Dresda, scrigno di capolavori
27 – 30 settembre 2007
con dott. Marco Carminati
Storico dell'arte, giornalista, redattore del supplemento culturale Domenica de «Il Sole 24 Ore»
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Affacciata sulle rive dell'Elba, Dresda diviene una capitale dell'arte europea a partire dal Settecento, quando i principi di Sassonia iniziano a raccogliere una collezione di autentici capolavori, quali la Venere dormiente di Giorgine e la Madonna Sistina di Raffaello, e chiamano artisti di fama, come Bernardo Bellotto, che qui visse per undici anni con il titolo di pittore di corte, dipingendo le celebri vedute della città. I principi edificano inoltre sontuosi edifici, chiese, ponti e arricchiscono la vita di corte con oggetti preziosi, porcellane e oreficerie, ora nuovamente esposte nella storica ‘Volta Verde' (in foto, ‘Moro con smeraldi'), recentemente riaperta nell'allestimento originario. Questi straordinari monumenti e i ricchissimi musei di Dresda sono divenuti, dopo la caduta del Muro di Berlino, il perno della rinascita di questa città che, dopo essere stata anche il simbolo delle grandi distruzioni belliche, è tornata al suo antico splendore.
Per il paesaggio, l'arte e la natura.





















