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CASTELLO DI CIMBERGO (CONTI DI LODRONE)

CIMBERGO, BRESCIA

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CASTELLO DI CIMBERGO (CONTI DI LODRONE)
Il castello di Cimbergo fa parte del paesaggio di casa nostra. Basta alzare gli occhi ed eccolo davanti a noi, ai piedi del Pizzo Badile. Poggiato su un costone a perpendicolo del torrente Serio, sembra sempre sul punto di cadere a pezzi da un momento all'altro ma da più di otto secoli è sempre lì, più saldo che mai. Non credo ci sia qualcuno che non si sia mai posto alcune di queste domande: Chi l'ha costruito? Quando? Chi ci ha abitato? A che scopo? Dunque il castello di Cimbergo, non molto grande, a pianta pentagonale, ricostruito in parte e rinforzato con adeguate strutture in ferro, presenta parte dei muri perimetrali. Quello che rimane è tuttavia sufficiente a dare un'idea di come doveva essere. Costruito nei secoli XII e XIII, tempi in cui l'unica legge vigente era quella della Jungla, era probabilmente un fortilizio, posto di osservazione e di controllo del territorio, postazione militare più che abitazione civile. Il Favallini descrive così il paese di Cimbergo: (Cemi-Berg, monte di Cemo) sorge sul dorso del monte in spianato prativo, coi ruderi del castello degli Antonioli, poi dei Lodroni, sui precipizi del Serio, come terrapieni e muraglioni, nonchè un tozzo torrione con spaventevoli sotterranei. Attiran l'attenzione certi anelli di ferro infissi nelle rocce sovrastanti. Come osservasi nella Rocca Pagana sovra Storo e in Val Sugana. Formò già comunità con Paspardo (Pas-pard). Dunque la storia conosciuta del castello inizia il 2 gennaio 1158 giorno in cui il vescovo di Brescia infeudava Cimbergo ai fratelli Martinengo di Brescia. Nel 1288 c'è una sollevazione in valle contro Brescia, capeggiata dai potenti Federici Ghibellini. La rivolta è domata da Brescia ma ai castelli e fortilizi di valle vengono imposte pesanti tasse, a Cimbergo 200 lire imperiali. Nel 1355 il crudele e strano Bernabò Visconti di Milano provocava ribellioni dappertutto, anche in Valle Camonica, per cui ne seguiva a Bergamo l'impiccagione di 38 prigionieri di Cimbergo e Armeno. (notizia che pare un po' strana). Il 2 marzo 1378 il prete Martino Maggiorati di Erbanno peregrinò di castello in castello per tentare di mettere pace tra Guelfi e Ghibellini. Il 2 marzo 1378 a Cimbergo, probabilmente nel castello, tenne una riunione con i capiparte delle fazioni: Federici, Baroncino Nobili di Lozio, Pellegrini, Albrici, Ronchi di Breno, Baldovino da Braone ecc. Ma la riunione andò in fumo perchè Bomesio e Baroncino Nobili si opposero alla restituzione del forte del Dosso di Cemmo da poco conquistato e così si tornò alle solite violenze. Da documento del 1206 risulta che proprietario era ancora il vescovo di Brescia. Ma è doveroso fare una distinzione tra proprietari del castello e popolo di Cimbergo, e le cose non sono chiare. Nel 1336 quei di Cimbergo dovevano al vescovo per feudo annualmente unum fassum scandularum (scandole) per riparare i tetti delle sue case. E fino al 1445 il vescovo si riserva le aree cioè i luoghi dei nidi dei falchi, degli sparvieri e degli astori usati per la caccia, che educati si vendevano nella piazza del Broletto di Brescia. Gli abitanti di Cimbergo e Paspardo guadagnavano circa tremila lire all'anno vendendo tordi e merli presi dai nidi ed allevati da loro per le uccellande. A quanto pare i vescovi di allora alla caccia delle anime preferivano quella alla gustosa selvaggina. Ancora nel secolo XIV troviamo a Cimbergo gli Antonelli. Ma verso il 1288 anche il castello di Cimbergo ha cambiato padrone infatti si trova nelle mani dei potenti Federici, schierati dalla parte dell'imperatore. In quei tempi non si usava disturbare troppo i notai. Quando uno voleva un castello con annesso territorio bastava che facesse un favore all'imperatore di turno e questi gli regalava (si diceva infeudava) un castello o due, a piacere! ed il gioco era fatto. Poca spesa, tutto veloce, niente noiose anticamere dai notai. E il legittimo proprietario era sbattuto sulla strada, a volte in esilio. Così funzionava il passaggio di proprietà in quei tem
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