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Il lupo perde il pelo…

Arte

Anche nel Medioevo e nel Rinascimento l’erotismo in forma di immagini aveva una sua grande fetta di estimatori, come dimostrano molte opere dell’epoca.

Se nel ‘500 l’emblema assoluto è incarnato dalla Venere di Tiziano degli Uffizi, lo scorso anno approdò sui mass media la fotografia di uno ‘scandaloso’ albero medievale affrescato a Massa Marittima, da cui pendono, al posto dei frutti, piccoli disegni di falli. Questo, e molto altro, dimostrano che l’arte antica faceva uso dell’erotismo in modo decisamente esplicito. Sono fiorentine e risalgono al ‘400 alcune delle prime stampe erotiche, e forse ne esistevano di più antiche, ma dal rogo del Savonarola se ne salvarono poche. La maggior parte delle incisioni sopravvissute si trova al British Museum di Londra: erano economiche e ‘povere’ e dovevano essere il contraltare dei volantini con le prediche del frate, destinate alle masse. Nel ‘400 fiorentino, poi, spopolarono anche ceramiche con satiri e ninfe scollacciate, accompagnate da frasi esplicite e allusive. Un universo poco conosciuto e poco esplorato che però rivela molto degli usi e costumi di allora, non tanto differenti da quelli di oggi.

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