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Il FAI è protagonista alla Biennale di Venezia

Con la mostra “Programmare l'arte” al Negozio Olivetti dal 30 agosto al 28 ottobre 2012


Attività FAI Il Fondo Ambiente Italiano anima uno degli eventi culturali più importanti in Italia, la 13. Mostra Internazionale di Architettura - la Biennale di Venezia, con una mostra sull'Arte Programmata che si terrà nel cuore della città, al Negozio Olivetti di piazza San Marco.

Anche il FAI diventa protagonista della 13. Mostra Internazionale di Architettura - la Biennale di Venezia. Dal 30 agosto al 28 ottobre 2012 si terrà infatti al Negozio Olivetti di piazza San Marco la mostra "Programmare l'arte. Olivetti e le neoavanguardie cinetiche", che rientrerà tra i diciotto Eventi Collaterali programmati nel periodo della Mostra nei diversi luoghi di Venezia.

La Biennale, diretta da David Chipperfield, avrà il titolo di "Common Ground", terreno comune. I 65 progetti del percorso espositivo, realizzati da architetti, fotografi, artisti, critici e studiosi, vogliono evidenziare l'esistenza di una cultura architettonica condivisa, di contesti e ideali collettivi. Hanno risposto alla sfida di Chipperfield 112 professionisti con opere che mostrano l'architettura nel suo contesto di influssi e di affinità, di storia e di lingua, di città e cultura. La Mostra sarà aperta al pubblico dal 29 agosto al 25 novembre 2012 ai Giardini della Biennale e all'Arsenale.

La mostra "Programmare l'arte" al Negozio Olivetti riprende, a cinquant'anni di distanza, l'esposizione sull'Arte Programmata che animò i Negozi Olivetti di Milano e Venezia nel 1962, curata da Bruno Munari e corredata da un testo di Umberto Eco.

In quel periodo stava avvenendo il brusco passaggio dalla modernità alla società dei consumi e l'Arte Programmata, che si diffonde alla fine degli anni Cinquanta soprattutto a opera di artisti come Bruno Munari, Enzo Mari, Paul Bury e i due Gruppi N e T, è un segno del cambiamento. Questi artisti sperimentarono una gamma ricchissima di possibilità di movimento nell'opera d'arte, da quelle meccaniche a quelle luminose o elettromagnetiche, dando vita a strutture mobili e continuamente variabili, ma che obbediscono a un calcolo e a un programma rigorosi, di tipo quasi scientifico.

Olivetti in quel periodo era un riferimento naturale in Italia come luogo dove si combinavano felicemente estetica, produzione e mercato secondo la lezione di Adriano Olivetti e infatti l'azienda fece girare la mostra in molte sue sedi italiane, europee e statunitensi.

Nella mostra al Negozio Olivetti verranno allestite 13 opere scelte dai curatori Marco Meneguzzo, critico d'arte, curatore e docente di Storia dell'Arte Contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Brera, Enrico Morteo, architetto, storico e critico di design e architettura e Alberto Saibene, storico dell'industria, autore di documenti televisivi, organizzazione culturale di festival e incontri letterari.

Ci saranno anche il cortometraggio prodotto dalla Olivetti nel '62 in occasione della mostra; il documentario su Elea 9000, primo computer main frame prodotto da Olivetti, regia di Nelo Risi, musiche di Luciano Berio; i programmi originali della mostra con la grafica di Enzo Mari; le fotografie dell'esposizione realizzate all'epoca da Mario Dondero.

» Per maggiori dettagli sulla mostra "Programmare l'arte" clicca qui



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