FILI DI LIGURIA: L'ARTE DELLA TESSITURA DALLA SETA AL JEANS - 2010
Abbazia di San Fruttuoso, Camogli (Genova)
Tessuti, colori, forme, moda: saranno questi i protagonisti della mostra “Fili di Liguria: l'arte della tessitura dalla seta al jeans" che da sabato 3 aprile a giovedì 30 settembre 2010 verrà ospitata negli spazi della millenaria Abbazia di San Fruttuoso, splendida proprietà del FAI – Fondo Ambiente Italiano a Camogli (GE).
Da sabato 3 aprile a giovedì 30 settembre 2010
Orario:
dal 3 aprile: tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 15,45;
da maggio a settembre: tutti i giorni dalle ore 10,00 alle 17,45.
Ingresso:
Adulti: € 7,00; Ridotti (bambini 4-12 anni): € 4,50; Aderenti FAI: € 2,00.
Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
FAI - Abbazia di San Fruttuoso di Camogli
tel. 0185/772703
La mostra è promossa da FAI, Associazione Culturale “Echi di Liguria” e Comune di Camogli ed è organizzata in collaborazione con la Regione Liguria, la Camera di Commercio di Genova, il Museo Etnografico e il Museo Diocesano di La Spezia e il Museo del Damasco di Lorsica.
Si ringrazia per la collaborazione : Regione Liguria, la Camera di Commercio di Genova, il Museo Etnografico e il Museo Diocesano di La Spezia e il Museo del Damasco di Lorsica.
La mostra illustrerà, grazie a sussidi didattici e materiali originali, quella che è stata ed è tutt'oggi la grande tradizione ligure nel campo della produzione tessile e ne ripercorrerà la storia, le tecniche, gli utilizzi, oltre che la ricaduta economica e sociale. Nel percorso espositivo - che comprende alcuni spazi dell'Abbazia e la Torre Doria - saranno presentati splendidi tessuti prodotti da due storiche aziende liguri, la Tessitura Artigiana Gaggioli di Zoagli e la tessitura De Martini di Lorsica, dai cui telai a mano prendono ancora vita delicati damaschi e velluti dagli effetti cromatici ineguagliabili, morbidi e luminosi, frutto di un gusto straordinario unito ad una impareggiabile perizia tecnica.
Stupore e meraviglia anche di fronte all'originalità dei motivi e alla perfezione tecnica dei sontuosi abiti di due dame del patriziato genovese effigiate dal Rubens - Brigida Doria Spinola - e dal Van Dyck - Caterina Balbi Durazzo - perfettamente riprodotti, dopo un accurato studio filologico dei tessuti e delle decorazioni originali, da abili artigiani liguri e in questa occasione esposti in mostra.
Grazie alla collaborazione con collezionisti privati, sarà inoltre allestita una sezione dedicata a preziosi tessuti tipici: pizzi al tombolo e merletti, tra cui il macramé, particolare manufatto di tradizione mediorientale che i naviganti liguri impararono a conoscere e a riprodurre nel corso dei loro frequenti viaggi mercantili. Le ultime due sezioni saranno invece dedicate alla produzione di tessuti cosiddetti “poveri”, ma di grande utilità per la vita e la sussistenza delle popolazioni dell'entroterra: la canapa e la “tela di Genova”, ovvero il celeberrimo tessuto jeans - tinto con il colorante azzurro estratto dall'isatis tinctoria (pianta meglio conosciuta come “guado” o “gualdo” particolarmente diffusa in Liguria) - che prese appunto il nome dalla città in cui veniva prodotto.

Per il paesaggio, l'arte e la natura.





















