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ACQUEDOTTO ROMANO

PESARO, PESARO E URBINO

ACQUEDOTTO ROMANO
L’acquedotto romano è stato per secoli la principale fonte di approvvigionamento idrico della città di Pesaro che dalla sorgente di Novilara (situata a q. 133) si estendeva nel sottosuolo per 10 km. L’antica opera di ingegneria, costituita da 140 pozzetti, permetteva il defluire delle acque dalla zona di captazione in un unico serbatoio denominato caput fontis, fino a raggiungere la fontana di Piazza del Popolo. Nei primi decenni del XX sec., con la realizzazione del nuovo sistema idrico, l’acquedotto romano perse la sua centralità e nel 1972 se ne decise la chiusura. Solo alla fine degli anni Ottanta, grazie al congiunto interessamento dell’Amministrazione Comunale e dell’Azienda Municipalizzata Gas Acqua di Pesaro, vennero nuovamente accesi i riflettori sull’acquedotto e fu incentivato uno studio sistematico. In questa occasione l’acquedotto venne datato alla piena età imperiale con il metodo della termoluminescenza.
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