Per il paesaggio, l'arte e la natura.
Per sempre, per tutti.

Milano segreta: l'Albergo diurno Venezia

A gennaio proseguono le visite straordinarie a cura del FAI del monumento dimenticato


Attività FAI Quando fu inaugurato il 18 gennaio del 1926, si chiamava Albergo Diurno Metropolitano, il più accogliente e moderno d'Europa, diceva la pubblicità. Un monumento dell'Art Deco e Liberty in cui si riconosce, soprattutto negli interni e nell'arredo, lo stile di Piero Portaluppi, l'architetto di Villa Necchi Campiglio.

«Scendere all'Albergo Diurno Venezia per me è stato come scendere in una Pompei del Novecento. È bastato aspirare la polvere per riportare alla luce un momento rimasto fermo nel passato. Per me è stato uno shock», racconta Andrea Carandini presidente del FAI: «Siamo quindi felici di poter offrire questa straordinaria sorpresa a chi deciderà di partecipare alle aperture affidate alla nostra Delegazione di Milano. E visto che il Diurno è attribuito a Piero Portaluppi diventa anche parte di un percorso che coinvolge la zona di Porta Venezia e culmina con Villa Necchi Campiglio. Con il Diurno il FAI amplia la sua visione includendo così un bene che ha fatto parte della vita dei cittadini».


L'Albergo Diurno Venezia è stato riaperto al pubblico, per la prima volta, a nove anni dalla chiusura definitiva e dopo decenni di degrado, durante le Giornate FAI di Primavera 2014. Un successo: ben 6.500 persone si sono messe in coda per visitarlo. Dopo un anno, o poco più, il FAI può annunciare che, a seguito dell'accordo di valorizzazione firmato tra la Fondazione e il Comune lo scorso maggio, il FAI riaprirà le porte dell'Albergo Diurno Venezia con un ciclo di aperture straordinarie a cura dei volontari della Delegazione di Milano. A quasi novant'anni dall'inaugurazione, l'Albergo Diurno Venezia sarà visitabile il 16 e 23 gennaio 2016, dalle ore 10 alle 18 (Visite ogni 30 minuti per gruppi di massimo 20 persone, ultimo ingresso alle 17.45).
Venerdì 3 dicembre 2015, alla presentazione dei lavori di riqualificazione di Piazza Oberdan e del ciclo di aperture straordinarie dell'Albergo Diurno Venezia, sono intervenuti Marco Magnifico, vicepresidente Esecutivo FAI, il Soprintendente alle Belle arti e paesaggio Antonella Ranaldi, l'assessore comunale ai Lavori pubblici e arredo urbano Carmela Rozza, il capo delegazione FAI di Milano Matilde Sansalone e il vice capo delegazione Andrea Alessandri.

Studi per il progetto di recupero

Parallelamente alla programmazione delle giornate di apertura straordinaria, il FAI ha avviato i preliminari del progetto di recupero e di valorizzazione del Diurno Venezia, in collaborazione con istituzioni ed enti di ricerca cittadini, studi e ricerche da cui si partirà per impostare un restauro che tenga conto, oltre che dell'architettura, anche della sua originale vocazione “funzionale”, nella quale risiede la chiave per il suo prossimo utilizzo. Il FAI e il Comune stanno valutando anche l'opportunità di lanciare un concorso di idee per giovani professionisti.

Prima tappa di un itinerario dedicato a Portaluppi

Infine, grazie alla collaborazione tra FAI e Fondazione Piero Portaluppi, l'Albergo Diurno Venezia sarà proposto ai visitatori come prima tappa di un itinerario cittadino alla scoperta delle architetture del Portaluppi, che impreziosiscono e caratterizzano la zona di Porta Venezia e l'intera città, tra cui anche Villa Necchi Campiglio, bene del FAI in via Mozart.

Al via la campagna “Diurno Venezia. In cerca di memoria”

Chiediamo a chiunque possieda fotografie, documenti, ricordi, legati all'Albergo Diurno Venezia di condividerli attraverso la pagina Facebook dell'Albergo Diurno oppure di inviarli alla mail [email protected]. In questo modo, grazie alla partecipazione di tutti, sarà possibile ricostruire, conservare e valorizzare la memoria collettiva di un luogo che è stato teatro della vita di Milano e che è nel cuore dei suoi abitanti da oltre ottant'anni. Ringraziamo fin da ora a tutti coloro che vorranno rispondere a questo appello.

Un po' di storia

Piazza Guglielmo Oberdan, di fronte a Porta Venezia, quando cominciò la costruzione del Diurno, si chiamava ancora Piazzale Venezia. Per poco, perché nel luglio del 1923, sulla spinta del nazionalismo fascista, fu intitolata all'eroe dell'irredentismo italiano. Era prevista anche una statua di Oberdan, ma il progetto fu presto dimenticato. Invece l'Albergo Diurno Metropolitano con il suo nome perpetuò la memoria del piazzale. Diviso in due parti, le terme verso via Tadino e all'opposto l'ingresso principale su via Buenos Aires, il Diurno Venezia occupava una superficie di 1200 metri quadrati, si sviluppava per una lunghezza di 88 metri ed una larghezza di 14 metri circa. Si accedeva attraverso l'atrio, occupato negli ultimi anni da un'agenzia viaggi e da un fotografo, al salone principale che ospitava barbieri per uomo e parrucchieri per signora, manicure e pedicure. Con la chiusura delle terme cominciò il tempo dell'abbandono e del degrado. Pian piano fu abbandonato, verso la metà degli anni Novanta, e poi definitivamente sigillato nel 2006, dopo l'abbandono dell'ultimo barbiere, Carmine Aiello, discacciato dal Comune in seguito a un aspro conflitto legale.

giovedì 3 dicembre 2015



Inserisci il tuo commento
INVIA
Per inserire un commento devi prima procedere alla LOGIN. Se non hai ancora un account REGISTRATI QUI.
NON CI SONO COMMENTI

Vieni a trovarci

Castelli, ville, parchi, abbazie e
monasteri: visita luoghi unici

Iscriviti al FAI

E vivi un anno di cultura
divertendoti

Scopri le mostre del FAI

Grandi artisti e designer animano
Villa dei Vescovi e il Negozio Olivetti

Racconta i beni del FAI

Partecipa al concorso letterario
"L'Italia del FAI", fino al 31 luglio



Iscriviti subito al FAI!