3° EDIZIONE DE “I LUOGHI DEL CUORE” |
I CINQUE LUOGHI PIU’ VOTATI
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| __1. Brolo del Monastero di San Giacomo di Veglia, Vittorio Veneto – TV |
Al 1° posto con 13.060 segnalazioni, il Brolo del Monastero dei SS. Gervasio e Protasio a San Giacomo di Veglia, un prato verde che già dal 1700 apparteneva al complesso residenziale trasformato nei primi del ‘900 in monastero. Infatti la struttura che ospita l’abbazia della clausura femminile circestense non è una struttura monastica originaria, ma deriva dall’adattamento di due barchesse settecentesche, edifici caratteristici dell’architettura veneta, alla funzione della regola cenobita. Il complesso edilizio fu costruito dalla famiglia bellunese dei Calbo al margine di una vasta azienda rurale di proprietà seguendo il modello delle due barchesse parallele e contrapposte. Il cortile centrale, di forma pressoché quadrata, era in origine aperto verso la piazza del borgo ed era segnato da un asse di simmetria che proseguiva dalla parte opposta nel brolo retrostante, dove forse vi era anche un giardino, poi destinato a coltura, per concludersi sulla porta occidentale che interrompeva il muro di cinta del brolo, ora sostituito da un vasto prato. Sul prato pende oggi la minaccia di un progetto di edificazione che cancellerebbe un polmone verde in un’area già molto trafficata e l’inevitabile fine di un luogo eletto dalla collettività locale come simbolo di devozione e pace. A difesa dell’antico brolo si è costituito un singolare “comitato spontaneo” che affianca cittadini, monache di clausura e intellettuali come il poeta Andrea Zanzotto.
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| __2. Parco della Rocca Borromea, Arona - NO |
Al 2° posto con 12.987 segnalazioni, il Parco della Rocca Borromea, uno sperone roccioso e tondeggiante alto oltre 100 metri sopra la sponda novarese del Lago Maggiore alle spalle di Arona. Il Parco sorge in un’area geologica singolare costituita da banchi di calcare e dolomia: la natura calcarea della Rocca e la sua esposizione duplice, a nord e a sud, hanno generato una vegetazione differenziata, modificata dall’abbandono delle coltivazioni agrarie dopo gli anni ’70, quando è tornata più selvaggia e spontanea nel bosco e sui pendii. Per la sua posizione strategica e paesaggistica ha attratto l’attenzione dell’uomo fin dalle età più antiche, poi in età medioevale il colle venne incastellato e per secoli vi dominarono in successione gli arcivescovi di Milano, i Visconti, i Borromeo che qui videro la nascita di S. Carlo nel 1538, gli Spagnoli, gli Austriaci e i Francesi fino alla demolizione delle fortificazioni ordinata nel 1800 da Napoleone. Il Parco della Rocca dal 1970 è stato destinato a parco pubblico comunale per concessione della famiglia Borromeo, ma negli ultimi anni è stato abbandonato e nel 2002 è stato chiuso. Per questo gli Amici della Rocca e altre associazioni di Arona si sono unite per segnalare l’abbandono di quell’area con l’intento di ottenere la riapertura del Parco.
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__3. Lago Azzurro, Campodolcino - SO |
Al 3° posto con 9.072 segnalazioni, il Lago Azzurro, uno dei simboli della valle Spluga, che oggi non c’è più… Sì perché il lago a cui Carducci ha dedicato una poesia, situato alle pendici del Pizzo Groppera nella frazione Motta Alta a 1.860 metri sul livello del mare, da due anni non ha più l’acqua. Il piccolo lago alpino naturale ogni primavera, senza che nessun ruscello lo alimentasse, si riempiva e scompariva in autunno per lasciare posto alla neve, probabilmente grazie alla permeabilità del sottosuolo e all’innalzamento periodico di acque sotterranee. Ma negli ultimi anni il lago è rimasto una conca vuota. L’anomalia non ha precedenti nella storia della Valle: in passato era stata rilevata al massimo una scarsità di acqua, ma non l’assenza totale e questo ha mosso l’allarme ambientale lanciato dalle amministrazioni di Madesimo e Campodolcino per capire cosa ha causato questa situazione e soprattutto per tentare di porvi rimedio.
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__4. Giardino di Piazza Mercatale, Prato |
Al 4° posto con 6.249 segnalazioni, il Giardino di Piazza Mercatale a Prato, un giardino pubblico in città che rischia di scomparire per lasciare posto a un parcheggio sotterraneo. Non si sa con certezza quando lo spazio vicino al fiume Bisenzio, all’interno delle mura nel cuore della città, diventò piazza, ma già nel 1286 si parla di un mercato settimanale sul Mercatale, punto di riferimento per il contado nella contrattazione del bestiame e negli acquisti di prodotti artigianali. Cambiò volto dal ‘500 diventando luogo di incontro e nel 1817 fu disegnato l’ovale dove oggi si estende il giardino ricoperto da un prato verde. Nel 1926 furono piantati gli alberi che ancor oggi si vedono: un bellissimo giardino con vialetti di ghiaia e spazi suddivisi da bordi di pietra rialzati, una cerchia di lecci al centro, cedri del Libano e intorno i tigli. Spinti da ragioni sia affettive che storico-culturali, sia pratiche che concrete, gli abitanti di Prato si sono uniti in comitati per difendere il giardino come risorsa preziosa, luogo d’incontro e di sosta, spazio erboso a disposizione di tutti, lungo i percorsi quotidiani, necessario per una migliore qualità della vita.
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__5. Acque della Valgrosina, Grosio – SO |
Al 5° posto con 5.664 segnalazioni, le Acque della Valgrosina, ovvero i torrenti e le cascate che offrono scenari di grande bellezza e che caratterizzano questa valle situata nelle Alpi Retiche divisa in due parti principali, la Val di Sacco e la Val d’Eita, solcate dai due rami principali del torrente Roasco. Intorno ai 1.200 metri di altezza si trova la diga di Fusino che dal 1922 alimenta la centrale di Grosio. Uno degli elementi che contribuisce in maniera determinante all’eccezionale qualità del patrimonio paesaggistico e naturalistico della valle è indubbiamente la sua ricchezza di acque, sia lungo l’asse delle due valli principali che lungo quelle laterali, con cascate, forre, pozze e salti. Ma la valle è al centro di un progetto di grande derivazione, presentato da AEM che andrebbe ad alterare lo stato delle acque, soprattutto per quanto riguarda la cascata di Eita, da sempre simbolo identificativo di questa zona. Per questo si è costituito un comitato di “Amici della Valgrosina”, che sta cercando di tutelare la Valle. |