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CAPPELLA REGINA DEGLI ANGELI CIMENA

CAPPELLA REGINA DEGLI ANGELI CIMENA

SAN RAFFAELE CIMENA, TORINO

26,801°

POSTO

1

VOTI 2020
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CAPPELLA REGINA DEGLI ANGELI CIMENA
La cappella, dedicata alla Regina Angelorum, risale al 1840, si trova lungo la SP 590 a Cimena, comune di San Raffaele Cimena. Precedentemente nello stesso sito esisteva una cappella sorta forse dopo il mille e intitolata a S. Maria Maddalena. Dopo la visita dell'arcivescovo monsignor Franzoni nel 1838, che ordinava di effettuare migliorie alla cappella di Cimena, i marchesi Thaon di Revel (s.e. il conte Ottavio di Revel) si assunsero l'onere di provvedere alla chiesa e al cappellano. I marchesi restaurarono la chiesa, la modificarono e l'abbellirono, ottenendo dall'autorità ecclesiastica la facoltà di dedicarla alla Madonna Regina degli Angeli. Nel 1895 si trova scritto che nella borgata di Cimena, si innalza una chiesuola, propria del conte Thaon di Revel, officiata dal teol. Giacomo Pautasso, in cui si benedice il popolo in tutte le domeniche e feste di precetto, nelle novene e feste del santo natale, della Madonna degli Angeli, di S. Maria Maddalena, nei tre giorni in cui si cantano le messe per i defunti della famiglia Revel. La cappella di Cimena fu portata al massimo dell'efficienza verso il 1960 con l'opera concorde del marchese Carlo Thaon di Revel e di don Domenico Ferrero, ultimo capellano della lunga serie di sacerdoti che si dedicarono al bene dei cimenesi. Nel 1970 il marchese donò alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù della piana di San Raffaele l'edificio comprendente anche la chiesa. Attualmente, in forte stato di degrado, viene aperta per poche cerimonie religiose durante l'anno. La cappella, in stile neoclassico, è inserita senza soluzione di continuità nel complesso del cascinale dell'antica proprietà dei Thaon di Revel. Nella facciata si riprende il motivo neoclassico del tempio greco: due colonne doriche con capitelli sormontate dall'architrave, ritmato da mètope e triglìfi, e dal timpano. Al di sotto un'apertura a lunetta è inserita in una nicchia e sormonta il portale ligneo, incorniciato da lievi modanature, che immette nella chiesa. All'interno la chiesa, a pianta rettangolare, presenta un'unica navata coperta von volta a botte. Questa, in parte cassettonata, é ritmata da sottarchi impostati su esili lesene che scandiscono il pur breve spazio della navata. Una balaustra interrompe e separa la navata dal presbiterio dove c'è un semplice altare marmoreo; la chiesa si conclude nel catino absidale che presenta motivi ottagonali nella copertura: qui la luce irrompe da due vetrate raffiguranti la potenza dell'altissimo.

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La cappella, dedicata alla Regina Angelorum, risale al 1840, si trova lungo la SP 590 a Cimena, comune di San Raffaele Cimena. Precedentemente nello stesso sito esisteva una cappella sorta forse dopo il mille e intitolata a S. Maria Maddalena. Dopo la visita dell'arcivescovo monsignor Franzoni nel 1838, che ordinava di effettuare migliorie alla cappella di Cimena, i marchesi Thaon di Revel (s.e. il conte Ottavio di Revel) si assunsero l'onere di provvedere alla chiesa e al cappellano. I marchesi restaurarono la chiesa, la modificarono e l'abbellirono, ottenendo dall'autorità ecclesiastica la facoltà di dedicarla alla Madonna Regina degli Angeli. Nel 1895 si trova scritto che nella borgata di Cimena, si innalza una chiesuola, propria del conte Thaon di Revel, officiata dal teol. Giacomo Pautasso, in cui si benedice il popolo in tutte le domeniche e feste di precetto, nelle novene e feste del santo natale, della Madonna degli Angeli, di S. Maria Maddalena, nei tre giorni in cui si cantano le messe per i defunti della famiglia Revel. La cappella di Cimena fu portata al massimo dell'efficienza verso il 1960 con l'opera concorde del marchese Carlo Thaon di Revel e di don Domenico Ferrero, ultimo capellano della lunga serie di sacerdoti che si dedicarono al bene dei cimenesi. Nel 1970 il marchese donò alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù della piana di San Raffaele l'edificio comprendente anche la chiesa. Attualmente, in forte stato di degrado, viene aperta per poche cerimonie religiose durante l'anno. La cappella, in stile neoclassico, è inserita senza soluzione di continuità nel complesso del cascinale dell'antica proprietà dei Thaon di Revel. Nella facciata si riprende il motivo neoclassico del tempio greco: due colonne doriche con capitelli sormontate dall'architrave, ritmato da mètope e triglìfi, e dal timpano. Al di sotto un'apertura a lunetta è inserita in una nicchia e sormonta il portale ligneo, incorniciato da lievi modanature, che immette nella chiesa. All'interno la chiesa, a pianta rettangolare, presenta un'unica navata coperta von volta a botte. Questa, in parte cassettonata, é ritmata da sottarchi impostati su esili lesene che scandiscono il pur breve spazio della navata. Una balaustra interrompe e separa la navata dal presbiterio dove c'è un semplice altare marmoreo; la chiesa si conclude nel catino absidale che presenta motivi ottagonali nella copertura: qui la luce irrompe da due vetrate raffiguranti la potenza dell'altissimo.
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