Albergo Diurno Venezia

Un tesoro Art Déco nel sottosuolo di Milano

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Albergo Diurno Venezia

tipologia

Bene aperto al pubblico

contatti

02 6592330
faidiurno@fondoambiente.it
  • Panoramica

Il fascino dell’eleganza degli anni ‘20 conservato intatto negli arredi, nei rivestimenti e nelle decorazioni di un funzionale centro servizi per viaggiatori e cittadini progettato dall’architetto Portaluppi, proprio sotto la centralissima Piazza Oberdan.

Affidato in concessione al FAI dal Comune di Milano, nel 2015

Esiste una Milano nascosta che custodisce ancora luoghi capaci di suscitare curiosità, meraviglia e anche nostalgia di una città che non c’è più. Quando negli anni ’10 l’ingegner Cobianchi importò dall’Inghilterra la novità dei bagni diurni, anche Milano si dotò di questi raffinati saloni dedicati alla cura della persona, che rispondevano alle tendenze dell’epoca ma anche alla realtà di una metropoli dove gran parte delle case risultavano ancora sfornite di adeguati servizi all’interno delle mura domestiche. Nel 1926, sotto l’area di Porta Venezia, venne inaugurato su progetto dell’architetto Portaluppi un elegante e ampio spazio riservato a viaggiatori e cittadini che volevano ritemprarsi dopo un viaggio o una lunga settimana di lavoro. Li accoglieva un grande salone colonnato rivestito di marmi e boiserie in stile déco, arredato al centro con divanetti e scrittoi, e aperto ai lati su salette adibite a servizi commerciali e per la cura del corpo: barbiere, parrucchiere, manicure; ma anche telefono, ufficio cambio, agenzia viaggi, dattilografia e lavanderia. Una fontana sormontata dalla dea Igea introduceva infine alla zona terme, che offriva sia servizi di lusso con vasca che bagni semplici, tutti comunque rivestiti da signorili piastrelle in vetro. Dal boom economico in poi, le ragioni d’essere di questo spazio diminuirono progressivamente, finché nel 2006 il Diurno chiuse definitivamente. Oggi è una Pompei degli anni ’20, e come tale conserva ancora tutto, nel suo decadente splendore suggestivamente segnato dal tempo: arredi, decori e memorabilia. Attualmente, il Diurno ospita visite periodiche curate dalla Delegazione FAI e fa da scenario a esibizioni di arte contemporanea e di teatro.

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