Stele contesa
Arte
La restituzione dell'obelisco di Axum è ancora oggi al centro di polemiche
La scomparsa di Oscar Luigi Scalfaro, Presidente emerito della Repubblica Italiana, fa tornare sulle pagine dei giornali la storia travagliata dell'obelisco di Axum, simbolo del colonialismo italiano in Africa, ancora oggi conteso. Tutto iniziò quando Mussolini, a conclusione della guerra d'Africa, nel 1937, fece trasportare e interrare l'obelisco a Roma, davanti all'attuale sede della FAO (Food and Agriculture Organization), all'epoca Ministero delle Colonie, nei pressi del Circo Massimo. La stele, 24 metri di altezza per 150 tonnellate di peso, realizzata da artisti egiziani tra il I e il V secolo, avrebbe celebrato i 15 anni della marcia su Roma. La questione della restituzione dell'obelisco all'Etiopia fu ufficializzata in occasione di una visita del Presidente Scalfaro ad Addis Abeba nel 1997, ma in realtà esisteva un impegno sottoscritto nel 1947 tra il primo governo repubblicano italiano e il negus Selassiè. La restituzione, però, si rivelò più complessa del previsto: ci vollero 8 anni per smontare pezzo a pezzo la stele e 5 milioni di dollari, ma infine, nella primavera del 2005, un gigantesco Antonov, aereo da trasporto, sollevò con difficoltà le sue ali dalla pista di Pratica di Mare, a sud di Roma, per atterrare alcune ore dopo all'aeroporto etiope. Nel frattempo si scatenò un vero e proprio intrigo internazionale e in molti in Europa parlarono di 'follia italiana' temendo un effetto a catena. Ci vollero tre anni per ricostruire l'obelisco nella sua sede originale e, ancora oggi, sono in molti in Italia, fra politici e storici, a richiedere la restituzione di quell'antico bottino di guerra.
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