Responsabili di comunicareLe tematiche legate alla responsabilità sociale stanno diventando elementi sempre più strategici per la comunicazione d’impresa. Lo sa bene Giorgio Arcangeli, presidente Gruppo FMA, società specializzata in marketing promozionale che ha aderito l’anno scorso al FAI. Una partnership che ha permesso di posizionare l’offerta dell’azienda “secondo canoni più avanzati rispetto a quelli tradizionali più strettamente legati a obiettivi commerciali”.
“La decisione di aderire al FAI – conferma Arcangeli - nasce da una parte dall’affinità personale con le tematiche di responsabilità sociale e tutela dei beni e delle bellezze naturali del nostro Paese proprie della missione della Fondazione; dall’altra dalle opportunità commerciali che un’operazione del genere sapevamo ci avrebbe garantito. Sempre più ormai la tematica della responsabilità sociale sta assumendo un ruolo fondamentale all’interno del mondo della comunicazione, grazie soprattutto al crescente appeal che è capace di esercitare sulle persone. Solo qualche anno fa la situazione era completamente differente: molte aziende storcevano il naso quando si toccavano certe tematiche che, ai loro occhi, erano anni luce lontane dai tradizionali obiettivi di business. E’ però un approccio che si sta rapidamente modificando. Oggi le persone sono molto più attente a queste tematiche, dimostrano interesse, si informano, sono curiose. Un aumento di sensibilità che è ormai nell’aria, è nel vento delle cose. Una sensibilità che percepisco anche nelle persone che lavorano con me”.
Si tratta di un universo, insomma, con cui prima o poi tutte le aziende sono destinate a confrontarsi, a prescindere dal settore di appartenenza. Certo, secondo Giorgio Arcangeli, le prime a essere interessate saranno quelle imprese in cui l’immagine ricopre un ruolo più importante rispetto all’aspetto prettamente economico. “Tutto ciò in cui il FAI è impegnato – spiega Arcangeli – può essere visto come un’operazione di immagine elevata ai massimi livelli. Questo comporta il fatto che le tematiche sociali trattate dalla Fondazione rappresentino inevitabilmente un modo perfetto per posizionare la nostra offerta secondo canoni più avanzati rispetto a quelli tradizionali più strettamente legati a obiettivi commerciali. I temi sociali sono infatti in grado di trovare molto più facilmente terreno fertile presso le aziende a cui andiamo a proporre i nostri servizi. Alcuni di essi, addirittura, utilizzano direttamente questo genere di progetti, ma anche per gli altri essi sono un servizio che prima o poi è destinato a dare i suoi frutti. Queste mie idee trovano conferma nei progetti che il Gruppo FMA sta portando avanti. Due anni fa abbiamo realizzato un progetto B2B rivolto al mondo delle farmacie con un’azienda del settore della cosmesi, che prevedeva visite guidate organizzate dal FAI. Oggi siamo impegnati in tre diverse proposte, due nel settore alimentare e una in quello automobilistico di alto livello con collegamenti con il mondo dell’arte”.
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