Per il paesaggio, l'arte e la natura.
Per sempre, per tutti.

DELEGAZIONE DI GENOVA

Sede: Via Garibaldi 7 - 16124 Genova
tel. 010 2518680

Capo Delegazione: Sonia Cevasco Asaro
Vice Capo Delegazione: Patrizia Risso Bottaro
Delegazione: Fiorella Bagliano Odone, Ferdinando Bonora, Paola Danovaro, Gustavo Dufour, Matteo Fioravanti, Monica Fossa, Paolo Noceti, Giorgio Raggio

Per informazioni: [email protected]

Per contattare il Gruppo FAI Giovani Genova: [email protected]


Punti FAI

2M
Piazza Leonardo da Vinci, 9
16146 Genova
Telefono 010 315561
Fax 010 313462
e-mail [email protected]
(è possibile iscriversi al FAI o rinnovare, ma non prenotarsi agli eventi)

Peglinforma
Biglietteria Villa Pallavicini - Via I. Pallavicini 13 - Genova
tel. 010 4076473
(il Punto informazioni è aperto solo il sabato e la domenica fino a primavera 2014 a causa di lavori di ristrutturazione che interessano il parco di Villa Pallavicini )



Eventi 2015



Febbraio

VISITA CULTURALE
Giovedì 5 febbraio
L’Italia farà da sé. Le strategie di sopravvivenza negli anni dell’autarchia.

Attraverso dipinti, sculture, disegni, manifesti, arti decorative, arredi e grafica provenienti dalle collezioni della Wolfsoniana, la mostra L’Italia farà da sé, curata da Matteo Fochessati e Gianni Franzone, documenta le strategie elaborate dalla propaganda del regime per contrastare le ricadute della crisi economica e i loro effetti sulla vita quotidiana degli italiani. Il titolo è ispirato a uno dei tanti motti propagandistici coniati dal regime fascista: L’Italia farà da sé, non abbiamo bisogno di nessuno, tantomeno dei prodotti agricoli e industriali delle altre nazioni, considerate “nemiche”. Un contributo determinante alla mostra è stato offerto dalla collaborazione con due importanti archivi di arte e illustrazione: il Massimo and Sonia Cirulli Archive di New York e la Gallerie Image – Manifesti originali del XX secolo di Alassio che, attraverso il prestito dei loro manifesti, hanno dato un fondamentale contributo iconografico al percorso espositivo. Altrettanto significativo è stato l’apporto dell’Istituto Mazziniano, attraverso il prestito di alcune divise indossate dagli Ascari, i soldati di colore delle truppe ausiliarie dell’esercito italiano in Libia e in Africa orientale. Il percorso espositivo, puntando su una puntuale ricostruzione del periodo storico e sull’effetto scenografico dei materiali selezionati, è suddiviso in nove sezioni tematiche. Pittori, scultori e designer furono chiamati a interpretare gli emergenti fenomeni di stile e di moda, scaturiti dalla politica autartica, e le norme di comportamento sociale imposte dal regime nel suo obiettivo di radicale trasformazione del popolo italiano. Accompagnerà alla scoperta di questo interessante periodo storico da Matteo Fochessati, che presenterà, in anteprima, il video “Me ne frego!” curato dalla linguista Valentina Della Valle.

Informazioni e prenotazione in Segreteria.

VISITA CULTURALE
Venerdì 20 febbraio
Basilica Collegiata di Santa Maria delle Vigne
Genova
Un itinerario alla “scoperta” di una piazza e di una chiesa nel cuore del centro storico. La chiesa delle Vigne, così chiamata perché ubicata fuori le mura di epoca carolingia, in una zona coltivata a vigneti, fu costruita intorno al mille. La tradizione popolare ne fa risalire le origini al VI sec.; di certo fu il primo santuario mariano in Genova, come attestano numerosi documenti papali (ultimo il breve di Giovanni Paolo II del 1983), frequentata da Santa Caterina da Genova, Santa Virginia Centurione Bracelli, Giacomo della Chiesa (Benedetto XVI), da dogi ed eminenti Genovesi. Del complesso romanico rimangono i muri perimetrali, il soffitto a capriate (celato alla vista dalla volta seicentesca), il chiostro e il campanile, il più antico in stile romanico gotico rimasto a Genova, che ben si riconosce nel panorama della città. Nel tempo la chiesa, pur mantenendo l’impianto basilicale a tre navate, è stata oggetto di lavori di ampliamento e abbellimento grazie al contributo di famiglie nobili, di corporazioni, dei residenti, in quello che era diventato uno dei più animati quartieri commerciali vicino al porto, in particolare tra il ‘500 e il ‘600. La trasformazione barocca avvenne intorno al 1642 ad opera di Daniele Casella e G.B.Bianco; la facciata in marmo in stile neoclassico fu realizzata da Ippolito Cremona negli anni 40 dell’’800, utilizzando in parte materiali di una antica chiesa demolita, le cui tracce andremo a scoprire nei dintorni. Nell’interno, decorato da numerosi artisti operanti a Genova tra cui Tavarone, Castello, Piola, De Ferrari, Maragliano, è un pregevole organo con più di 4000 canne suddiviso in quattro parti. Nel maggio scorso è stato concluso il restauro della secentesca cappella di Santa Maria delle Vigne, importante e ricchissimo esempio di costruzione sacra, fulcro della devozione mariana nella chiesa. Visita del chiostro e dell’archivio, dove sono conservati codici miniati del XIII e XV secolo.

