GIANRICCARDO PICCOLI. STANZE PER VILLA PANZA


Villa e Collezione Panza, Varese

Dal 16 maggio al 14 giugno 2009 - La mostra documenta il dialogo con lo spazio attraverso trenta opere recenti, realizzate per le scuderie di Villa Panza: le stanze si trasformano in tele dando vita a un suggestioni ipnotiche.

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La mostra di Gianriccardo Piccoli mette in dialogo le opere dell'artista milanese, appositamente realizzate per Villa Panza, con lo spazio architettonico allestito da Gae Aulenti, tramite un'indagine espressiva che fonde la tradizione di Giorgio Morandi all'attualità di Lawrence Carroll. I dipinti che compongono nel loro insieme un'installazione sono quattordici e di grandi dimensioni (200 x 200 cm) costituiti da un doppio telaio e da una doppia tela: quella superficiale fa da diaframma all'immagine sottostante, gradualmente restituita alla percezione visiva dell'osservatore. Il sofisticato e abile procedimento costruttivo e il ritmo cadenzato della successione dei quadri restituisce un senso di ordine e simmetria. La capacità ipnotica delle opere diventa evidente di fronte alla lenta restituzione di un sentimento emotivo, riflesso e contenuto nei perimetri delle tele, le stanze appunto.

Ogni stanza (è questo il nome generico che accomuna tutte le opere) potrebbe essere letta come un racconto breve, con un suo inizio e una sua fine, con una sua autonomia e allo stesso tempo un legame e un intreccio con gli altri: il tutto racchiuso nell'architettura di una raccolta d'autore dove appaiono materiali di nessun valore cercati affannosamente da Piccoli nei mercatini e inseriti e messi al servizio di un esile meccanismo narrativo. Sono vocaboli di un discorso più complesso isolati e ripetuti ossessivamente: fiori, bottiglie, bicchieri, letti e case..gli stessi oggetti comuni che costituiscono il pretesto delle Stanze.

Anche i titoli specifici di ogni singola stanza e di ogni opera ci indirizzano a proseguire il parallelo e il forte rapporto con il mondo letterario: Un po' di febbre, Frammenti lirici, Valentino, O azzurra fermezza: Penna, Rebora, Pascoli e Sereni quest'ultimo implicato in mostra in un esibito omaggio al filologo Dante Isella. Isella era un sincero estimatore di Gianriccardo Piccoli come si deduce anche dal testo che aveva scritto in catalogo per la mostra dell'artista allestita a Verona nel 2007.

Proprio Roberto Tassi aveva colto più di trent'anni fa uno dei punti centrali della pratica artistica di Piccoli: “l'oggetto nelle sue opere per quanto venisse dissolto o lacerato, non abbandonava la sua presenza, non si accontentava di lasciar l'ombra o la traccia, ma rimaneva come un cuore a battere dentro il quadro; ed è rimasto poi come qualcosa d'inalienabile, un'assunzione preliminare, quasi il pegno della realtà.”

La scelta di un'artista come Gianriccardo Piccoli, per la mostra nella sede varesina del FAI, prende corpo dalla medesima “filosofia” che caratterizza il gusto collezionistico di Giuseppe Panza di Biumo: il purismo, la liricità, l'essenzialità, la contemplazione che si evince dalle opere di Piccoli si ritrova nella maggior parte dei lavori conservati nel museo Panza.

La mostra è a cura di Simone Facchinetti. Catalogo edito da Electa.



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