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Primarie della cultura, la classifica finale

Scopri i 5 temi più votati che presentati ai candidati alle prossime elezioni politiche


Attività FAI I fondi da destinare alla cultura, la protezione del suolo, la sicurezza del territorio, la promozione dell'agricoltura, il diritto allo studio: per gli italiani che hanno partecipato alle Primarie della cultura sono queste le cinque priorità che il prossimo Governo non deve trascurare. Oltre 100 mila i voti raccolti dalla consultazione online. Leggi la classifica.

Le Primarie della cultura, lanciate online il 7 gennaio 2013 dai giovani del FAI, hanno raccolto una pioggia di voti: l'opportunità di scegliere e dar voce alle priorità da proporre ai candidati delle prossime elezioni politiche è stata apprezzata e vissuta con forte interesse e spirito partecipativo.

Oltre centomila mila i voti raccolti durante i 21 giorni della consultazione online, 15 le tematiche proposte a chiunque avesse a cuore la tutela e la promozione della cultura in Italia. Le Primarie della cultura, dietro il forte impulso dei giovani del FAI, si sono trasformate in una grande consultazione popolare, centrando l'obiettivo di segnalare a voce alta la necessità di ottenere soluzioni concrete nell'ambito della cultura, del paesaggio, dell'ambiente, del turismo, dell'istruzione, del territorio, della tutela dei beni d'arte.

I temi più caldi, rientrati nella Top Five dei votanti on line, riguardano i fondi da destinare alla cultura, la protezione del suolo, la sicurezza del territorio, la promozione dell'agricoltura, il diritto allo studio.

Il nostro Paesaggio è la nostra cultura

Tra le questioni più rilevanti per gli italiani che hanno votato per le Primarie della cultura ci sono la lotta contro il consumo di suolo (14,9% dei voti), la necessità di studiare politiche contro il dissesto idrogeologico (9,5% dei voti) e per promuovere l'agricoltura (8,8% delle preferenze). Questi risultati fanno emergere una grande novità: la sensibilità degli italiani è cambiata, ora è chiaro che il paesaggio, il territorio e l'ambiente in cui viviamo sono elementi chiave della nostra cultura e della nostra storia, che devono essere valorizzati e difesi attraverso politiche per uno sviluppo sostenibile. "Le Primarie della cultura hanno nobilitato il tema del paesaggio a tema centrale per la cultura italiana. Il nostro paesaggio è la nostra cultura" sostiene il Vicepresidente esecutivo FAI Marco Magnifico.

La Top five

I cinque temi che saranno proposti ai candidati alle elezioni politiche

  1. "Non 1 di meno: quota minima 1% dei soldi pubblici per la cultura” (17,5%),
  2. "Chi tocca il suolo muore: stop al consumo del paesaggio” (14,9%),
  3. Io non dissesto: piani certi per la sicurezza del territorio” (9,5%),
  4. Agri-cultura: più lavoro e benessere a km zero” (8,8%),
  5. Diritto allo studio, dovere di finanziarlo” (7,8%).

Ecco dunque i cinque temi proposti ai candidati alle elezioni politiche. Le idee dei cittadini devono e possono entrare a pieno titolo nei temi della campagna elettorale in atto, con lo scopo di sostenere e rafforzare un settore dinamico, interessante e di valore irrinunciabile per tutti gli italiani.

Alto l'interesse anche per gli altri temi, in particolare: “Meno Italialand, più Italia: politiche integrate per il turismo”, “Ricomincio da tre (ore): più storia dell'arte a scuola”, “Mi ricordo, sì, io mi ricordo: salviamo le biblioteche”, che hanno totalizzato ciascuno il 6% delle preferenze e “Io centro: difendere i centri storici” con il 5,5% dei voti. Meno urgenti per gli italiani i temi che nella classifica finale occupano gli ultimi posti: “Più start-up per tutti: vere agevolazioni per i giovani” (4%), “Restauro, resta con noi: tutelare l'artigianato di qualità” (4%), “Basta “leggi mancia”, piani triennali per le risorse della cultura” (3,6%), “No profit, no tasse: incentivi per chi opera nei beni culturali” (2,8%), “Legge per il Terzo Settore che opera nei beni culturali” (2,2%), “Progetto MIBAC 2.0” (1,4%).

