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Conoscere e amare l'Italia

Conoscere e amare l'Italia

Le trasformazioni del Paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni, padre del FAI

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Conoscere e amare l'Italia
Dal 21 aprile al 20 maggio a Parco Villa Gregoriana Tivoli (Roma)

Architetto milanese nella Milano della ricostruzione e padre ispiratore del FAI – Fondo Ambiente Italiano, Renato Bazzoni progettò edifici industriali e alberghieri, abitazioni e ospedali ma la sua passione fu da sempre l’architettura rurale – “creata dalla gente dei campi, delle montagne, delle coste” come amava definirla. La mostra itinerante “Conoscere e amare l’Italia: le trasformazioni del Paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni, padre del FAI” raccoglie gli scatti dell’architetto-fotografo e ripercorre le tappe del suo impegno civile per la tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale italiano a partire dagli anni Cinquanta.

Dopo gli allestimenti alla Cavallerizza di Milano, al Teatrino di Vetriano in provincia di Lucca, al Teatro Ariston di Sanremo, al Palazzo Coelli di Orvieto, al Palazzo Baldeschi di Perugia, alla Villa Reale di Monza, al Teatro Feronia di San Severino Marche (MC), l’esposizione giunge a Parco Villa Gregoriana, Bene FAI di Tivoli, dal 21 aprile al 20 maggio 2018.

L’inaugurazione, aperta al pubblico fino a esaurimento posti, si terrà venerdì 20 aprile 2018 alle ore 18, alla presenza di Giuseppe Proietti, Sindaco di Tivoli; Urbano Barberini, Assessore alle politiche culturali e turismo Comune di Tivoli; Sofia Bosco, Direttore rapporti istituzionali FAI, Alberto Saibene, Curatore della mostra; modera Giorgia Montesano, Property Manager Parco Villa Gregoriana.

La mostra è divisa in sei sezioni – a ciascuna corrisponde un monitor su cui scorrono le immagini – e comprende circa 300 scatti, parte di un corpus di quasi 30.000 foto, donato al FAI dalla signora Carla Bazzoni, moglie di Renato, scomparso nel 1996. La sezione dedicata al Lazio, dal titolo Lontano da Roma, racconta i cambiamenti della regione tra gli anni Sessanta e Settanta, quando si completò il Grande Raccordo Anulare, l’anello autostradale percepito come il confine dell’Urbe. Lo spettacolo delle greggi di pecore che raggiungevano il cuore della città divenne sempre più raro, la divisione tra città e campagna sempre più netta. Bazzoni documentò un mondo rurale che andava scomparendo: borghi arroccati, masserie isolate, le stratificazioni artistiche che fin dall'antichità avevano lasciato traccia sul territorio laziale. Simbolo di quella civiltà è Bagnoregio, “la città che muore”, dove l’architetto milanese si soffermò più a lungo.

La mostra è arricchita da un video-documentario dedicato a Renato Bazzoni – a cura di Simone Pera e Alberto Saibene – che recupera rare interviste a Bazzoni e le testimonianze di chi lo ha conosciuto e frequentato.

La mostra è realizzata con l'appassionato impegno degli Amici del FAI e con la collaborazione della Delegazione FAI di Roma.

Civita di Bagoregio (VT)

Civita di Bagoregio (VT)

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