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“Colpi micidiali al nostro patrimonio culturale”

Il Presidente del FAI Andrea Carandini denuncia le conseguenze del silenzio-assenso


Dal Presidente L'impegno del FAI ha portato a un significativo risultato alla Camera dei Deputati: l'approvazione di emendamenti per mitigare il silenzio-assenso. “Lo slittamento a 90 giorni è un passo avanti – afferma il Presidente Carandini in un'intervista su La Repubblica – Miglioramenti, ma il quadro d'insieme resta preoccupante”.

La Repubblica - 17/07/2015

Intervista ad Andrea Carandini sul disegno di legge Madia

"Così si danneggia il paesaggio"

«Quello che non è riuscito a Berlusconi rischia di riuscire a Renzi. Il disegno di legge Madia contiene due colpi micidiali per il nostro patrimonio artistico e culturale: il silenzio assenso da parte della pubblica amministrazione di fronte a richieste di interventi anche pesanti sul territorio e la cancellazione delle sanzioni per attività edilizie con autorizzazioni irregolari, quasi un condono preventivo». È molto netta la posizione di Andrea Carandini, presidente del Fai (Fondo ambiente italiano), sulle norme che riorganizzano la pubblica amministrazione.

Eppure c`è consenso sulla necessità di rendere più veloce la pubblica amministrazione.
«Esiste un modo semplicissimo per raggiungere l`obiettivo: far approvare subito i piani paesaggistici. Solo Puglia e Toscana lo hanno fatto. A quel punto esisterebbe un giudizio articolato sull`uso del territorio e non bisognerebbe ogni volta indagare partendo da zero».

Due mesi, che diventano tre con l`emendamento appena votato, non bastano per decidere?
«Lo sa a cosa si riducono i due mesi se dividiamo i progetti per il numero dei funzionari delle soprintendenze? A Milano sono tre o quattro minuti. In queste condizioni il silenzio assenso significa assenso. Lo slittamento a 90 giorni è un passo avanti, a cui si aggiungerebbe l`intenzione di rafforzare gli organici delle soprintendenze. Miglioramenti, ma il quadro d`assieme resta preoccupante».

Molte soprintendenze vengono criticate per un eccesso di burocrazia.
«Ci possono essere stati errori e autoreferenzialità. Ma si tratta di migliorare, non di gettare via l`istituzione. Del resto con il Salva Italia un alleggerimento della burocrazia c`è già stato».

Vede il rischio che l`opposizione alla riforma venga percepita come difesa dell`immobilismo?
«Il no alla trappola del silenzio assenso vuol dire il contrario: il rilancio delle possibilità di un Paese che vede nella crescita del turismo e nel paesaggio un elemento fondamentale per uno sviluppo duraturo. Altro che stare fermi: noi proponiamo piani paesaggistici subito e valorizzazione del patrimonio».

Valorizzare in che modo?
«Dobbiamo rivolgerci a nuovi pubblici, che conoscono poco la nostra storia. Glí spettacoli multimediali organizzati al foro di Augusto e al foro di Cesare hanno un alto livello e non disturbano i monumenti: si potrebbero tenere anche nel Colosseo. Le possibilità offerte dal patrimonio sono immense. A patto di non distruggerlo».

Antonio Cianciullo

Foto © FAI - Fondo Ambiente Italiano

venerdì 17 luglio 2015



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