Il sostegno all'iniziativa è arrivato da tutti i fronti, da giornalisti e intellettuali - tra cui Ferruccio de Bortoli, Gianni Riotta, Massimo Gramellini, Dacia Maraini- a personaggi dello spettacolo - tra cui Monica Guerritore, Neri Marcorè, Antonello Fassari, Giorgio Pasotti, Gianmarco Tognazzi - da esperti d'arte a blogger, fino ai cittadini comuni che si sono impegnati nel diffondere le primarie sui social network.
Un risultato importante anche in relazione al concitato periodo politico, in cui l'informazione è catalizzata dalle notizie sui candidati alle imminenti elezioni: la cultura sta a cuore agli italiani.

 

Il dibattito

Dopo la presentazioni dei risultati della consultazione, si è tenuto un dibattito con i rappresentanti delle forze politiche candidate alle prossime elezioni.

Secondo Philippe Daverio, moderatore, “il superinvestimento culturale sarà lo strumento per vincere sui mercati”.

Per Ferdinando Adornato (Udc) “il vuoto è meglio del finto pieno. Prima veniva presentata la ‘lista della spesa' mettendo come priorità i fondi a cultura, turismo, ricerca, scuola come volano di sviluppo. Ora no. Se l'Italia scende in campo con cultura, turismo, ricerca e scuola non c'è gara dal punto di vista economico. La cultura è la priorità dell'Italia”.

Elena Centemero (Pdl) sostiene che “ci si deve impegnare a portare avanti il tema della cultura con una trasversalità forte, perché in questo momento il nostro Paese ha bisogno di condivisione e trasversalità, soprattutto nella cultura. La realtà è quella di una spesa pubblica piuttosto consistente: è necessario non operare tagli ma una riqualificazione della spesa pubblica stessa”.

Per Loredana De Petris (Sel) “questo è un Paese che ha ancora la vergogna di essere stato agricolo. Solo una minoranza crede che l'agricoltura sia un tema importante su cui costruire un pezzo del Paese. I risultati delle Primarie della cultura sono estremamente interessanti e ci dicono che siamo a un bivio: questo Paese deve cominciare a scegliere dove vuole andare”.

Secondo Marco Marsilio (FdI) “Nessuno oggi si può permettere il lusso di creare illusioni. Siamo tutti consapevoli che oggi sia difficile lasciare la spesa pubblica a livelli tanto elevati. Questo ci chiama a un diverso uso delle risorse. Bisogna modificare completamente il rapporto con il Privato per una sinergia virtuosa”.

Matteo Orfini (Pd) afferma che se bisogna definire “come rilanciare la crescita” del Paese, sblocchiamo la possibilità di investire in Italia e la cultura è un investimento da fare. In Italia per rendere la spesa pubblica più efficace è necessaria una programmazione pluriennale. Dobbiamo capire dove vogliamo andare in modo da concentrare le risorse e renderle efficaci”.

Per Andrea Romano (Lista Monti) “il FAI ha avuto il merito di occuparsi di temi scomparsi dall'agenda politica italiana. E' ormai chiara la necessità di legare il tema della tutela del territorio e quello della produzione culturale”,

Mario Staderini (Ri) afferma: “il merito del FAI è di aver informato e fatto partecipare i cittadini. In Italia la spesa pubblica per la cultura come tutte le altre spese pubbliche. C'è sproporzione dei fondi pubblici a sfavore dell'arte precristiana. L'esempio più eclatante è il Colosseo. Non condivido l'opinione che gli ultimi Ministri siano stati di secondo piano”.


mercoledì 30 gennaio 2013



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