intere popolazioni.

Il XXI Convegno Nazionale del FAI è stato realizzato grazie al prezioso contributo di Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI e main sponsor dell’evento, e di Banca Esperia, per il secondo anno a fianco del FAI in qualità di sponsor.

 

mercoledì 8 febbraio 2017



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