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AGGIORNAMENTO SUGLI INTERVENTI DI RESTAURO DEI BENI SEGNALATI DALLE EDIZIONI DEI LUOGHI DEL CUORE 2003 e 2004

Quasi 240.000 segnalazioni per le tre edizioni de “I Luoghi del cuore”: un numero straordinario di adesioni, una mobilitazione affettiva che ha coinvolto uomini e donne di ogni regione d’Italia e addirittura ha fatto da collante per associazioni spontanee. E da queste aggregazioni sono nate collaborazioni con sindaci e amministrazioni pubbliche che hanno raccolto le richieste dei comitati. La forza di queste associazioni è stata importantissima e il grande numero di adesioni al censimento è il segno di un interesse vero e vivo che il FAI ha potuto e può rappresentare davanti alle istituzioni e ai privati, con l’impegno di sensibilizzazione e di pressione per la loro salvaguardia da parte delle autorità: Sindaci, Soprintendenze e Presidenti delle Regioni.

In molti casi il censimento ha creato meccanismi virtuosi: di fronte alla mobilitazione degli italiani sono nate collaborazioni con sindaci e amministrazioni pubbliche che hanno messo in moto progetti di recupero dei luoghi segnalati come è successo alla Fontana dell’Acqua Acetosa a Roma, all’Ospedale Niguarda di Milano, alla Cappella di San Paolo a Galatina, o ancora alla Chiesa di San Michele a Calvisano.

Ma solo grazie al contributo di Intesa Sanpaolo, che è andato a sommarsi a un’attività di raccolta fondi partita spontaneamente soprattutto a livello locale, è stato possibile agire in modo più concreto con veri e propri interventi di recupero. Nel primo censimento, nel 2003, circa 25.000 italiani segnalarono il proprio “luogo del cuore”, ridando così vita, grazie al contributo di Intesa Sanpaolo, al Mulino di Bàresi, in provincia di Bergamo. In occasione del secondo censimento del 2004, l’istituto milanese ha messo a disposizione, per la prima volta, i propri sportelli in tutta Italia e il numero delle segnalazioni si è quadruplicato, arrivando a circa 100.000. Grazie e a questo importante risultato, si sta intervenendo su due beni scelti tra i primi dieci classificati: la Chiesetta della SS. Trinità di Teregua Valfurva (So) e l’oratorio di San Martino a Clavi (Im).



I luoghi del cuore 2003

Mulino di Bàresi, Roncobello (Bergamo)
2° bene più segnalato con 1.250 voti

Appartenuto sin dal 1672 alla famiglia Gervasoni, il Mulino di Bàresi ha da sempre rappresentato un pezzo del cuore di tutti gli abitanti della Val Brembana. Il Mulino è stato definito dal Ministero per i Beni e le attività Culturali “una importante testimonianza materiale di un bene di valore demo-antropologico”: un caso rarissimo di elevazione a opera d’arte di un monumento con queste caratteristiche.

AGGIORNAMENTO: attualmente il Mulino è stato acquisito dal FAI e dopo i lavori di consolidamento e di restauro, resi possibili dal contributo di Intesa Sanpaolo e di numerose aziende locali, sabato 22 luglio 2006 il Mulino è stato aperto al pubblico ed è attualmente visitabile su prenotazione (Tel 0345- 84197).



I luoghi del cuore 2004

Chiesetta della Santissima Trinità, Teregua Valfurva (Sondrio)
4° bene più segnalato con 3.142 voti

Sorta nel 1502, molto probabilmente sovrapponendosi a un precedente edificio di culto più vecchio di qualche secolo (forse XI), la chiesa si mostra nella semplice forma originaria ad aula unica lunga una decina di metri. L’interno è reso prezioso da un’ancona lignea e dalle pitture che decorano tutta la parte absidale. La chiesa è di proprietà della Diocesi.

AGGIORNAMENTO: il contributo di Intesa Sanpaolo ha permesso un concorso al restauro complessivo che vede interventi strutturali e il recupero degli affreschi e dell’ancona. Il progetto di restauro della Chiesa è stato presentato, i lavori partiranno nel primo trimestre del 2007. Per la raccolta delle segnalazioni si era costituita un’associazione la cui finalità è quella di raccogliere fondi per recuperare la chiesa. A oggi l’associazione (www.associazioneteregua.it) conta 320 associati e ha raccolto 12.000,00 euro tra quote associative e donazioni. Sono stati inoltre raccolti 18.000,00 euro (pari al 50% del costo complessivo) dalla Fondazione Pro Valtellina come contributo di restauro dell’ancona d’altare della Chiesa.


Ponte e Oratorio di San Martino, Clavi (Imperia)
7° bene più segnalato con 2.700 voti

Di grande rilevanza storica e artistica il ponte di pietra a schiena d’asino risale al XIII secolo e attraversa il torrente Prino. Il ponte, di proprietà del comune, dal 1998 presenta una crepa che ne minaccia la stabilità del ponte. L’oratorio di S. Martino è sulla sponda sinistra del torrente Prino, al di là del ponte che lo unisce all’abitato di Clavi e può avere avuto funzione di ricovero. L’oratorio è stato raggiunto da una frana scesa per le fasce dalla strada soprastante la collina. L’oratorio appartiene alla Diocesi.

AGGIORNAMENTO: i fondi messi a disposizione da Intesa Sanpaolo sono stati destinati all'oratorio di San Martino. Il progetto è stato redatto in accordo con la curia e la parrocchia di Torrazza ed è stato approvato dalla Soprintendenza. Le opere provvisionali di approntamento cantiere sono iniziate il 20 ottobre del 2006. La fine dei lavori è prevista tra maggio e giugno 2007.

Il restauro del ponte sarà invece a carico e sotto la responsabilità della Provincia di Imperia, che ha già finanziato i lavori e dato incarico professionale di progettazione.



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19 settembre 2010, Taranto

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