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Nuova luce per il paese di Morazzone

Presentato il progetto di rivitalizzazione del centro storico e il restauro di Casa Macchi


Attività FAI Regione Lombardia, Comune di Morazzone e il FAI hanno presentato martedì 20 dicembre l'importante progetto di rivitalizzazione e rigenerazione urbana del centro storico di Morazzone insieme al restauro e alla valorizzazione di Casa Macchi e del suo giardino, alla cui realizzazione concorre un Accordo di Programma che sarà firmato nei primi mesi del 2017.

Comunità, identità, tradizione: queste le parole chiave del progetto presentato questa mattina dal presidente della regione Lombardia Roberto Maroni, dal sindaco di Morazzone Matteo Luigi Bianchi e dal vicepresidente esecutivo del FAI Marco Magnifico. L'accordo rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato che, a partire dal recupero di un bene locale - Casa Macchi, ricevuta nel 2015 dal FAI in eredità da Marialuisa Macchi - consentirà la valorizzazione e il potenziamento dell'offerta turistica e culturale di questo comune della provincia di Varese, offrendo così l'opportunità di sviluppare attività economiche e commerciali, di migliorare la fruibilità del centro storico e di contribuire allo sviluppo e alla promozione di percorsi e itinerari culturali già presenti sul territorio. Un accordo che potrà essere da esempio per invertire il processo di spopolamento dei centri storici dei paesi italiani.

Da sinistra: Diego Dalla Gasperina, storico locale; Martina Sarraggiotto, consigliera alla cultura Comune di Morazzone; Matteo Luigi Bianchi, sindaco di Morazzone, Roberto Maroni, presidente Regione Lombardia; Cristina Cappellini, assessore alle culture, identità e autonomie Regione Lombardia; Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo del FAI; Giuseppe Armocida, presidente Società Storica Varesina.

Il progetto al centro dell'accordo avrà un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro.
Regione Lombardia, tra i cui obiettivi ha posto il rilancio dei piccoli comuni e delle loro specificità, si impegna a cofinanziarlo con 2 milioni di euro in opere e interventi: 1 milione a favore del Comune di Morazzone e 1 milione destinato al FAI.

Il Comune di Morazzone progetterà e metterà a punto il nuovo arredo urbano, viabilistico e infrastrutturale del centro storico, al fine di renderlo più attrattivo in termini turistici e creare nuove opportunità imprenditoriali.

Casa Macchi, un “museo vivo che dia lustro a Morazzone”

Il FAI si occuperà del recupero di Casa Macchi e del suo giardino - un intatto esempio di dimora della borghesia lombarda della seconda metà dell'Ottocento, completamente arredata - che con la sua apertura al pubblico diventerà un “museo vivo che dia lustro a Morazzone”, come indicato nelle disposizioni testamentarie dell'ultima proprietaria Marialuisa Macchi, che con grande generosità ha deciso di lasciare in eredità la sua casa alla Fondazione insieme a un lascito in denaro di 1,5 milioni di euro, che si vanno a sommare al finanziamento della Regione.
Una prima fase di studi e di verifiche dello stato di conservazione dell'immobile e dei suoi arredi ha preceduto la progettazione degli interventi esecutivi relativi al restauro, al consolidamento strutturale, alla sicurezza e alla valorizzazione dell'edificio. Il giardino e il parco verranno restaurati e ogni superficie, arredo, quadro, suppellettile riprenderà il suo posto originario così da restituire il fascino di un mondo che fu, cristallizzato all'ultimo giorno in cui la casa era abitata negli anni Sessanta del Novecento.

Casa Macchi è un rarissimo esempio di contesto abitativo completo di ogni minimo dettaglio che, pur nell'assenza di opere d'arte e di pezzi di arredi di pregio, è in grado di comunicare, con straordinaria uniformità di stile e con un ricco repertorio di tessuti, fotografie, dipinti, abiti e oggetti uno spaccato di vita e un preciso periodo della storia del gusto e dell'abitare italiani e in particolare lombardi. Un racconto che si svolge attraverso i vari ambienti della casa, dalla cucina che ancora conserva la caffettiera sulla stufa alla sala da pranzo con le stoviglie e il vecchio pianoforte, dalla veranda con i trofei di caccia, le fuciliere e i portabastoni alle camere da letto con gli armadi completi di vestiti e di biancheria per la casa, dal locale per gli attrezzi agricoli e il fieno fino alla limonaia e alla voliera.

Leggi “Piccola fantasia per Casa Macchi”, Casa Macchi nel 1848, raccontata da Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo del FAI.

Al termine dei lavori Casa Macchi entrerà a far parte del circuito dei beni FAI regolarmente aperti al pubblico e verrà richiesto il riconoscimento museale a Regione Lombardia con l'inserimento nel circuito dei musei aderenti a Lombardia Card.

 

martedì 20 dicembre 2016



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