Gli abusi edilizi divorano un pezzo di futuro

Intervista all'urbanista Paolo Berdini


Interviste FAI L'abusivismo edilizio nel nostro Paese è la diretta conseguenza dell'assenza delle istituzioni. Ne è convinto Paolo Berdini, urbanista e membro del Consiglio nazionale del Wwf, che ci ha spiegato le cause della scomparsa della legalità in Italia.

Il dilagare di edifici e alloggi illegali in Italia? È l’inevitabile conseguenza dell’ “assenza dello Stato”. Ne è convinto Paolo Berdini, urbanista e membro del Consiglio nazionale del Wwf, secondo il quale il dilagare dell’abusivismo edilizio nel nostro Paese deriva da un drammatico cambio di prospettiva: da un’illegalità che nasce dalla società civile a quella che conquista l’amministrazione pubblica. “Dal 1948 a oggi - spiega Paolo Berdini - la scomparsa del concetto di legalità nel mondo edilizio è stato un processo graduale: la prima legge condono del 1985 venne definita come ‘prima e ultima’. Nel 1994 ce ne fu una seconda, e anche quella doveva essere l’ultima. Poi arrivò quella del 2003...Il messaggio che ne scaturisce è chiaro: la legalità non c’è più. È una situazione che esiste solo da noi perché nel nord Europa è assente il concetto di abusivismo. Ciò ci impedisce di essere uno dei Paesi dell’Europa moderna. Facciamoci caso: molte imprese straniere hanno iniziato a investire in Italia in tutti i settori commerciali tranne l’edilizia. Nei Paesi europei le regole ci sono e vengono rispettate. Per noi questo si traduce in un danno sia a livello d’immagine sia economico. Senza contare la creazione di un terreno fertile per le attività di riciclaggio del denaro sporco da parte della malavita”.

Dall’abusivismo di necessità, che nasce dalle esigenze della popolazione povera, si è passati a un abusivismo diffuso e quasi considerato “normale”. Con danni gravissimi per il territorio, come hanno confermato le tragiche alluvioni in Liguria dello scorso novembre. “In Italia si è lasciato costruire ovunque - prosegue Berdini - lungo alvei fluviali e nelle aree in frana. Siamo il Paese dei tre condoni edilizi. Altri Paesi hanno investito nel futuro, noi nei condoni... Nel centro Sud l’abusivismo sta divorando il nostro Paese: a Crotone zone abusive incombono su un’antica città greca, la Calabria ha avuto un crollo del 50% del turismo culturale... Siamo incapaci di comprendere quali siano gli elementi chiave per garantire un futuro alle nuove generazioni”.

Eppure, per fortuna, non tutto è perduto. “La ricostruzione dello Stato – conclude Paolo Berdini – perché è di questo che stiamo parlando, passa inevitabilmente da una nuova gestione del territorio. I protagonisti di questo processo dovranno essere i cittadini riuniti nei tanti comitati spontanei che stanno nascendo, grazie anche a progetti come I Luoghi del Cuore del FAI, opportunamente supportati dalle amministrazioni pubbliche. Nel libro ‘Paesaggio Costituzione cemento’, Salvatore Settis auspica l’affidamento dell’individuazione dei nuovi vincoli paesaggistici alle popolazioni insediate. Questo è il futuro: la declinazione moderna del principio di autodeterminazione delle popolazioni”.

Oltre 60 anni di abusi edilizi
I dati raccolti da Paolo Berdini nel suo libro “Breve storia dell’abuso edilizio in Italia” fanno davvero venire i brividi. Eccone una sintesi che si riferisce al periodo compreso tra il 1948 e il 2009:

  • 4.600.000 abusi edilizi (74.200 all’anno, 203 al giorno)
  • 453.500 edifici illegali (7.314 all’anno, 20 al giorno)
  • 1.730.000 alloggi illegali (27.903 all’anno, 76 al giorno)

Fonte: “Breve storia dell’abuso edilizio in Italia”, Paolo Berdini, Donzelli Editore

Nella foto: lo scheletro di una struttura alberghiera abbandonata a Realmonte (AG)



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