La chiesina dei Santi Nabore e Felice ubicata presso quello che una volta era la “cascina San Nabor” ora “residenza San Nabor”, è un piccolo gioiello architettonico risalente al XIII secolo periodo al quale risalgono le prime notizie.
Infatti, è grazie al presbitero e storiografo Goffredo da Bussero nato nel 1220, che si può leggere attraverso un suo manoscritto redatto intorno al 1289 che “…Pieve di Gorgonzola, loco Maxate, la chiesa di san Nabore con altare dedicato alla Madonna…”.
La cascina risulta nell’anno 1751 di proprietà del marchese Giulio Orsini che passa a Gianpietro Origoni; la figlia, donna Bianca Origoni, sposa un Visconti Belgiojoso. La cascina con annessa la chiesina, giunge alla famiglia Belgiojoso in eredità dalla madre Margherita Confalonieri sposata con l’architetto Alberico Belgiojoso nel 1908. Sino agli anni ’70 del secolo scorso, è stata la residenza di molte famiglie contadine masatesi affittuarie.
Nell’anno 2003, il Dottor Giuseppe Barbiano di Belgioioso vende la proprietà con annessa la piccola chiesa, alla società “Residenza san Nabor”.
Nel 2007, con l’approvazione della Soprintendenza, iniziano i lavori di restauro conservativo della chiesina con la sacrestia ed il locale adiacente adibito a forno. In attuazione agli obblighi di convenzione fra le parti, l’edificio di culto ed i locali annessi, vengono ceduti al Comune di Masate.
Nella fase di transizione fra le diverse proprietà, l’abbandono e l’incuria oltre agli atti di vandalismo hanno ulteriormente degradato quel che rimaneva all’interno della chiesa. Fortunatamente, la tavola lignea raffigurante il martirio dei santi Nabore e Felice viene trasferita presso la sede comunale ed è stata ben conservata; nel 2016, per decisione dell'Amministrazione Comunale, la tavola lignea viene concessa alla Chiesa parrocchiale di Masate con un atto ufficiale di “messa a disposizione”.
L’intervento di restauro conservativo della chiesina, ha rilevato inedite e significative scoperte all’interno dell’oratorio trecentesco: la rimozione di un grossolano intonaco cementizio risalente all’inizio del ‘900, ha mostrato la sottostante finitura sagramata ricorrente in area lombarda dal 1200 sino alla fine del 1400. La rimozione del posticcio controsoffitto in cannette di fiume e gesso, sempre riferibile alla ristrutturazione di inizio novecento, ha consentito di portare alla luce il prezioso soffitto ligneo dipinto e riferibile al 1700. L’asportazione di tamponature recenti, ha inoltre permesso tra le altre cose, di aprire l’antico Tabernacolo con mensa lapidea, un’antica porta laterale in ceppo locale e ghiaione e soprattutto un prezioso tabernacolo dipinto con indicante la data 1771. Quest'ultima e preziosa scoperta, ha permesso di datare la seconda fase dell’edificio, ovvero il suo ammodernamento ed abbellimento in chiave tardo barocca del 1700. In questa fase, le antiche decorazioni del XIII e XIV secolo sono state rimosse e sostituite da ricchi dipinti ricorrenti per cromia e forme in tutto il 1700 e non distanti dal Barocchetto Lombardo.
Fu concessa in uso da parte dell’Amministrazione Comunale di Masate al Coro Val di Sass di Masate.