APICE VECCHIA

APICE, BENEVENTO

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APICE VECCHIA

Nelle calde giornate d'estate, o nei freddi pomeriggi invernali, Apice vecchia sarà una destinazione adatta alle vostre gite fuori porta. I vicoli e le strade, in cui può passare appena una macchina, vi terranno al riparo dal caldo delle ore estive e dai freddi venti invernali. Arrivando nella grande piazza antistante il vecchio municipio, vi consigliamo di fermarvi a rimirare l'imponenza del Castello Normanno sotto il fresco pergolato di fiori di glicini dell'unico bar del paese vecchio. Proseguendo sulla strada principale avrete alla vostra sinistra una serie di case con piccoli pontili in legno abitati da famiglie di gatti sonnacchiosi e ricoperti di edera profumata che cela agli sguardi gli usci ormai chiusi di case popolari, alla vostra destra, due grandi porte del castello normanno, vecchie scuderie dei nobili, divenute con il passare degli anni, prima abitazioni poi botteghe artigianali. Girando a destra, costeggiando il torrione del castello, superata una breve salita vi ritroverete nella piccola Piazza Carbonari, alcune case sono state ristrutturate di recente, divertitevi a commentare la riuscita del restauro e ad immaginarvi come potesse essere scomodo e al tempo stesso intimo e familiare ritrovarsi tutti in coda ad attingere l'acqua alla piccola fontana che campeggia a lato della piazzetta. Alzando gli occhi troverete alla vostra destra il Castello normanno. Superate l'arco in pietra e ponetevi al centro del largo cortile, ne ammirerete la forza e la bellezza architettonica. Ridiscendere le scale del castello con piglio insicuro vi farà sentire come in un poema cavalleresco. Giunti al secondo piano rimirate dalla terrazza il paesaggio circostante, le case rurali, i campi coltivati, la natura che placida cambia volto a seconda della stagione. Una volta usciti dal castello vi consigliamo di prendere una strada a caso delle tante che si aprono sulla piazzetta. Percorretele e respirate l'aria muschiata che proviene dalla piccole case diroccate, stando sull'uscio potrete vedere con un po' d' immaginazione la semplice vita delle famiglie apicesi degli anni sessanta. I vicoli vi condurranno nel centro del paese. Passeggiate per il corso principale e perdetevi tra le tante piazzette a rimirare le chiese, a sedervi sui gradini delle case, a sbirciare oltre le porte socchiuse. Assaporate il silenzio antico di un posto fuori dal tempo. Si consiglia di visitare, Piazza Umberto I, Piazza Merli, Vecchio municipio, il Castello dell'Ettore costruito sul punto più alto della collina, che domina sia la media valle del Calore, che l'antico centro abitato; quest'ultimo risulta essere organizzato secondo la disposizione a conchiglia, tipica dei borghi medievali, dove l'intero assetto viario di strade e vicoli risulta convergente e allineato con il castello medievale. Da un documento del 1626 il castello dell'Ettore è descritto come circondato da tre baluardi fortissimi, dei quali oggi è possibile ammirarne soltanto uno nella sua integrità strutturale, dotato di dispense, caratterizzato dalla presenza di ambienti affrescati e da una cappella votiva. L'edificio che è giunto ai nostri giorni è il frutto delle continue opere di ricostruzione, di ristrutturazione a causa del susseguirsi di eventi sismici, di cambi di destinazione d'uso e all'alternarsi di diverse proprietà nel corso dei secoli. Il castello ospita nelle sue sale la biblioteca comunale, una collezione di attrezzi della civiltà contadina e una collezione di reperti archeologici provenienti dal territorio apicese, insieme con donazioni di oggetti e strumenti da parte di cittadini illustri. Nel centro storico si possono ammirare l'antica chiesa di S. Nicola e la chiesa di S. Maria Assunta in Cielo risalente al XVI sec., quest'ultima ha una forma a croce latina a tre navate, La volta è tipicamente romanica, realizzata al centro del paese. Nel borgo antico si alternano abitazioni degli inizi del XX secolo, riferibili in parte all'edilizia del Ventennio, con palazzi signorili de

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