Cartina Villa Necchi Campiglio
Milano
Pervenuta in proprietà al FAI grazie alla generosità di Gigina Necchi Campiglio e Nedda Necchi - 2001
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Collezione Claudia Gian Ferrari

Collezione Claudia Gian Ferrari - Milano
La Collezione Claudia Gian Ferrari in ricordo di Alba ed Ettore Gian Ferrari.
(Ph. © Giorgio Majno)

Claudia Gian Ferrari è una nota gallerista e storica dell’arte milanese, figlia dell’ancor più celebre Ettore Gian Ferrari. Dal teatro d’avanguardia, sua prima passione, con l’Arcimboldi, nel 1936 apre la sua galleria in via Clerici, e diventa il fautore del ruolo del gallerista, proponendo con geniale intuizione l’Ufficio Vendite alla Biennale di Venezia nel 1942. Ettore è stato, nella prima metà del Novecento, uno dei principali protagonisti della scena culturale cittadina e nazionale e, grazie ad un’incessante attività, ha contribuito alla valorizzazione della migliore arte italiana del tempo, nonché alla fioritura di Corrente.

Le 44 opere che Claudia Gian Ferrari ha destinato in prestito permanente al FAI, sono una fondamentale antologia di pezzi di scultura, pittura e grafica di un ventennio centrale per l’arte italiana del Novecento. Tra gli autentici capolavori citiamo: L’amante morta di Arturo Martini, il Ritratto di Alfredo Casella di de Chirico, La famiglia del pastore di Sironi, due Nature Morte di Morandi. Accanto a questi pezzi da grande museo, vengono esposti lavori apparentemente minori, soprattutto dimensionalmente, ma di speciale interesse, tra i quali segnaliamo, ad esempio, il Bozzetto del Manifesto per la Prima mostra d’arte del Novecento Italiano, ideato da Sironi.

La collezione esemplifica, in primo luogo, un nucleo forte (quattro artisti su sette) del gruppo di pittori che nel 1922 avevano dato vita al Novecento sotto l’egida di Margherita Sarfatti: Funi, Marussig, Oppi e Sironi. Con un’opera ciascuno i primi tre artisti mostrano altrettante venature del Novecento: il primo, attraverso la Figura di donna del 1926 fa emergere la componente classicista, mentre Marussig e Oppi attraverso I nudisti e Scugnizzo, riflettono suggestioni mitteleuropee applicate al tema della figura.

Riferimenti alla cultura classica italiana, in questo caso specialmente ferrarese, si evincono nel dipinto Oreste ed Elettra (1923) di Giorgio de Chirico, che traduce un tema tratto dalla tragedia euripidea, con gli stilemi di Valori Plastici, così come nell Ritratto di Alfredo Casella (1924), importante figura di intellettuale, musicista e collezionista d’arte. Ma è nell’opera Idylle Marine (1931) del fratello Alberto Savinio che invece troviamo applicati i principi della pittura metafisica dove l’ironia si sposa con le visioni e i giochi d’infanzia.

Alle avanguardie futuriste si richiamano alcuni disegni, quali Compenetrazione iridescente (1912) di Balla e Studio per Il lutto (1910) di Boccioni; inoltre, a completamento del quadro della grande pittura italiana tra le due guerre, ecco alternarsi le opere Natura Morta con i libri (1932) di Carrà, il Nudo disteso di schiena (1937) di Casorati, e le due Nature Morte (1937, 1938) di Morandi (e accanto a loro Campigli, Semeghini, Tosi e Usellini) che esemplificano il classico moderno.
Accanto al Puro folle (1930) di Adolfo Wildt, bronzo che rivela una vena poetica vicina ad un simbolismo di stampo nordico, ecco svelarsi La canzone marinara (1936) terracotta di Timo Bortolotti, nonno materno di Claudia Gian Ferrari, ed esponente in quest’opera di un classicismo molto affine a quello del Novecento italiano. Ma con le due figure di Marino Marini e con i loro originali intrecci di arcaismo ed espressionismo si sfonda il Novecento muovendo verso una nuova ricerca su forma e materia.

