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Collezioni principesche

Arte

Riapre dopo 13 anni a Napoli il Museo Filangieri

Nato nel 1888 grazie all’appassionato e variegato collezionismo del fondatore Gaetano Filangieri, Principe di Satriano, il Museo Filangieri di Napoli conserva un ampio repertorio artistico, sopravvissuto all’incendio appiccato dalle truppe tedesche nel 1943. A maioliche e porcellane, vetri, avori, armi e armature, busti in marmo e terracotta, si affianca una ricca collezione di dipinti dal XV al XIX secolo, con la presenza dei maggiori interpreti del barocco napoletano, come Battistello Caracciolo, Giuseppe Ribera e Luca Giordano. Di grande impatto scenico anche la biblioteca del Principe, in cui sono conservati più di 15mila volumi e manoscritti, e l’archivio storico dov'è conservato il carteggio privato tra il Principe e Benjamin Franklin . La sede del Museo è un palazzo costruito tra il 1464 e il 1490 dal ricco mercante Angelo Cuomo, nelle forme del Rinascimento fiorentino, su disegno, forse, di Giuliano da Maiano. All’epoca della fondazione del Museo, nel XIX secolo, a Napoli ferveva un dibattito culturale teso a collegare la città al panorama artistico europeo, senza disperdere, anzi valorizzando, il patrimonio di altissima tradizione storica delle manifatture locali. La decisione di Gaetano Filangieri nacque, dunque, dalla consapevolezza della funzione sociale della cultura, dal desiderio di creare un museo della città per la città.

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