Area C, le associazioni richiedono un intervento
Il FAI, insieme a Ciclobby, Genitori Antismog, Legambiente e WWF, chiede di confermare il provvedimento
In seguito alla decisione del Consiglio di Stato di accogliere il ricorso di un garagista del centro di Milano e sospendere l'Area C, il FAI, insieme a Ciclobby, Genitori Antismog, Legambiente e WWF, chiede al Comune del capoluogo lombardo di reagire con immediate misure per far fronte all'emergenza traffico e far prevalere il diritto alla salute.
Lo slogan che aveva accompagnato la lotta a favore dell'Area C, sostenuta dal FAI e da altre associazioni ambientaliste, mirava a far prevalere la salute pubblica e la tutela ambientale sull'interesse di pochi. Ed è a questo che ora le associazioni milanesi si appellano per difendere il diritto alla salute, non tutelato dal recente provvedimento del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di un garagista del centro di Milano e ha disposto la sospensione dell'Area C.
Il FAI, insieme a Ciclobby, Genitori Antismog, Legambiente e WWF, chiede infatti al Comune del capoluogo lombardo di reagire con immediate misure per far fronte all'emergenza traffico e approvare strumenti di pianificazione che, oltre a confermare l'Area C, ne prevedano l'ampliamento a breve, così da estendere i benefici ambientali che il provvedimento ha dimostrato di portare.
Inoltre, dal mese di settembre prenderà il via Io in centro non c'entro, la campagna di educazione civica rivolta a tutti gli automobilisti: chi vorrà aderire all'iniziativa potrà mostrare un nastrino azzurro come segno di riconoscimento.

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