Le cacce borboniche

23 - 27 ottobre

con Alessandro Viscogliosi
Architetto, archeologo, professore di Storia dell'Architettura antica e medievale all'Università la Sapienza di Roma

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In concomitanza con “I mercoledì dell'Arte”, in corso a Milano e a Roma che, si propongono due itinerari ad hoc per approfondire i temi trattati nelle conferenze. Questi viaggi sono un'occasione per scoprire i luoghi del potere e della storia anche per chi non partecipa al corso d'Arte.

"Però il gran da fare ordinario della corte, la cura più assidua, la fatica più diuturna consisteva nelle caccie del Re". Da Caserta, ove risiedeva i primi mesi dell'anno, il Re partiva per le cacce di Torre di Guevara, Bovino e Venafro; per la Settimana Santa tornava a Napoli fino a metà settembre, quando iniziava la "campagna" contro i fagiani di Procida; quindi a Portici, contro le pernici di Ottaiano; per la commemorazione dei Morti a Napoli, e subito dopo a Persano. Per i diletti dell'augusto cacciatore sorgevano palazzi, strade, ponti ed interi villaggi: si dice che Ferdinando IV collaborasse attivamente anche alla produzione dei sudditi, che avrebbero popolato i cosiddetti "Reali Siti", mentre Carolina si occupava del governo. Un momento della storia del Meridione forse eccessivamente mitizzato, ma non per questo meno affascinante: è l'epoca di Lady Hamilton e delle sue "attitudes" alla greca, degli scavi di Ercolano e della reggia di Caserta, (in foto, particolare della Grande Cascata) delle ville vesuviane, del Regno più bello del mondo, e di un sogno liberale, finito nella più abietta restaurazione. Nella ricerca delle tracce di tanto splendore, ci misureremo con un secolo di scempi, a partire dalla ferrovia Napoli- Portici che, separando le ville vesuviane dal mare, iniziò il loro declino ed aprì la strada all'edificazione selvaggia di Parchi e giardini; l'esplosione della periferia napoletana, forse più devastante di quella romana (e comunque è una bella lotta); la difficile sopravvivenza di brandelli di paesaggio italiano, ove quarant'anni fa era ancora il paradiso terrestre.





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