Per alunni di classi 3^, 4^ e 5^ di scuola primaria
Obiettivo della visita è quello di permettere agli alunni di conoscere la Collezione Panza raccolta nell’ala padronale della Villa, attraverso una visita attiva e partecipata.
Dopo una breve introduzione sulla Villa e sul concetto di collezione, i bambini vengono accompagnati dall’educatore museale a visitare le diverse sale. In ognuna di queste l’operatore chiede loro di fare un primo identikit delle stanze, quindi i bambini vengono chiamati a mettere in comune le loro osservazioni. Successivamente li si invita ad ascoltare tre brani musicali chiedendo loro di associare le singole musiche ai vari oggetti presenti nella sala. Si passa a questo punto ad analizzare nello specifico la collezione di opere contemporanee, introducendo nel corso della visita il concetto di arte fruita in movimento: le opere cambiano a seconda della posizione dello spettatore e la variazione visibile è data dal rapporto luce-colore o luce-spazio.
In laboratorio i bambini rielaborano gli stimoli suscitati nel corso della visita: si chiede loro di inventare delle opere in cui si riveli il rapporto luce-colore e luce-spazio utilizzando delle strisce di cartoncino colorato (monocromo) liscio e ruvido. Una volta realizzata le loro opere, i bambini immaginano un possibile allestimento. I bambini potranno scegliere il luogo per la loro installazione e fotografare la soluzione ottenuta. Al termine della giornata porteranno a scuola le loro opere, il CD con le foto dell’allestimento e qualche idea in più su cosa sia un’opera d’arte monocroma e non figurativa di marca minimalista.
Per alunni di scuola secondaria di I grado e per alunni del biennio della scuola secondaria di II grado
Obiettivo della visita è quello di permettere agli alunni di conoscere la Collezione Panza, raccolta nell’ala padronale della Villa, attraverso una visita attiva e partecipata. Da una “scatola del pittore” l’educatore museale estrae di volta in volta pennellesse di varia misura, tele, pigmenti ad olio… in modo che ogni ragazzo possa rendersi conto concretamente delle tecniche adottate da ciascun artista. Nel corso della visita vengono presi in considerazione le opere di sei artisti e studiati con la stessa metodologia, che prevede:
- un momento in cui viene proposto uno stimolo inconsueto che aiuterà gli alunni a concentrarsi sulle sensazioni provocate dall’opera d’arte
- un momento di osservazione in cui la classe osserva e segue le direttive dell’operatore didattico
- un momento di confronto coordinato dall’operatore didattico
- un momento di spiegazione in cui l’operatore presenta l’autore preso in esame e ne spiega le opere.
E’ previsto un momento di sperimentazione nel corso del quale ogni ragazzo, davanti ai dipinti di Max Cole, ascolta il proprio ritmo interiore e realizza un’azione performativa.
Per alunni del triennio di scuola secondaria di II grado
L’obiettivo principale è quello di permettere agli alunni di conoscere a fondo la Collezione Panza attraverso una visita che prevede momenti di spiegazione delle opere da parte dell’operatore, alternati a momenti di libera interpretazione da parte dei ragazzi. Segue un’azione performativa che parte dalla seguente affermazione dell’artista Max Cole: “… la linea e la ripetizione ci sono sempre state. Da bambina ho fatto molte opere con cose come le linee dei reticolati, o di piloni o figure umane in formazione come una banda in marcia o file di soldati, oppure anche i solchi arati in un campo. Credo che fossi interessata nella progressione ordinata. Nel corso del tempo […] eliminare dai componenti necessari la forma e il colore mi ha lasciato solo la linea come elemento primario di lavoro.”
L’arte di Max Cole è la negazione di un fattore fondamentale: l’invenzione di forme nuove. La rigorosa ripetizione di segni lineari spinti all’infinito evoca, secondo l’artista, i ritmi vitali, un po’ come l’atto del respirare.
Sono previste 3 fasi:
1° fase di concretizzazione: per la realizzazione pratica vengono fornite alcune regole di base quali usare linee verticali dall’alto al basso di piccole dimensioni, lavorare da sinistra a destra, scegliere una gamma di colori limitata per lo più tonalità della terra, il nero, il bianco o il grigio, utilizzare un rotolo di garza sulla quale ogni studente dovrà lasciare l’impronta del proprio mignolo-mano, precedentemente impregnato nella tempera.
Idealmente si otterrà una linea infinita dettata non tanto dal senso compositivo quanto dal livello inconscio di chi ha operato, l’“impronta”, il “contenuto”. In breve, il manufatto è frutto di un’ azione performativa.
2° fase di documentazione: si tratta di creare una o più installazioni con le proprie opere e metterle in relazione tra loro.
Nello specifico, ogni ragazzo si posizionerà e terrà in mano la parte della striscia realizzata da lui.
All’interno o all’esterno della Villa, in fila indiana, sdraiati sul prato, accovacciati l’uno a fianco dell’altro, gli studenti, insieme all’operatore didattico, decideranno la posizione da assumere per portare a compimento la parte centrale del loro lavoro.
3° fase di assembramento: prevede il ritorno in laboratorio dove ogni ragazzo taglierà il proprio pezzo di striscia e lo incollerà, striscia dopo striscia, su un unico cartoncino possibilmente nero in modo da richiamare le opere di Max Cole.