Villa Necchi Campiglio
Milano
Pervenuta in proprietà al FAI grazie alla generosità di Gigina Necchi Campiglio e Nedda Necchi - 2001
Collezione Claudia Gian Ferrari

La Collezione Claudia Gian Ferrari in ricordo di Alba ed Ettore Gian Ferrari.
(Ph. © Giorgio Majno)
VILLA NECCHI CAMPIGLIO
Via Mozart 14 - 20122 Milano
Tel. 02 76340121 - Fax 02 76395526
E-mail: fainecchi@fondoambiente.it
Orari di apertura
- da mercoledì a domenica 10-18
- martedì si accettano solo gruppi e scolaresche su prenotazione
- ultimo ingresso alle 17.15
La Villa e il giardino rimarranno chiusi da domenica 8 a venerdì 27 agosto compresi.
La Caffetteria di Villa Necchi Campiglio rimarrà chiusa dalle ore 15.00 del 6 agosto. Riaprirà regolarmente da martedì 31 agosto.
E' attivo il Circuito delle Case Museo di Milano (visita il sito web), un nuovo sistema museale cittadino che collega Villa Necchi Campiglio, recentemente aperta al pubblico, alle altre tre importanti realtà museali milanesi, note agli appassionati dell'arte: il Museo Poldi Pezzoli, il Museo Bagatti Valsecchi e la Casa Boschi Di Stefano. A partire da questa data, anche presso la biglietteria di Villa Necchi Campiglio, è possibile acquistare la Casemuseocard, un unico biglietto a 15 euro che permetterà l'ingresso a tutte e quattro le sedi espositive. Per gli Aderenti FAI è previsto un prezzo ridotto a 10 euro. Si tratta di una proposta culturale inedita e avvincente, grazie alla quale il pubblico potrà conoscere e apprezzare da vicino i modi dell'abitare e il gusto collezionistico milanese di più di un secolo, attraverso le vicende delle persone che hanno abitato le quattro residenze così come attraverso le opere che vi sono state raccolte.
Claudia Gian Ferrari è una nota gallerista e storica dell’arte milanese, figlia dell’ancor più celebre Ettore Gian Ferrari. Dal teatro d’avanguardia, sua prima passione, con l’Arcimboldi, nel 1936 apre la sua galleria in via Clerici, e diventa il fautore del ruolo del gallerista, proponendo con geniale intuizione l’Ufficio Vendite alla Biennale di Venezia nel 1942. Ettore è stato, nella prima metà del Novecento, uno dei principali protagonisti della scena culturale cittadina e nazionale e, grazie ad un’incessante attività, ha contribuito alla valorizzazione della migliore arte italiana del tempo, nonché alla fioritura di Corrente.
Le 44 opere che Claudia Gian Ferrari ha destinato in prestito permanente al FAI, sono una fondamentale antologia di pezzi di scultura, pittura e grafica di un ventennio centrale per l’arte italiana del Novecento. Tra gli autentici capolavori citiamo: L’amante morta di Arturo Martini, il Ritratto di Alfredo Casella di de Chirico, La famiglia del pastore di Sironi, due Nature Morte di Morandi. Accanto a questi pezzi da grande museo, vengono esposti lavori apparentemente minori, soprattutto dimensionalmente, ma di speciale interesse, tra i quali segnaliamo, ad esempio, il Bozzetto del Manifesto per la Prima mostra d’arte del Novecento Italiano, ideato da Sironi.
La collezione esemplifica, in primo luogo, un nucleo forte (quattro artisti su sette) del gruppo di pittori che nel 1922 avevano dato vita al Novecento sotto l’egida di Margherita Sarfatti: Funi, Marussig, Oppi e Sironi. Con un’opera ciascuno i primi tre artisti mostrano altrettante venature del Novecento: il primo, attraverso la Figura di donna del 1926 fa emergere la componente classicista, mentre Marussig e Oppi attraverso I nudisti e Scugnizzo, riflettono suggestioni mitteleuropee applicate al tema della figura.
