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Agro romano, lotta all'espansione edilizia

FAI, Italia Nostra e WWF esprimono contrarietà al piano di riqualificazione delle periferie di Roma


Visto Dal FAI Ferma contrarietà del FAI, insieme a Italia Nostra e WWF, al piano di trasformazioni urbanistiche proposto dal Comune di Roma per individuare nell'Agro romano aree edificabili per nuovi alloggi destinati a canone di affitto sociale: un ingiustificato consumo di suolo agricolo, in presenza anche di luoghi ad alto valore paesaggistico e ambientale.

Continua l'emergenza sul consumo del suolo, che, giorno dopo giorno, centimetro dopo centimetro, è sempre più divorato dalla speculazione edilizia. Questa volta a essere minacciato è l'Agro romano, la vasta area rurale intorno alla Capitale che rischia di essere invasa da nuovo cemento per il piano di riqualificazione delle periferie: dura la reazione del FAI che, insieme a Italia Nostra e WWF, esprime la propria contrarietà alle trasformazioni urbanistiche proposte dal Comune di Roma.

Sarebbero, infatti, 20 i milioni di cubatura edilizia che impatterebbero sull'ambiente investendo 135 aree per ospitare 30.000 alloggi da destinare a canone di affitto sociale: una vera e propria aggressione dell'Agro romano che causerebbe una dilatazione delle periferie di Roma a dispetto del polmone verde residuo. Le associazioni ambientaliste, convinte che non è con nuovo cemento che si possono riqualificare le periferie urbane, evidenziano come molte delle aree indicate ricadono in zone di valenza ambientale, peraltro tutelate dalle normative del Piano Paesistico Regionale che non ne prevedono la trasformazione per l'uso residenziale, e sottolineano, inoltre, l'ampia disponibilità, nelle periferie, di alloggi nuovi, vuoti, in attesa di essere comprati, in un numero sufficiente da soddisfare la domanda stimata.

FAI, Italia Nostra e WWF, in alternativa a una nuova espansione edilizia che provocherebbe danni irreversibili al patrimonio agricolo del nostro Paese, chiedono dunque al Comune della Capitale di invertire la rotta e adottare una politica di recupero e riqualificazione urbana dialogando con le imprese edili per definire modalità alternative di utilizzo del patrimonio edilizio esistente, attraverso la vendita o l'affitto, così da garantire ai costruttori un parziale rientro degli investimenti già realizzati e invenduti e all'Amministrazione un sostanziale risparmio in termini di servizi e infrastrutture da realizzare.

» Per maggiori dettagli leggi la scheda del Presidio Ambiente e Paesaggio!



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