ORCHESTRA MOZART CLAUDIO ABBADO 2010

Giovedì 23 settembre, ore 20.30 - Abbazia di Morimondo
Concerto straordinario a favore del FAI – Fondo Ambiente Italiano per la tutela e la valorizzazione dell'arte e della natura italiane.

+ INFO E PRENOTAZIONI

Giovedì 23 settembre, alle ore 20.30, Claudio Abbado dirigerà l'Orchestra Mozart nella splendida cornice dell'Abbazia di Morimondo. Il concerto è destinato a sostenere il FAI – Fondo Ambiente Italiano nella sua opera di tutela e valorizzazione dell'arte, della natura e del paesaggio italiani e nella sua attività di sensibilizzazione dei cittadini affinché sempre più persone condividano questo importante impegno iscrivendosi alla Fondazione.

Una serata straordinaria, resa ancora più magica dal fascino dell'antica Abbazia di Morimondo, edificata nel XII secolo ed esempio di un'architettura cistercense evoluta, già sensibile allo stile gotico.

Claudio Abbado dirigerà un programma quasi interamente rivolto al sacro, che ben si addice alla suggestiva cornice. La prima parte è dedicata a Johann Sebastian Bach, con tre arie tratte dalla Passione Secondo Matteo e dalla Passione Secondo Giovanni, interpretate da Sara Mingardo, una delle rarissime voci di autentico contralto, che collabora stabilmente con direttori d'orchestra internazionali e vanta al suo attivo una pluripremiata discografia, e da Julia Kleiter, che ha debuttato all'Opéra Bastille di Parigi nel 2004, ed è stata protagonista di opere e recital in importanti teatri di tutto il mondo. A seguire il Concerto per violino in Mi maggiore BWV 1042, solista Giuliano Carmignola, uno dei massimi interpreti del violino barocco e moderno, regolarmente impegnato tournée in tutto il mondo con direttori di grande rilievo. Conclude il programma lo “Stabat Mater” di Giovan Battista Pergolesi, l'opera più conosciuta del compositore marchigiano, basata su una sequenza latina di straordinaria forza espressiva scritta da Jacopone da Todi. Lo Stabat di Pergolesi, depurato dalle pesantezze barocche, incarna il nuovo corso di una sensibilità preclassica, un'emotività più lineare, contenuta e composta.

L'Orchestra Mozart è una compagine unica nel panorama italiano: Claudio Abbado, al quale è affidata la Direzione artistica, ne ha delineato il profilo, invitando a farne parte solisti di rilievo internazionale e giovani musicisti provenienti da tutta l'Europa.

Questa iniziativa culturale è stata resa possibile grazie al contributo e alla collaborazione di Giorgio Armani che, sin dal 1993 con la donazione finalizzata al restauro dell'Abbazia di San Fruttuoso, è un importante sostenitore dei progetti del FAI. Lo stilista fa inoltre parte del board del Friends of FAI, l'associazione che si occupa di diffondere il messaggio dell'associazione negli Stati Uniti.

Si ringrazia Agenzia del Demanio e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano.
Con il Patrocinio del Comune di Morimondo.
Un grazie particolare alla Parrocchia di Morimondo e la Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo.

Solisti:
Julia Kleiter soprano
Sara Mingardo contralto
Giuliano Carmignola violino

Programma:
Johann Sebastian Bach
“Erbarme dich, mein Gott”, aria per contralto dalla Passione Secondo Matteo BWV 244
“Ich will dir mein Herze schenken”, aria per soprano dalla Passione Secondo Matteo BWV 244
“Es ist vollbracht, o Trost”, aria per contralto dalla Passione Secondo Giovanni BWV 245
Johann Sebastian Bach
Concerto per violino in Mi maggiore BWV 1042
Giovan Battista Pergolesi
Stabat Mater, sequenza per soprano, contralto, archi e continuo


ABBAZIA DI MORIMONDO

Abbazia di Morimondo Abbazia di Morimondo Abbazia di Morimondo Abbazia di Morimondo

Foto di Don Mauro Loi - www.abbaziamorimondo.it

Il 4 ottobre 1134 i primi dodici monaci arrivarono dall’’Abbazia di Morimondo, presso Langres (Francia del nord), una delle prime quattro filiazioni dell’ordine cistercense.
Dopo un iniziale insediamento a Coronate, forse con l’appoggio del Vescovo di Pavia, i monaci si trasferirono nel novembre 1136 nel luogo definitivo, dove probabilmente erano già costruiti i primi edifici per la vita quotidiana, e intrecciarono legami con la città e i vescovi ambrosiani.

A Morimondo, la comunità fu subito vivace e ricca di vocazioni, tanto che furono fondate altre due Abbazie: Acquafredda (Como) nel 1143 e Casavolone (Novara) nel 1169.

Il fiorire della comunità di Morimondo è testimoniato anche dalla ricca biblioteca, una delle più vivaci dell’Ordine cistercense nel XII-XIII secolo.

I monaci acquisirono terreni coltivati soprattutto verso il Ticino per un’estensione di 3.200 ettari.

L’Abbazia di Morimondo ebbe una notevole espansione caratterizzata da vaste acquisizioni di terreni coltivati, marcite e allevamenti.

Tra il XII e il XIII secolo subì tuttavia numerosi saccheggi da parte delle truppe imperiali.

Nel 1450 Morimondo divenne commenda; tra i primi abati commendatari ricordiamo il cardinale Giovanni de’ Medici (futuro Papa Leone X), che nel 1490 inviò sei monaci cistercensi, provenienti dall’abbazia di Settimo Fiorentino, a riportare la regolarità della vita monastica.

Nel 1561 San Carlo Borromeo nominò Morimondo parrocchia, attribuendo però tutti i suoi terreni all’Ospedale Maggiore di Milano.

Nel Settecento furono innalzati due lati del chiostro. Il 31 maggio 1798 la comunità cistercense fu soppressa, ma la vita parrocchiale non si spense mai, ed è tuttora attiva.
Costruita prevalentemente in cotto, materiale tipicamente lombardo, fu eretta tra il 1182 e il 1296. Fatta eccezione per la facciata, la struttura ricalca le caratteristiche cistercensi: a croce latina con tre navate, abside rettangolare orientata verso est, transetto che contiene due cappelle per braccio e presenza della scala di connessione col dormitorio.

In essa si riscontra la totale assenza di cappelle laterali nella navata maggiore.

Il sistema portante, proveniente dalla Borgogna, risulta costituito da larghe colonne al di sopra delle quali si ergono colonnette poggianti su capitelli scolpiti in pietra.
Vi si nota un’influenza gotica nell’elevazione, nell’uso della volta a crociera e dell’arco a sesto acuto, sebbene la presenza di archi a tutto sesto (navata laterale destra) documenti il persistere del Romanico.

La totale assenza di decorazioni e la struttura architettonica riflettono la spiritualità e l’essenzialità che distinguono l’Ordine cistercense.

Il piano della zona absidale fu poi sopraelevato nel 1573 e ulteriormente decorato nel Settecento con il rifacimento dell’altare marmoreo.



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