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piazza armerina

CASTELLO ARAGONESE (XIV SEC.)

PIAZZA ARMERINA, ENNA

150°

POSTO

525

VOTI 2020
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CASTELLO ARAGONESE (XIV SEC.)
Il Castello Aragonese di Piazza Armerina sorge sul lato meridionale della Piazza Castello, situata sul “Colle Mira”, nell’antico nucleo medievale della città, l’odierno quartiere Monte. La fortezza presenta una pianta rettangolare con quattro torrioni quadrangolari disposti ai vertici, collegati da mura bastionate ad impianto trapezoidale: indubbi gli influssi dell’architettura federiciana sveva. Il castello sovrasta, inoltre, un alto terrapieno sostenuto da muri bastionali a modo di rivelini, opere aggiunte in seguito per adeguare l’edificio alla difesa con armi da fuoco. Le origini del castello non sono documentate: l’analisi stilistica e tecnico-costruttiva suggerisce però che esso sia stato costruito sul finire del XIV secolo; gli storici ne collocano la fondazione tra il 1392 e il 1396 e ne attribuiscono l’edificazione all’aragonese Martino I il Giovane, Re di Sicilia, sposo della Regina Maria, figlia di Re Federico IV il Semplice. L’edificio doveva assolvere una funzione principalmente difensiva e solo in misura secondaria residenziale. Fu edificato probabilmente come sede del cosiddetto provisores castrorum, un alto funzionario regio preposto all’amministrazione dei castelli e dunque alla tutela e alla difesa dell’ordinamento aragonese. Non vi è alcuna documentazione su eventuali interventi di ricostruzione, restauro o ripristino; si sa tuttavia che dopo il 1812 il castello fu adibito a carcere e in seguito alla nuova destinazione furono operate alcune rilevanti trasformazioni. Il Castello Aragonese è oggi di proprietà di un privato cittadino sensibile alle pratiche di tutela e di valorizzazione del bene in questione. L’edificio non svolge attualmente alcuna funzione d’uso, nonostante rappresenti per la collettività piazzese un’importante testimonianza storica e culturale da custodire e tramandare. La Piazza Castello originariamente rappresentava uno dei principali spazi urbani della città settecentesca, fulcro del potere politico e militare e fruita come spazio sociale e di raccordo delle varie strade che seguivano i terrazzamenti naturali del Colle Mira. Oggi la piazza ricopre solo un ruolo di natura urbana, cioè spazio di rispetto al monumento e di confluenza stradale. Motivi di interesse Organismo di grande interesse castellano per la forma planimetrica delle parti che lo compongono che sono essenzialmente costituite da quattro torri quadrate collegate da mura bastionate ad impianto trapezoidale. Il castello sovrasta un alto terrapieno sostenuto da muri bastionali a modo di rivelini. Queste opere sono state aggiunte in seguito per adeguarlo alla difesa con armi da fuoco. Come era consuetudine per i castelli feudali, anche il castello piazzese fu edificato in una posizione originariamente isolata ed emergente rispetto alla città medievale, fondando la propria sicurezza sull’inaccessibilità naturale garantitagli dall’altura del Colle Mira. Dalla posizione altimetrica della fortezza, con la semplice pianta rettangolare ed i quattro torrioni quadrangolari disposti ai vertici, è possibile ravvisare influssi di derivazione federiciana. Indubbia è, infatti, l’influenza dell’architettura federiciana sveva in un periodo dove non si era ancora definitivamente affermato il dominio aragonese e di conseguenza neppure una cultura architettonica che subentrasse a quella sveva. L’edificio nel tempo ha subito un grave impoverimento strutturale, in particolare a causa dell’azione di riadattamento risalente ai primi decenni del XIX secolo (quando l’edificio fu adibito a carcere), che ha quasi totalmente modificato gli spazi interni ed esterni. Pertanto, dell’originario modello trecentesco rimangono solo alcune parti di strutture murarie principali, in particolare quelle esterne.

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Il Castello Aragonese di Piazza Armerina sorge sul lato meridionale della Piazza Castello, situata sul “Colle Mira”, nell’antico nucleo medievale della città, l’odierno quartiere Monte. La fortezza presenta una pianta rettangolare con quattro torrioni quadrangolari disposti ai vertici, collegati da mura bastionate ad impianto trapezoidale: indubbi gli influssi dell’architettura federiciana sveva. Il castello sovrasta, inoltre, un alto terrapieno sostenuto da muri bastionali a modo di rivelini, opere aggiunte in seguito per adeguare l’edificio alla difesa con armi da fuoco. Le origini del castello non sono documentate: l’analisi stilistica e tecnico-costruttiva suggerisce però che esso sia stato costruito sul finire del XIV secolo; gli storici ne collocano la fondazione tra il 1392 e il 1396 e ne attribuiscono l’edificazione all’aragonese Martino I il Giovane, Re di Sicilia, sposo della Regina Maria, figlia di Re Federico IV il Semplice. L’edificio doveva assolvere una funzione principalmente difensiva e solo in misura secondaria residenziale. Fu edificato probabilmente come sede del cosiddetto provisores castrorum, un alto funzionario regio preposto all’amministrazione dei castelli e dunque alla tutela e alla difesa dell’ordinamento aragonese. Non vi è alcuna documentazione su eventuali interventi di ricostruzione, restauro o ripristino; si sa tuttavia che dopo il 1812 il castello fu adibito a carcere e in seguito alla nuova destinazione furono operate alcune rilevanti trasformazioni. Il Castello Aragonese è oggi di proprietà di un privato cittadino sensibile alle pratiche di tutela e di valorizzazione del bene in questione. L’edificio non svolge attualmente alcuna funzione d’uso, nonostante rappresenti per la collettività piazzese un’importante testimonianza storica e culturale da custodire e tramandare. La Piazza Castello originariamente rappresentava uno dei principali spazi urbani della città settecentesca, fulcro del potere politico e militare e fruita come spazio sociale e di raccordo delle varie strade che seguivano i terrazzamenti naturali del Colle Mira. Oggi la piazza ricopre solo un ruolo di natura urbana, cioè spazio di rispetto al monumento e di confluenza stradale. Motivi di interesse Organismo di grande interesse castellano per la forma planimetrica delle parti che lo compongono che sono essenzialmente costituite da quattro torri quadrate collegate da mura bastionate ad impianto trapezoidale. Il castello sovrasta un alto terrapieno sostenuto da muri bastionali a modo di rivelini. Queste opere sono state aggiunte in seguito per adeguarlo alla difesa con armi da fuoco. Come era consuetudine per i castelli feudali, anche il castello piazzese fu edificato in una posizione originariamente isolata ed emergente rispetto alla città medievale, fondando la propria sicurezza sull’inaccessibilità naturale garantitagli dall’altura del Colle Mira. Dalla posizione altimetrica della fortezza, con la semplice pianta rettangolare ed i quattro torrioni quadrangolari disposti ai vertici, è possibile ravvisare influssi di derivazione federiciana. Indubbia è, infatti, l’influenza dell’architettura federiciana sveva in un periodo dove non si era ancora definitivamente affermato il dominio aragonese e di conseguenza neppure una cultura architettonica che subentrasse a quella sveva. L’edificio nel tempo ha subito un grave impoverimento strutturale, in particolare a causa dell’azione di riadattamento risalente ai primi decenni del XIX secolo (quando l’edificio fu adibito a carcere), che ha quasi totalmente modificato gli spazi interni ed esterni. Pertanto, dell’originario modello trecentesco rimangono solo alcune parti di strutture murarie principali, in particolare quelle esterne.
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