
Il FAI, insieme a WWF, Italia Nostra e Lipu, ha presentato le osservazioni sul Piano casa della Regione Lombardia redatte dallo Studio Legale Antonini. Come si legge nel documento, “favorire oggi l'edilizia al di là di quanto consentono piani regolatori già ora altamente permissivi equivale a rovesciare debiti sulle generazioni future”.
“In sintesi – si legge nel documento - favorire oggi l'edilizia al di là di quanto consentono piani regolatori già ora altamente permissivi equivale a rovesciare debiti sulle generazioni future”. Il sollievo che deriva ai Comuni dagli introiti derivanti dall'ICI, infatti, è solo momentaneo, perché “a medio e a lungo termine ogni aumento di densità edilizia in quartieri già costruiti è destinata a portare conseguenze negative sulla qualità della vita dei residenti: aggravando fenomeni già congestivi nelle città medie e grandi che si tradurranno in aumenti, non quantificabili ma ingenti, per le spese comunali da impiegare nei settori dei servizi, della sorveglianza e del traffico, ecc.”.
Si tratta quindi di un Piano nel quale “la ‘valorizzazione' e ‘qualificazione' del patrimonio edilizio esistente hanno perso per via anche quelle finalità di miglioramento complessivo che, per quanto generiche e inadeguate, secondo l'accordo Stato-Regione-Enti Locali giustificavano gli interventi di deroga a qualsiasi regola urbanistica”.
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