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Villa Della Porta Bozzolo | Ph. Martina Civardi © FAI

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Per salvare la bellezza dell'Italia bisogna ricordarsi di amarla ogni giorno

La manutenzione del paesaggio e del patrimonio costruito, che spesso si concretizza anche solo attraverso attività di cura e prevenzione davvero minime ed economicamente accessibili, è senza dubbio la strategia più efficace per prevenire il verificarsi di irreparabili danni, per procrastinare onerosi ed invasivi interventi e per evitare sostituzioni non necessarie.

Fare poco e spesso, riparare e non sostituire, prendersi cura quotidianamente di dove viviamo e di ciò che abbiamo: attenzioni semplici, pratiche e di buon senso, che concorrono a garantire la conservazione dei Beni del FAI, sono alla portata di tutti e possono essere di ispirazione per la salvaguardia del patrimonio italiano. Sono tematiche affrontate nella teoria da decenni ma molto raramente messe in pratica.

Ogni giorno il FAI dedica cure e attenzioni ai propri Beni, perché possano accoglierti al meglio

La cultura della manutenzione parte anche da te

Sono 3 i concetti -chiave cui il FAI fa riferimento nei suoi piani di manutenzione:

1. La consapevolezza

  • consapevolezza che ogni gesto, anche piccolo, semplice e quotidiano contribuisce alla salvaguardia del nostro patrimonio, a partire da quello che abbiamo e da quello che ci circonda
  • consapevolezza come presa di coscienza della responsabilità che ognuno di noi può ricoprire all'interno della società civile nella conservazione e nella salvaguardia del nostro patrimonio, partendo dalla propria casa e dal proprio territorio
  • consapevolezza che la mancanza anche di una piccola manutenzione può portare a conseguenze gravi e a danni irreparabili
  • consapevolezza che il patrimonio costruito è solo una delle componenti di un contesto più ampio in continua evoluzione. Ogni edifico, il suo contesto e il suo contenuto devono essere letti nella loro storia, nella loro complessità, nella loro stratificazione e nello spirito del luogo ed interpretati nella maniere corretta prima di qualsiasi intervento, anche solo manutentivo
  • consapevolezza come profonda conoscenza dei luoghi in cui viviamo (della loro storia, delle loro tradizioni, del loro ambiente), perché la manutenzione deve essere rivolta prima che verso i singoli manufatti, verso il sistema ambientale in cui sono inseriti (e dal quale provengono le possibili cause del loro deterioramento)
  • consapevolezza come approfondita conoscenza dell'oggetto edilizio e del suo contenuto, della loro storia, della tecnologia costruttiva, della materia di cui sono fatti…; tutte informazioni imprescindibili alla base di qualsiasi scelta di intervento (o di non intervento). Senza un'adeguata conoscenza possono essere intraprese azioni errate, sostituzioni non necessarie e perdita di materiale storico (e quindi di valore culturale)
  • consapevolezza che le "imperfezioni" (mancata prestazione, segni di usura...) contribuiscono all'interesse storico di un edificio, raccontando il passaggio del tempo e per questo non devono essere cancellate. La manutenzione conserva i segni del tempo e insieme garantisce la permanenza dell'autenticità materica su cui si fonda il valore culturale del nostro patrimonio storico-architettonico.
  • consapevolezza che questa conoscenza deve essere costantemente implementata nel tempo, arricchita il più possibile e condivisa

La consapevolezza si declina in:

  • conoscenza dell'ambiente in cui si vive e dei suoi rischi potenziali
  • conoscenza cultura del luogo, genius loci e spirito del luogo
  • conoscenza storica dell'edificio e del suo contenuto
  • conoscenza dei materiali e delle tecnologie costruttive
  • conoscenza dello stato di conservazione

    2. L'osservazione

    • L'osservazione è imparare a guardare e a dare il corretto peso ai segnali provenienti dal paesaggio, da un edificio, dagli oggetti, e metterli in relazione tra loro - una relazione dinamica di causa/effetto: una macchia di umidità sulla parete, un piccolo cumulo di polvere di legno a terra, rami e pietre nell'alveo di un torrente sono segnali che non devono essere trascurati
    • l'oggetto dell'osservazione è il cambiamento, il mutamento dello stato di conservazione del nostro oggetto, da interpretare grazie alla conoscenza acquisita sull'oggetto della nostra osservazione
    • l'osservazione permette di monitorare le anomalie, di prevenire danni futuri, di intervenire tempestivamente "as much as necessary, as little as possible" (Carta di Burra, ICOMOS Australia, 1999)
    • l'osservazione è anche stimolo: quando non è possibile intervenire in prima persona è sempre possibile stimolare l'attenzione pubblica, comunicarlo alle autorità competenti e svolgere il nostro ruolo civile
    • il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (D. Lgs. 42/04) costituisce il principale riferimento legislativo che riporta la seguente definizione di manutenzione (art. 29, comma 3): "il complesso delle attività e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell'integrità, dell'efficienza funzionale e dell'identità del bene e delle sue parti".

    L'osservazione si declina in:

    • uso quotidiano e controllo
    • ispezioni tecniche e monitoraggio
    • valutazione e analisi dei rischi di degrado
    • verifica dell'efficacia degli interventi eseguiti

    3. La pianificazione

    • Nessun intervento sull'ambiente costruito può essere mai "l'ultimo", il "definitivo": è indispensabile passare da singole azioni episodiche a una logica processuale, fatta di attività di cura quotidiana da svolgere regolarmente nel tempo .
    • Il concetto di "cura" è da associare agli aggettivi "continua" e "costante" proprio perché la massima efficacia si ottiene solo se l'attenzione è assidua nel tempo .
    • La pianificazione permette di mettere a fuoco sul lungo periodo le attività preventive e manutentive, di fissare priorità d'intervento, di programmare i tempi corretti, di investire in attività soft (ispezioni, monitoraggio, registrazioni), di recuperare le necessarie risorse.
    • Fai poco e spesso. La strategia della manutenzione ci consente di anticipare, e quindi di minimizzare o prevenire danni e deterioramenti, e di essere proattivi e creativi nel migliorare lo stato del nostro patrimonio. "Chi passa dal restauro alla cura costante si è liberato dai vincoli della banalità ed è aperto all'innovazione" S. Della Torre (2010).

    E' importante pianificare le attività di manutenzione per sapere:

    • Cosa fare
    • Quando e in ogni quanto
    • Con che strumenti e materiali, anche coniugando nuove tecnologie e sapienza artigianale
    • Con quali professionalità
    • Con quali risorse economiche
    • Come ordinare la conoscenza di feedback, raccolta a seguito delle manutenzioni
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