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Inaugurato il sentiero Bazzoni a Torba

Cronaca di un sogno che si è (quasi) avverato


Attività FAI Da quando Giulia Maria Mozzoni Crespi donò il Monastero di Torba al FAI, il sogno di Renato Bazzoni, che con lei fondò la Fondazione nel 1975, è sempre stato uno: collegare il Complesso del Monastero all'area archeologica di Castelseprio. Oggi, con l'inaugurazione del sentiero che prende il suo nome, questo sogno è diventato (quasi) realtà.

“Quando Renato Bazzoni venne a conoscenza del Monastero di Torba, mi obbligò ad acquistarlo e a regalarlo al FAI perché, fin da allora, aveva un sogno: restaurare il Complesso, che allora era ridotto a un rudere, ma soprattutto riportare alla luce il sentiero che, in epoca tardo romana, collegava l’allora avamposto militare di Torba al castrum di Castelseprio. All’inizio ero molto dubbiosa, poi però piano piano il luogo ha preso a rinascere e oggi il sogno di Bazzoni inizia a diventare realtà”.

Sono bastate poche parole al Presidente Onorario FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, per raccontare un sogno lungo più di trent’’anni. Era il sogno di Renato Bazzoni, che insieme a lei fondò il FAI nel 1975: letteralmente innamorato di Torba, Renato Bazzoni fu il primo a convincersi dell’importanza di collegare di nuovo le due aree. Oggi il sogno inizia a diventa realtà: grazie al progetto di restauro realizzato dal FAI con il contributo di Regione Lombardia e dell’Associazione Amici del FAI, infatti, è stato possibile il restauro delle antiche mura risalenti al V-VI secolo d. C. e il ripristino di un tratto del sentiero che un tempo congiungeva il complesso monumentale di Torba a Castelseprio.

La ricostruzione del sentiero, intitolato a Renato Bazzoni, assume un valore ancora maggiore a fronte dell’iscrizione del complesso Castelseprio-Torba nelle liste del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco all’interno del sito “I Longobardi in Italia. I Luoghi del potere (568-774 d. C.)”, che comprende sette fra le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti su tutto il territorio italiano.

Un riconoscimento fondamentale anche per coinvolgere le nuove generazioni nella tutela del patrimonio d’arte, natura e paesaggio italiano. “I giovani stanno iniziando a capire i valori più importanti – spiega Giulia Maria Mozzoni Crespi - Stanno iniziando a comprendere che l’Italia ha un vantaggio enorme rispetto agli altri Paesi: si tratta della cultura, della storia, dell’arte che rendono unico il nostro Paese nel mondo. Su questi valori dobbiamo lavorare per creare percorsi turistici seri e di qualità, circuiti in grado di valorizzare le tradizioni locali, siano esse gastronomiche, manifatturiere, sportive”.

Per far sì che il sogno di Renato Bazzoni si realizzi fino in fondo, però, manca ancora un ultimo passo: il recupero della parte di mura più a valle che dovrebbe ricongiungersi al torrione, anch’esso risalente al V-VI secolo d. C. Nella speranza che, nel frattempo, la Soprintendenza completi il tratto di sentiero sui terreni di sua proprietà.



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