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A San Fruttuoso l'unione fa la forza

Gli interventi realizzati grazie a collaborazioni con gli enti locali e aggiornamenti sui cantieri nei nostri beni.


Attività FAI All'Abbazia di San Fruttuoso, Camogli (GE) la collaborazione con gli enti locali ha permesso di pianificare e realizzare importanti interventi di restauro e messa in sicurezza del territorio; Villa Fogazzaro Roi, Oria (CO) è stata interessata da una campagna di restauro dei tappeti ottocenteschi.

Abbazia di San Fruttuoso

I beni protetti e valorizzati dal FAI in tutta Italia intrattengono importanti relazioni con gli enti locali, Comuni, Province, Regioni, associazioni, con i quali si confrontano non solo sulle attività di promozione turistica, ma soprattutto su tematiche di tutela ambientale e su interventi di restauro. Sono collaborazioni positive e fruttuose, grazie alle quali i beni FAI diventano sempre più “fulcri” dei sistemi territoriali in cui sono inseriti.

Un esempio particolarmente significativo di queste relazioni tra enti è l'Abbazia di San Fruttuoso, dove nello scorso ottobre si è concluso un intervento di riqualificazione e razionalizzazione di un'area di proprietà FAI a monte dell'Abbazia mediante la demolizione di manufatti fatiscenti e la costruzione di nuovi manufatti. L'intervento fa parte del più ampio progetto di Recupero Paesistico Ambientale del Borgo di San Fruttuoso di Camogli (L.R. 11/09/1992 n. 26) nell'ambito dell'Accordo di Programma approvato in data 6/11/1996 (Vadp 18/02/2010) tra: Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Camogli, Ente Parco di Portofino con l'adesione del FAI e di A.R.T.E..
Il progetto è stato finalizzato al complessivo recupero delle aree agricole, dei percorsi e delle pertinenze ad uso orto giardino e dei piccoli ricoveri per animali che rappresentano una documentazione significativa della tradizione e della cultura materiale del Borgo di S. Fruttuoso. Sull'area erano presenti numerosi manufatti agricoli, più o meno precari (baracche, tettoie, depositi), con destinazioni diverse (stalle-ricoveri animali, pollai e legnaie ecc.), realizzati sia in muratura che con materiali di recupero.

Evidenziata nel cerchio rosso, l'area agricola soggetta all'intervento

I sentieri e i camminamenti versavano in uno stato di degrado generalizzato dovuto alla mancanza di manutenzione e agli agenti atmosferici che ne hanno fatto perdere il profilo e l'andamento originario.
L'intervento ha avuto lo scopo di ridare dignità ad un'area per troppo tempo lasciata a svilupparsi senza un progetto unitario e coerente e di ridisegnare il panorama retrostante il complesso monumentale.

L'area agricola prima (sopra) e dopo (sotto) l'intervento di restauro

Nel 2015 è stato invece sottoscritto con il Comune di Camogli un Protocollo d'Intesa per affrontare le problematiche legate al dissesto idrogeologico che colpiscono la zona. È stato elaborato da un gruppo di lavoro congiunto tra il FAI e il Comune di Camogli composto da geologi, ingegneri idraulici, architetti del paesaggio, rilevatori e topografi che ha concordato una programmazione congiunta attraverso la stesura di un progetto definitivo complessivo comprendente la totalità degli interventi ritenuti necessari.
Grazie a questo documento, il Comune di Camogli ha vinto un bando interregionale europeo Italia-Francia per la ricostruzione dei terrazzamenti: si è scelto di intervenire sui terreni di proprietà del FAI.

Con lo stesso documento, il Comune sta attivando un finanziamento a livello regionale con cui verranno realizzati alcuni interventi di messa in sicurezza del rio Alluvione, un torrente che scorre a monte e sotto l'Abbazia di San Fruttuoso. Come rivela il nome, in passato questo corso d'acqua aveva causato ingenti danni al territorio e nel 1915 aveva distrutto la prima campata della facciata dell'Abbazia: un intervento di manutenzione era quindi fondamentale per il FAI ed era stato inserito all'interno del Protocollo d'Intesa. Anche in questo caso il progetto definitivo verrà co-finanziato da FAI, in un'ottica di collaborazione con gli enti locali non solo economica ma soprattutto tecnica e progettuale.

Grazie a …

L'intervento di riqualificazione e razionalizzazione dell'area di proprietà FAI a monte dell'Abbazia è stato cofinanziato da Regione Liguria, fondi lr 42/00 e DGR 1490 del 07/12/2012


Villa Fogazzaro Roi

Quest'anno la dimora sul Lago di Lugano dove Antonio Fogazzaro scrisse e ambientò il suo capolavoro “Piccolo mondo antico”, è stata interessata da una campagna di restauro dei tappeti nell'ambito della collaborazione tra il FAI e il Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino, già impegnato anche presso il Castello e Parco di Masino.

L'intervento ha riguardato il tappeto ottocentesco conservato nella Camera da letto del Marchese Roi e il tappeto, della stessa epoca, collocato nell'atrio della villa. Il primo è un manufatto inglese eseguito con ricamo ad ago a piccolo punto: la decorazione è costituita da 25 riquadri con scene di vita galante e di vario soggetto, inseriti in una ampia cornice floreale che delimita il perimetro del tappeto.

Tappeto dell'atrio di Villa Fogazzaro Roi, manifattura di Aubusson (Francia) metà XIX secolo.

Il tappeto dell'atrio è un'opera di manifattura francese di Aubusson, cittadina le cui pregiate lavorazioni, inizialmente esclusive per la casa reale, erano nell'Ottocento rivolte al gusto di arredo dell'alta borghesia con esemplari di più ridotta dimensione. Infatti il tappeto di Villa Fogazzaro Roi, decorato con colori e particolari vegetali che riflettono i canoni dello stile Carlo X (1825 – 1830) ha delle importanti bordure originali ripiegate e ricucite sotto per adattarsi allo spazio per cui era stato destinato.

Fase diagnostica dello stato di conservazione dei filati del tappeto per la programmazione dell'intervento di restauro e pulitura.

L'intervento si è svolto nell'arco di 250 ore di lavoro ed è consistito in operazioni di pulitura, rafforzamento del ricamo e consolidamento della struttura tessile tramite l'applicazione di supporti in tela. Infine, nel tappeto dell'Atrio, è stata inserita una foderatura che evita il contatto diretto delle fibre con il pavimento. Il FAI si prende cura del patrimonio artistico non solo attraverso interventi di restauro ma anche grazie ad attività di conservazione preventiva come la posa di passatoie per il passaggio dei visitatori e i copri scarpe in plastica da indossare in caso di giornate particolarmente umide.

Visitatori con gli appositi copriscarpe

Grazie a…

Grazie al prezioso contributo del Gruppo Gabel, nuovo sostenitore del FAI. Si ringrazia, inoltre, Fondazione Araldi Guinetti e Claudio e Simona Zampa, FAISwiss.


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mercoledì 25 gennaio 2017



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