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Stop al consumo di suolo

Grande successo per l'incontro pubblico organizzato dal FAI


SOS FAI Il suolo è una risorsa fondamentale, al pari di acqua e aria, e ugualmente limitata e irriproducibile. Per questo deve essere tutelato dall'abuso indiscriminato di terreni fertili, cementificazione selvaggia e sfruttamento intensivo delle risorse. E' questa la certezza che è scaturita da “Anfiteatro morenico d'Ivrea: stop al consumo di suolo”, l'incontro pubblico organizzato dal FAI con Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta e l'Associazione Comuni Virtuosi, che si è svolto lo scorso giovedì 19 novembre.

Drammatico dissesto idrogeologico, patrimonio paesaggistico a rischio, agricoltura condannata a un impoverimento senza ritorno, identità culturali e peculiarità territoriali destinate a confondersi. Sono questi i devastanti effetti del crescente e sconsiderato consumo di suolo che aggredisce le pianure agricole, le coste e le colline del nostro Paese. Un fenomeno drammatico, al quale il FAI, insieme a Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta e l'Associazione Comuni Virtuosi, ha deciso di dire “stop” attraverso un incontro pubblico focalizzato sul tema del consumo del suolo nell'area dell'Anfiteatro morenico d'Ivrea.

Anfiteatro morenico d'Ivrea: stop al consumo di suolo”, questo il nome dell'incontro che si è svolto lo scorso giovedì 19 novembre, ha visto la partecipazione di esperti del settore che hanno sottolineato come il suolo sia un risorsa da preservare al pari dell'acqua e dell'aria, altrettanto fondamentale e ugualmente limitata e irriproducibile. Oggi, al contrario, l'equilibrio tra la capacità del suolo di rigenerarsi svolgendo le sue cruciali funzioni biologiche e lo sfruttamento da parte delle attività umane è fortemente compromesso, proprio a causa dell'abuso indiscriminato di terreni fertili, della cementificazione selvaggia, dello sfruttamento intensivo delle risorse idriche e minerarie e dell'inefficace gestione dei rifiuti e degli inquinanti.

Emblematico è il caso dell'Anfiteatro morenico d'Ivrea, territorio che rappresenta un patrimonio unico non solo per chi vive ma anche per la collettività nel suo insieme, sempre più aggredito dall'incalzare di nuove costruzioni e nuovi interventi infrastrutturali. Fra questi, spicca il caso di Mediapolis, un modello insediativo dissipativo del territorio ormai vecchio e superato.

Leggi l'intervento di Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana

Leggi l'intervento di Francesco Vallerani, Università di Venezia Ca' Foscari

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