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CATERATTE XIMENIANE CASTELLO IDRAULICO

CATERATTE XIMENIANE CASTELLO IDRAULICO

VICOPISANO, PISA

2,554°

POSTO

15

VOTI 2018
CATERATTE XIMENIANE CASTELLO IDRAULICO
La fabbrica delle Cateratte risale al 1757, fu voluta da Francesco Stefano d’Asburgo Lorena I Granduca di Toscana e realizzata da Leonardo Ximenes, scienziato di fama, matematico, ingegnere, idraulico, astronomo, studioso attento e rispettoso della natura idrogeologica del territorio e dell’ecosistema naturale. Edificio maestoso in via dei Due Ponti a San Giovanni alla Vena, nel comune di Vicopisano, le cateratte avevano la funzione di regolare lo sfocio nel fiume Arno delle acque del lago di Bientina. Il Lago, che era il bacino naturale più esteso della Toscana, non esiste più. La sua tendenza all’impaludamento aveva già portato in epoca medicea alla costruzione di un canale artificiale per regolare l’afflusso delle sue acque nell’Arno e proprio le mutate condizioni ambientali, che avevano fatto perdere efficienza al canale, furono all’origine dell’intervento di epoca lorenese. Il lago fu poi prosciugato mediante un ulteriore intervento nel 1859, che lo ha di fatto trasformato in un nuovo canale artificiale emissario, ancora esistente e funzionante, che scorre sotto l’Arno grazie a una galleria sotterranea . L’edificio delle Cateratte, in abbandono totale dal 1990, oggi è chiuso, dimenticato e in degrado: un’offesa alla storia e alla scienza, alla memoria e all’identità del paese, nell’elenco dei beni vendibili del demanio ma tutelato dalle Belle Arti. Il piano terra della struttura contiene, alti nel buio del soffitto, ingranaggi idraulici giganteschi di legno di quercia, unica testimonianza storico-scientifica di alta ingegneria idraulica dell’epoca che rimane in Italia. Al piano di sopra si trovano cinque stanze, un appartamento ad uso del catarettaio e della sua famiglia prima e, poi, della “guardia dell’Arno” fino al ‘90. Via dei Due Ponti è la più antica e importante del paese, stretta tra il Monte Pisano e l’ Arno. Si chiama così perché passava su due canali artificiali, con relative cateratte e ponti, la Serezza e il Canale Imperiale, che convogliavano l’acqua del lago all’Arno. Una volta passaggio obbligato tra Pisa e Firenze, appare nelle mappe fin dal 1400 vicino al nome Riparotto. Le Cateratte di via dei Due Ponti sono anche l’ultima testimonianza della storia idrogeologica del territorio tra Lucca e Pisa, della bonifica del lago di Bientina alle pendici del Monte Pisano. Del lago, delle Cateratte Ximeniane e di questo capitolo così importante nella storia della bonifica toscana e dell’ingegneria idraulica, si è completamente persa memoria. Recuperare e portare alla fruizione pubblica l’edificio di Vicopisano permetterebbe di riscoprirla e di non smarrire per sempre la sua conoscenza.

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VICOPISANO, PISA

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La fabbrica delle Cateratte risale al 1757, fu voluta da Francesco Stefano d’Asburgo Lorena I Granduca di Toscana e realizzata da Leonardo Ximenes, scienziato di fama, matematico, ingegnere, idraulico, astronomo, studioso attento e rispettoso della natura idrogeologica del territorio e dell’ecosistema naturale. Edificio maestoso in via dei Due Ponti a San Giovanni alla Vena, nel comune di Vicopisano, le cateratte avevano la funzione di regolare lo sfocio nel fiume Arno delle acque del lago di Bientina. Il Lago, che era il bacino naturale più esteso della Toscana, non esiste più. La sua tendenza all’impaludamento aveva già portato in epoca medicea alla costruzione di un canale artificiale per regolare l’afflusso delle sue acque nell’Arno e proprio le mutate condizioni ambientali, che avevano fatto perdere efficienza al canale, furono all’origine dell’intervento di epoca lorenese. Il lago fu poi prosciugato mediante un ulteriore intervento nel 1859, che lo ha di fatto trasformato in un nuovo canale artificiale emissario, ancora esistente e funzionante, che scorre sotto l’Arno grazie a una galleria sotterranea . L’edificio delle Cateratte, in abbandono totale dal 1990, oggi è chiuso, dimenticato e in degrado: un’offesa alla storia e alla scienza, alla memoria e all’identità del paese, nell’elenco dei beni vendibili del demanio ma tutelato dalle Belle Arti. Il piano terra della struttura contiene, alti nel buio del soffitto, ingranaggi idraulici giganteschi di legno di quercia, unica testimonianza storico-scientifica di alta ingegneria idraulica dell’epoca che rimane in Italia. Al piano di sopra si trovano cinque stanze, un appartamento ad uso del catarettaio e della sua famiglia prima e, poi, della “guardia dell’Arno” fino al ‘90. Via dei Due Ponti è la più antica e importante del paese, stretta tra il Monte Pisano e l’ Arno. Si chiama così perché passava su due canali artificiali, con relative cateratte e ponti, la Serezza e il Canale Imperiale, che convogliavano l’acqua del lago all’Arno. Una volta passaggio obbligato tra Pisa e Firenze, appare nelle mappe fin dal 1400 vicino al nome Riparotto. Le Cateratte di via dei Due Ponti sono anche l’ultima testimonianza della storia idrogeologica del territorio tra Lucca e Pisa, della bonifica del lago di Bientina alle pendici del Monte Pisano. Del lago, delle Cateratte Ximeniane e di questo capitolo così importante nella storia della bonifica toscana e dell’ingegneria idraulica, si è completamente persa memoria. Recuperare e portare alla fruizione pubblica l’edificio di Vicopisano permetterebbe di riscoprirla e di non smarrire per sempre la sua conoscenza.
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