Ancora nell’ambito delle sculture del prestito permanente, il più consistente e significativo nucleo di opere è quello di Arturo Martini: tre splendidi gessi del 1920-21 (Gli amanti, L’amante morta, Busto di fanciulla) segnano la straordinaria stagione di Valori Plastici della poetica dell’artista. Dieci anni dopo, la piccola composizione in terracotta L’Ospitalità sembra siglare il gusto e il piacere per la narrazione.


  • Timo Bortolotti
    La canzone marinara
    1936
    terracotta
  • Massimo Campigli
    Autoritratto
    1930
    olio su tela
  • Carlo Carrà
    Natura morta con i libri
    1932
    olio su tela
  • Felice Casorati
    Nudo disteso di schiena
    1937
    olio su cartone
  • Giorgio de Chirico
    Oreste ed Elettra
    1923
    tempera all’uovo su cartone
  • Giorgio de Chirico
    Ritratto di Alfredo Casella
    1924
    tempera all’uovo su tela
  • Filippo de Pisis
    La tinca
    1928
    olio su tela
  • Filippo de Pisis
    Natura morta con la lepre
    1942
    olio su tela
  • Achille Funi
    Figura di donna
    1926
    olio su tela
  • Marino Marini
    Pomona seduta
    1935
    terracotta
  • Marino Marini
    Nudino - Donna sdraiata
    1944
    bronzo
  • Arturo Martini
    Gli amanti
    1920
    gesso patinato
  • Arturo Martini
    L’amante morta
    1921
    gesso policromo
  • Arturo Martini
    Busto di fanciulla
    1921
    gesso
  • Arturo Martini
    L’Ospitalità (Pietà)
    1931
    terra refrattaria
  • Piero Marussig
    Naturisti
    1913
    olio su tela
  • Giorgio Morandi
    Natura morta
    1937
    olio su tela
  • Giorgio Morandi
    Natura morta
    1938
    olio su tela
  • Ubaldo Oppi
    Scugnizzo. Oh! La vita!
    1925
    olio su cartone
  • Fausto Pirandello
    Donne che si pettinano
    1937
    olio su tavola
  • Fausto Pirandello
    Natura morta
    1947
    collage e pastelli a cera su carta
  • Gino Rossi
    L’uomo dal canarino
    1913
    olio su cartone
  • Alberto Savinio
    Idylle marine
    1931
    tempera all’uovo su tela
  • Pio Semeghini
    Burano dalla finestra del mio studio
    1923
    olio su tavola
  • Gino Severini
    Nature morte au masque
    1929
    olio su tela
  • Mario Sironi
    Periferia
    1925
    tempera su cartone intelato
  • Mario Sironi
    Figura con albero
    1919
    tempera su carta intelata
  • Mario Sironi
    La famiglia del pastore
    1929
    olio su tela
  • Arturo Tosi
    Nevicata a Rovetta
    1950 ca.
    olio su tela
  • AdolfoWildt
    Il puro folle
    1930
    bronzo
    (molto delicata, già danneggiata)

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Circuito delle Case Museo di Milano

E' attivo il Circuito delle Case Museo di Milano (visita il sito web), un nuovo sistema museale cittadino che collega Villa Necchi Campiglio, recentemente aperta al pubblico, alle altre tre importanti realtà museali milanesi, note agli appassionati dell'arte: il Museo Poldi Pezzoli, il Museo Bagatti Valsecchi e la Casa Boschi Di Stefano. A partire da questa data, anche presso la biglietteria di Villa Necchi Campiglio, è possibile acquistare la Casemuseocard, un unico biglietto a 15 euro che permetterà l'ingresso a tutte e quattro le sedi espositive. Per gli Aderenti FAI è previsto un prezzo ridotto a 10 euro. Si tratta di una proposta culturale inedita e avvincente, grazie alla quale il pubblico potrà conoscere e apprezzare da vicino i modi dell'abitare e il gusto collezionistico milanese di più di un secolo, attraverso le vicende delle persone che hanno abitato le quattro residenze così come attraverso le opere che vi sono state raccolte.

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