Informazioni e prenotazione in Segreteria.

Marzo

INIZIATIVA PER LE SCUOLE
Mercoledì 4 marzo
Alla scoperta del Cimitero Monumentale di Staglieno … con gli Apprendisti Ciceroni®.

Gli Apprendisti Ciceroni®, studenti di quattro licei genovesi, propongono la ripresa delle visite guidate nel Cimitero Monumentale, già felicemente sperimentate nell’ambito della manifestazione Mattinate FAI per le scuole del novembre scorso, manifestazione che ne aveva visto la parziale sospensione a causa dei drammatici avvenimenti meteo. La proposta è aperta alle scuole, per le quali sarà necessaria la prenotazione, ma anche a visitatori adulti che potranno accedere liberamente.

Informazioni e prenotazione a [email protected]

EVENTO NAZIONALE
Sabato 21 e domenica 22 marzo
Giornate FAI di Primavera

Informazioni dettagliate a partire da marzo su www.giornatefai.it

Maggio

VISITA CULTURALE
Sabato 9 maggio
In gita nella Grande Genova – trekking metropolitano per le antiche strade
Dal Ponte dei Calvi alla Porta delle Chiappe e oltre…

Genova
Dopo le gite verso levante lungo l’antica Via Romana (da via San Vincenzo a Nervi), dalla Commenda verso settentrione (attraversando Granarolo, Begato e Cremeno), da Sampierdarena a Voltri e da Principe a Certosa (risalendo per salita degli Angeli), si continua ad affrontare il tema dell’antica viabilità dalla città verso varie direzioni del Genovesato e oltre, sia lungo la costa, sia per l’entroterra, lungo i percorsi praticati per secoli da miriadi di viaggiatori a piedi e a cavallo, nonché da carovane di muli, prima della loro sostituzione con le strade carrozzabili realizzate a partire dalla prima metà dell’Ottocento dall’amministrazione sabauda.
Partendo dal Porto Antico in corrispondenza dell’approdo della famiglia Calvi, si affronterà una salita all’inizio dolce e quindi sempre più impegnativa, che porterà fino all’ultima cinta difensiva delle Mura Nuove, attraversando le Mura del Barbarossa e quelle del XIV/XVI secolo, al di fuori delle quali i carrugi densamente edificati e abitati si trasformano in ariose creuze suburbane – fiancheggiate dagli alti muri di cinta di ville e complessi religiosi, tra i quali spicca il Santuario della Madonnetta – ora assediate dall’urbanizzazione dell’ultimo secolo. Usciti dalla Porta delle Chiappe il paesaggio urbano muta all’improvviso in rurale e la strada, divenuta mulattiera, prosegue in direzione del confine dell’antica Repubblica di Genova a Crocetta d’Orero e quindi verso la Pianura Padana, toccando Trensasco, Campi e altre località. Per ritornare in centro, a seconda del luogo dove ci si troverà, ci si potrà servire del Trenino di Casella, se funzionante, oppure di un bus o della Funicolare Zecca-Righi.

Informazioni e prenotazioni in Segreteria.
Pranzo al sacco e scarpe adatte: al di fuori della Porta si è in aperta campagna.
In caso di maltempo si rimanderà ad altra data, e si effettuerà un’altra passeggiata ricca di motivi di interesse.

VISITA CULTURALE
Sabato 16 maggio
Dalle Fronti Basse a piazza della Vittoria: la realizzazione di un progetto urbanistico “moderno”.