Riferimenti alla cultura classica italiana, in questo caso specialmente ferrarese, si evincono nel dipinto Oreste ed Elettra (1923) di Giorgio de Chirico, che traduce un tema tratto dalla tragedia euripidea, con gli stilemi di Valori Plastici, così come nell Ritratto di Alfredo Casella (1924), importante figura di intellettuale, musicista e collezionista d’arte. Ma è nell’opera Idylle Marine (1931) del fratello Alberto Savinio che invece troviamo applicati i principi della pittura metafisica dove l’ironia si sposa con le visioni e i giochi d’infanzia.
Alle avanguardie futuriste si richiamano alcuni disegni, quali Compenetrazione iridescente (1912) di Balla e Studio per Il lutto (1910) di Boccioni; inoltre, a completamento del quadro della grande pittura italiana tra le due guerre, ecco alternarsi le opere Natura Morta con i libri (1932) di Carrà, il Nudo disteso di schiena (1937) di Casorati, e le due Nature Morte (1937, 1938) di Morandi (e accanto a loro Campigli, Semeghini, Tosi e Usellini) che esemplificano il classico moderno.
Accanto al Puro folle (1930) di Adolfo Wildt, bronzo che rivela una vena poetica vicina ad un simbolismo di stampo nordico, ecco svelarsi La canzone marinara (1936) terracotta di Timo Bortolotti, nonno materno di Claudia Gian Ferrari, ed esponente in quest’opera di un classicismo molto affine a quello del Novecento italiano. Ma con le due figure di Marino Marini e con i loro originali intrecci di arcaismo ed espressionismo si sfonda il Novecento muovendo verso una nuova ricerca su forma e materia.
Ancora nell’ambito delle sculture del prestito permanente, il più consistente e significativo nucleo di opere è quello di Arturo Martini: tre splendidi gessi del 1920-21 (Gli amanti, L’amante morta, Busto di fanciulla) segnano la straordinaria stagione di Valori Plastici della poetica dell’artista. Dieci anni dopo, la piccola composizione in terracotta L’Ospitalità sembra siglare il gusto e il piacere per la narrazione.
- Timo Bortolotti
La canzone marinara
1936
terracotta - Massimo Campigli
Autoritratto
1930
olio su tela - Carlo Carrà
Natura morta con i libri
1932
olio su tela - Felice Casorati
Nudo disteso di schiena
1937
olio su cartone - Giorgio de Chirico
Oreste ed Elettra
1923
tempera all’uovo su cartone - Giorgio de Chirico
Ritratto di Alfredo Casella
1924
tempera all’uovo su tela - Filippo de Pisis
La tinca
1928
olio su tela - Filippo de Pisis
Natura morta con la lepre
1942
olio su tela - Achille Funi
Figura di donna
1926
olio su tela - Marino Marini
Pomona seduta
1935
terracotta - Marino Marini
Nudino - Donna sdraiata
1944
bronzo - Arturo Martini
Gli amanti
1920
gesso patinato - Arturo Martini
L’amante morta
1921
gesso policromo - Arturo Martini
Busto di fanciulla
1921
gesso - Arturo Martini
L’Ospitalità (Pietà)
1931
terra refrattaria - Piero Marussig
Naturisti
1913
olio su tela - Giorgio Morandi
Natura morta
1937
olio su tela - Giorgio Morandi
Natura morta
1938
olio su tela - Ubaldo Oppi
Scugnizzo. Oh! La vita!
1925
olio su cartone - Fausto Pirandello
Donne che si pettinano
1937
olio su tavola - Fausto Pirandello
Natura morta
1947
collage e pastelli a cera su carta - Gino Rossi
L’uomo dal canarino
1913
olio su cartone - Alberto Savinio
Idylle marine
1931
tempera all’uovo su tela - Pio Semeghini
Burano dalla finestra del mio studio
1923
olio su tavola - Gino Severini
Nature morte au masque
1929
olio su tela - Mario Sironi
Periferia
1925
tempera su cartone intelato - Mario Sironi
Figura con albero
1919
tempera su carta intelata - Mario Sironi
La famiglia del pastore
1929
olio su tela - Arturo Tosi
Nevicata a Rovetta
1950 ca.
olio su tela - AdolfoWildt
Il puro folle
1930
bronzo
(molto delicata, già danneggiata)

Per il paesaggio, l'arte e la natura.
























