Risorgimento nei Beni FAI: Villa Bozzolo
Camillo Bozzolo: un garibaldino a Casalzuigno
I Beni del FAI hanno tutti partecipato al Risorgimento Italiano. Scopriamo insieme la storia e i personaggi di Villa Della Porta Bozzolo.
Nel 1877 Camillo Bozzolo (1845-1920) entrò in possesso della Villa di Casalzuigno per via ereditaria della famiglia Richini.
Sin da giovane, egli manifestò la propria fede negli ideali del Risorgimento e partecipò attivamente alle lotte per l'Unità nazionale, unendosi in più riprese alle truppe di Garibaldi. Poco più che ventenne infatti, interruppe gli studi in medicina a Pavia per arruolarsi nel Corpo Volontari Italiani, al comando del generale Garibaldi.
Prese così parte alla Terza guerra d'indipendenza, combattendo, nel corso dell'estate del 1866, sul territorio Trentino.
Al termine della guerra, che portò alla liberazione dal dominio asburgico del Veneto e del Friuli occidentale, Camillo riprese gli studi e, due anni più tardi, conseguì la laurea in medicina e chirurgia. Tornò a militare nelle file garibaldine nel 1870, quando il generale, alla testa delle sue truppe, si portò Oltralpe per soccorrere la neonata Repubblica francese, durante il conflitto franco-prussiano. Camillo Bozzolo prese parte alla battaglia di Digione, dove rimase ferito. La giubba rossa della sua divisa, conservata presso il Comune di Casalzuigno, custodisce ancora all'interno le monete che vi erano state cucite per i casi di emergenza.
Chiusa l'avventura risorgimentale, Camillo Bozzolo si dedicò con talento e operosità alla Medicina, intraprendendo una brillante carriera universitaria presso la Facoltà di Torino. Attenta cura professionale riservò alle necessità delle classi meno abbienti della popolazione (anche se tra i suoi pazienti non mancano i nomi celebri, come quello di Eleonora Duse) e in particolare agli operai impiegati nelle grandi opere dei trafori alpini, vittime di gravi anemie e di altri mali causati dalla difficile situazione lavorativa. Nello stesso tempo prese attivamente parte alla politica cittadina, rivestendo la carica di consigliere comunale e di assessore all'Igiene, sempre allo scopo di tutelare la salute dei lavoratori. Nel 1910 venne nominato senatore . Nel 1918, infine, con l'annessione di Trento all'Italia, potè finalmente assistere al compimento dell'Unità nazionale per cui aveva combattuto.
Coordinamento: Lucia Borromeo Dina
Ricerche storiche: Maria Cristina Brunati, Giorgio Sassi
Si ringraziano inoltre: Marco Bascapè, Paola Bianchi, Sergio Rebora
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