L’area di piazza della Vittoria (già chiamata piazza d’Armi, piazza di Francia o più semplicemente il Prato) fu sottoposta a servitù militare, come fronte di rispetto delle mura nuove (le Fronti Basse del XVII secolo), fino al passaggio al Comune nel 1910. Era utilizzata per manovre, caroselli, giostre, circhi (tra cui quello del leggendario Pecos Bill nel 1906), esposizioni, la più nota quella dedicata, nel 1892, al quarto centenario della scoperta dell’America. L’espansione della città verso levante nei territori degli ex comuni della piana del Bisagno portò a progettare una sistemazione della spianata del fiume; il Comune identificò l’area come idonea alla realizzazione di un solenne monumento a ricordo dei caduti della guerra mondiale da poco terminata. Nel 1923 furono banditi due concorsi nazionali, vinti entrambi da Marcello Piacentini che, anche a causa delle tensioni del periodo storico, riuscirà a realizzare il progetto del monumento tra il 1927 e il 1930. Lavorarono alla decorazione plastica dell’arco artisti quali Prini, Baroni, Dazzi, D’Albertis. Il 24 maggio 1931 il monumento fu inaugurato da Vittorio Emanuele III e la piazza intitolata alla Vittoria. Negli anni successivi vengono costruiti gli otto edifici che fiancheggiano l’arco; nel 1939 la piazza acquista la sua definitiva identità di piazza di rappresentanza, tipica dell’urbanistica degli anni trenta. Fa sfondo alla Piazza, tra l’edificio del liceo D’Oria e quello della Questura, sul raccordo tra le mura cinquecentesche e quelle seicentesche, la scenografica Scalinata Milite Ignoto, più nota come la scalinata delle Caravelle. Grazie alla cortese ospitalità dell’azienda genovese Iso Sistemi, sarà possibile vedere il complesso della piazza da un punto di vista sopraelevato, che consentirà di leggere i fregi dell’arco ad altezza d’occhio. Sarà a disposizione una sala conferenze, per cui durante la visita la storia della Piazza verrà ripercorsa anche con l’ausilio della proiezione di diapositive.

Informazioni e prenotazione in Segreteria.

VIAGGIO
Metà maggio
Matera, Casa Noha (nuova proprietà FAI) e…

Il programma del viaggio sarà disponibile in Segreteria da fine febbraio.

Novembre

VISITA CULTURALE
Giovedì 19 novembre
Da De Ferrari a Ponte Pila - storia di una strada

Via XX Settembre si può considerare la rappresentazione monumentale del processo di espansione e riassestamento delle attività urbane di Genova nel corso del XIX secolo. Questa strada è tanto percorsa quanto poco nota nei suoi particolari: se ne potranno osservare i dettagli più interessanti nel corso di una passeggiata, e, attraverso un percorso multimediale, ne verrà raccontata la storia, grazie alla cortese ospitalità della Banca Ifigest che metterà a disposizione il suo salone di rappresentanza. La Banca ha sede in uno dei più bei palazzi della strada, in un appartamento che – grazie all’attenzione della proprietà, la stessa famiglia dal tempo della costruzione, e a un accurato restauro – conserva tutto il fascino dell’originario assetto (pavimenti, affreschi, infissi ecc.) e offre dalle sue finestre e terrazzi viste spettacolari e inusuali sulla via e i suoi edifici.
Via XX Settembre è una strada che ha avuto un’origine controversa. Fortemente voluta dal sindaco Andrea Podestà, fu osteggiata da parte della popolazione residente poiché per costruirla fu necessario procedere a pesanti demolizioni di case e negozi, dai religiosi della chiesa del Rimedio, persino sgradita al governo di allora, per la demolizione delle carceri di Sant’Andrea. La strada fu edificata sul percorso delle precedenti Via Giulia, per il tratto che va da piazza De Ferrari sino al ponte Monumentale, e via della Consolazione, per il tratto oltre il ponte Monumentale fino a Porta Pila. Un progetto di ampliamento di Via Giulia (strada risalente al XVII secolo e più volte modificata per migliorarne la percorribilità da carri e carrozze) era già stato approvato nel 1840, ma la pratica fu poi bloccata a causa dei ricorsi dei proprietari degli edifici (circa 400) che sarebbero stati demoliti o modificati.
Quando, a fine Ottocento, si decise il riassetto urbanistico di tutto il centro cittadino, Via XX Settembre fu disegnata in asse sul tracciato delle due vie. Nel 1892 la progettazione della via venne affidata all’ingegnere genovese Cesare Gamba. Lungo il suo tracciato, e parimenti nelle vie adiacenti, sorsero sontuosi edifici di pregio, secondo il gusto eclettico di fine secolo, costruiti con i più moderni sistemi in cemento armato e dotati di aggiornatissimi conforti domestici. La strada venne costruita in due tempi (un primo tratto inferiore da porta Pila a porta d’Archi e uno superiore da porta d’Archi a piazza De Ferrari), non senza difficoltà economiche (la crisi bancaria del 1894 colpirà anche alcuni degli enti che avevano finanziato i lavori) e i progetti dei palazzi e l’impostazione della strada (presenza o meno di porticati) vennero cambiati più volte negli anni per adattarsi alle mutate richieste e necessità del Comune e delle imprese che li stavano costruendo. Nacque così una via moderna e funzionale dove far convergere abitazioni prestigiose, attività commerciali, ritrovi, cinema ecc., un vero e proprio “salotto” per Genova.

Informazioni e prenotazione in Segreteria.

 

Le condizioni relative all'organizzazione tecnica di eventuali viaggi sono a cura dell’Agenzia viaggi.
La Delegazione cura i contenuti culturali relativi alla meta del viaggio.



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