Bocciatura
Ambiente e Paesaggio
Il console francese demolisce Venezia, definita una città allo sbando
Durissima la ‘bordata’ del diplomatico d’oltralpe, Gérard-Julien Salvy, che, intervenendo a un convegno a Venezia, non ha risparmiato le critiche alla città lagunare, con una carrellata impietosa di tutti i mali che l'affliggono. Primo della lista il Ponte di Rialto, definito un suk, poi si passa a Piazza San Marco, cantiere permanente dove peraltro si lavora poco; nessuna pietà neanche per lo storico Carnevale, attrattiva per un “turismo barbaro”, ormai “simile ai festeggiamenti dell’Oktoberfest”. Non risparmia niente e nessuno il diplomatico francese, neanche i pochi mecenati veneziani, rei di non mantenere appieno gli impegni presi. D’altronde non stupisce, a suo avviso, che sia difficile trovare finanziatori, “chi volete che sia disposto a mettere i suoi soldi in una città dove manca un vero progetto per lo sviluppo globale?”. Ma qualcosa si può salvare in questa lista di scempi? Sembra di sì, Salvy alla fine si placa e si illumina citando l’esempio della Fondazione Peggy Guggenheim. Ironica la conclusione del suo duro intervento: “ho buttato un po’ di benzina – ha detto scherzando ai giornalisti – ora bisogna che qualcuno butti un cerino”.

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