Il FAI e l’amore per l’Italia

Nato da una visione, dal coraggio e da un pizzico di follia

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Il FAI

“Quando si ha una forte visione d’insieme è piuttosto facile che la visione diventi realtà. Ma ci vuole coraggio, molta grinta…”

(Giulia Maria Crespi, dal volume “Renato Bazzoni. Tutta questa bellezza”, Rizzoli, pag. 17)

Ed è stato proprio con coraggio, grinta e un pizzico di follia che quattro amici - Giulia Maria Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli - decisero nel 1975 di fondare il FAI, sul modello del National Trust inglese, seguendo il consiglio di Elena Croce. Li univa un unico scopo: quello di far conoscere e proteggere le straordinarie bellezze di cui l’Italia è ricca, i monumenti, i paesaggi, le opere d’arte, i siti archeologici…

Da allora il FAI è cresciuto, senza perdere mai di vista i valori fondanti in cui crede: la concretezza del “fare” innanzitutto, ma anche l’eccellenza qualitativa in tutti gli aspetti del suo operato.

Oggi sono 57 i beni salvati dal FAI, visitati nel 2016 da 775.000 persone; oltre 7.500 i nostri volontari in tutte le regioni d’Italia; 25 le edizioni delle Giornate FAI di Primavera che hanno dato modo ad oltre 10 milioni di persone di scoprire luoghi normalmente chiusi al pubblico. E potremmo continuare con tanti altri numeri che avrete modo di scoprire navigando questo sito.

Sembrava un’utopia nel ’75 ma è diventata una realtà, concreta, a disposizione di tutte le persone che hanno il diritto di gioire dei tesori artistici e naturalistici italiani. Le stesse persone che sentono però – così ci auguriamo – anche il dovere di fare la propria parte al nostro fianco per lasciare in eredità alle nuove generazioni qualcosa di unico. L’Italia.

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