ORIENTE E OCCIDENTE...UNITI DA UN FILO DI CARTA WASHI - 2010
Villa Necchi Campiglio, Milano
Dal 17 al 28 novembre, a Villa Necchi Campiglio, si terrà la mostra “Oriente ed Occidente… uniti da un filo di carta Washi”. Protagonista della mostra è l'antico filato di carta washi, testimone millenario dell'affascinante cultura giapponese, utilizzato fin dai tempi dei samurai e oggi trasformato nell'innovativo tessuto “GoDai washi fabric” relizzato in italia e presentato per la prima volta in Europa per l'occasione da GoDai Group.
Da mercoledì 17 a domenica 28 novembre
Orario:
da mercoledì a domenica ore 10 – 18 (ultimo ingresso ore 17.15).
Martedì solo gruppi e scolaresche su appuntamento.
Ingresso:
libero
Per informazioni:
Villa Necchi Campiglio
Via Mozart 14 – Milano
tel. 02.76340121
fainecchi@fondoambiente.it
GoDai Group srl
Via Monte Zebio 60 - 01100 Viterbo
www.godaigroup.it
info@godaigroup.it
+39 348 7045903

Il filato washi prodotto in Giappone diventa così simbolo dell'intreccio tra due antiche culture, tanto diverse quanto ricche di storia e tradizione, capaci di tramandare e al tempo stesso valorizzare in chiave contemporanea tradizioni di eccellenza come quella della tessitura italiana e delle più antiche tecniche nipponiche di decorazione dei tessuti.
In mostra, le opere inedite, appositamente create da quattordici artisti/designer giapponesi ed europei utilizzando “GoDai washi fabric”. I creativi, “uniti... da un filo di carta Washi", reinterpretano con spirito attuale questo straordinario materiale.
Nato dal fortunato incontro tra Elisabetta Villa e Micaela Metri, entrambe animate da una comune passione per le arti e la cultura nipponica, “GoDai washi fabric” è infatti un tessuto del tutto innovativo, ideato in Italia da GoDai Group dopo anni di studio e di ricerca tra Italia e Giappone. E' ottenuto da una particolare fibra tessile ricavata dalla carta washi, materiale giapponese dalle riconosciute proprietà benefiche che, intrecciata con seta, lana, cotone, cachemire diventa un tessuto di lusso salutare ed ecologico. Il risultato è un manufatto rivoluzionario dai sorprendenti effetti tattili e visivi, anallergico, antibatterico, traspirante, termoregolatore, nonché potente filtro dei raggi UVA, proprietà che ciascun artista ha interpretato a suo modo, dagli “Akkappamono” dell'architetto Marco Ferreri ai corsetti concettuali della stilista Anna Ceccon, dai tessuti fotografati con il vento dal fotografo giapponese Kunihiko Katsumata a quelli “stampati” con la ruggine di Francesca Zoboli, dalle fotografie fluttuanti di Key Reinolds alle ruote
fuori scala di Migliore+Servetto ed altri ancora. E infine, ancora, la lampada realizzata dall'architetto Giuseppe Chigiotti e prodotta per l'occasione da Danese. Un'opera luminosa che valorizza la trama del tessuto e la sua intima matrice di carta attraverso il rigore minimale della luce.
La mostra si sviluppa secondo il concetto filosofico giapponese dei 5 grandi elementi (Go Dai) – terra, acqua, fuoco, aria, spirito – lo stesso che ha ispirato il tessuto “GoDai washi fabric” che, attraverso le proprietà che racchiude, ne trasmette le sensazioni emozionali e fisiche. Un video in 2d e 3d realizzato dall'artista Paolo Cogliati racconta attraverso immagini ispirate ai dipinti giapponesi i 5 elementi ed il tessuto.
La mostra “Oriente ed Occidente… uniti da un filo di carta Washi”, e la collaborazione tra il FAI e GoDai Group, si inseriscono in un più ampio progetto del FAI per avvicinare e coinvolgere nel proprio impegno di salvaguardia del patrimonio italiano nuovi amici giapponesi che ne comprendano e condividano l'inestimabile valore per l'umanità intera e per le generazioni future, sostenendolo. Similmente a quanto fatto con la Fondazione Americana del FAI - i “Friends of FAI” - il Fondo Ambiente Italiano desidera oggi promuovere la cultura italiana, la propria missione e il nostro patrimonio in Giappone, nazione anch'essa custode di importanti tradizioni e di grande cultura.
La mostra promossa a Villa Necchi Campiglio insieme a GoDai Group srl vuole essere la prima occasione per incontrare e coinvolgere privati e aziende giapponesi e farli entrare nel mondo del FAI per far scoprire loro con gli occhi della Fondazione la ricchezza del nostro patrimonio artistico, culturale e paesaggistico, attraverso un evento che ben rappresenta questo desiderio di incontro tra i due Paesi, le due culture, le due tradizioni.
Per il paesaggio, l'arte e la natura.






























