Patrimonio territoriale

Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione di Villa dei Vescovi rappresenta un esempio perfetto di come le aziende possano agire concretamente contribuendo alla realizzazione di opere sul territorio, capaci di restare testimonianze indelebili di sensibilità culturale e attenzione verso la collettività.

L’occasione è particolarmente significativa: Villa dei Vescovi è il primo Bene “firmato” da importanti architetti e artisti entrato a far parte del patrimonio del FAI. Grandi nomi come il Falconetto, Giulio Romano e Lamberto Sustris, infatti, hanno contribuito nel tempo a rendere la Villa un monumento unico nel suo genere, che rappresenta il cuore dell’arte italiana, testimone perfetta di quell’esplosione di cultura e classicismo che rappresenta la fase matura del Rinascimento. Un Bene speciale, una delle più importanti ville venete da 500 anni affacciata sul panorama dei Colli Euganei attorno a Padova, che la Fondazione si propone di offrire in breve tempo al pubblico nella sua atmosfera originale, nel pieno rispetto dell’obiettivo con cui venne concepito: la creazione di un luogo che, grazie all’incontro tra arte e natura, ispirasse ai visitatori riposo, meditazione, raccoglimento e arricchimento interiore.

Giovedì 1 marzo, in una conferenza stampa ricca di giornalisti e autorità, il FAI ha presentato il progetto di restauro e rifunzionalizzazione della Villa, che permetterà di aprire il Bene nell’autunno/inverno del 2008. Stimato in circa 4 milioni di euro, il restauro sarà gestito dal FAI grazie ai contributi di Regione Veneto, Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo, Fiordaliso e la Rinascente, ai quali si aggiungono l'Istituto Regionale Ville Venete, Provincia di Padova, Comune di Padova, Camera di Commercio di Padova, Fondazione Antonveneta, World Monuments Fund, Fondation Segrè, Acqua Recoaro, Friends of FAI.

La partecipazione al progetto di tanti enti e, soprattutto, aziende private è la più importante conferma di come iniziative come queste siano esperienze fondamentali per lasciare un segno indelebile sul territorio, entrando in contatto diretto con la storia e i valori difesi dalla collettività.

Soprattutto per le aziende, dunque, farsi parte attiva nella tutela del Patrimonio, oltre che una scelta dettata dall’amore verso il Bello, diventa un gesto fondamentale per rafforzare il legame con quel territorio che rappresenta il vero campo di battaglia delle strategie di business. Sono numerosi i Beni del FAI che necessitano di opere di restauro per essere in grado di riaprirsi al pubblico, offrendo tutto il proprio bagaglio di arte, cultura e storia. Partecipare a una delle iniziative di restauro promosse dalla Fondazione è quindi un’occasione unica per lasciare sul territorio testimonianze indelebili di sensibilità culturale e attenzione verso la collettività. Una testimonianza che, grazie alla grande attenzione dedicata da media e opinione pubblica al FAI, può contare automaticamente su una cassa di risonanza a livello nazionale.



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