Iscriviti al FAI
I Luoghi del Cuore
Il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare
CHIESA DI SAN NICOLA E BORGO ADIACENTE

CHIESA DI SAN NICOLA E BORGO ADIACENTE

TARANTA PELIGNA, CHIETI

148°

POSTO

695

VOTI 2020
Condividi
CHIESA DI SAN NICOLA E BORGO ADIACENTE
Taranta Peligna, delizioso borgo d’arte, d’acqua, natura incontaminata e della lana, è un raccolto museo diffuso che può raccontare tanti luoghi inediti da valorizzare o, semplicemente, da conoscere. Sorge nella valle dell'alto corso del fiume Aventino, alle pendici della Majella orientale. Il nome Taranta, Tarantola fino al 1881, è strettamente correlato alla sua antica tradizione laniera, caratterizzata dalle Tarantole, famosi panni in lana pesante, che costituivano la produzione maggiore del paese. A Taranta venivano esaurite tutte le fasi produttive dell’industria laniera ed ogni suo abitante ne era coinvolto: dal pascolo dei greggi sulla Majella, alla tintura delle stoffe, alle frange delle coperte, al commercio del prodotto finale. Taranta e la lana sono due realtà che per secoli sono andate insieme: la fortuna del paese è ruotata da sempre attorno ai suoi lanifici che sfornavano tessuti e coperte famose in tutta Italia. Taranta aveva l’esenzione dai balzelli reali perché forniva le vele agli arsenali napoletani: nella periferia del paese, dal lato ovest, ci si imbatte inoltre, con stupore, in un piccolo quartiere di case realizzate dalla Monarchia e donate ai lavoranti della lana, le “Casette Borboniche”, proto esempio di architettura popolare e d’emergenza, fatte costruire per un sisma prima dell’avvento del regno d’Italia. La centralità della lavorazione della lana per la città portò allo sviluppo del culto di San Biagio, protettore dei lanari, e la costruzione della chiesa ad esso dedicata del XVI secolo, della quale oggi rimangono ruderi, portone ligneo e portale, bellissimi e suggestivi al centro del paese Il borgo antico, risalente all’età longobarda, era situato su una rupe, a stapiombo sulla Valle del fiume Aventino: un castello di cui sono ancora leggibili alcuni tratti di muratura di età medievale. Il sito del Castello venne infatti parzialmente occupato dalla Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari che domina dall’alto un vasto panorama di rara bellezza. Per accedere all’edificio sacro si sale per una scalinata a doppia rampa. Nella facciata, tripartita da lesene, si può ammirare l’artistico portale della fine del Cinquecento, sormontato da un timpano triangolare spezzato. I battenti in bronzo sono opera recente dello scultore Santeusanio. Al di sopra del portale si apre una finestra rettangolare; il coronamento della facciata, ad arco ribassato, è formato da una cornice di coppi. Sulla destra, in alto, è collocato l’orologio. Pure interessante è il campanile, che si affianca alla Chiesa nella parte posteriore: diviso in due parti da un marcapiano, ha la cella campanaria aperta sui quattro lati da archi a tutto sesto. Nell’interno si trovano alcune opere d’arte degne di osservazione: tra esse, un quadro del Seicento con l’Assunta e i Santi Nicola, Donato, Biagio e Ubaldo e un Crocifisso su tavola, del Quattrocento, attribuito ad Antoniazzo di Romano. Secondo una leggenda locale, questo Crocifisso sarebbe stato trovato da un agricoltore che, insospettito dall’improvvisa sosta dei suoi buoi nel campo, aveva scavato nel terreno fino a recuperare l’oggetto sacro.

Gallery

Scheda completa al 100%
Arricchisci o modifica questa scheda

Esiste già una scheda per questo luogo?
Segnalaci se questa scheda è un duplicato.

I contenuti di questa scheda sono generati dagli utenti e non riflettono un giudizio del FAI sul luogo.
Il FAI non è responsabile dell’eventuale violazione di copyright delle immagini pubblicate.
Contenuti impropri e utilizzi non corretti delle immagini possono essere segnalati a: iluoghidelcuore@fondoambiente.it.

Materiali di raccolta voti

Aiuta il tuo luogo del cuore a scalare la classifica: invita i tuoi amici e conoscenti a votarlo e raccogli tu stesso i voti. Il tuo gesto può fare la differenza. Scarica i materiali personalizzati, attiva i tuoi contatti e coinvolgi il tuo territorio: più numerosi saranno i voti, più il FAI riuscirà a portare questo luogo all’attenzione locale e nazionale. Comincia ora!
Questo luogo è stato votato anche nel:
Censimento 2018

13,701° Posto

6 Voti
Censimento 2016

13,852° Posto

4 Voti
Censimento 2012

5,264° Posto

3 Voti
Censimento 2010

521° Posto

14 Voti

Vota altri luoghi vicini

2,664°
32 voti

Borgo

MORGIA DEL CASTELLO

TARANTA PELIGNA, CHIETI

12,112°
6 voti

Area naturale

FONTE DELLA NOCE

LETTOPALENA, CHIETI

Vota altri luoghi simili

14,750 voti

Palazzo storico, dimora storica

CASTELLO E PARCO DI SAMMEZZANO

REGGELLO, FIRENZE

10,660 voti

Ponte

PONTE DELL'ACQUEDOTTO

GRAVINA IN PUGLIA, BARI

7,825 voti

Area naturale

CIRCUMARPICCOLO, STORIA DI UNA STRADA DIMENTICATA

TARANTO

Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati

CHIESA DI SAN NICOLA E BORGO ADIACENTE

TARANTA PELIGNA, CHIETI

Condividi
CHIESA DI SAN NICOLA E BORGO ADIACENTE
Taranta Peligna, delizioso borgo d’arte, d’acqua, natura incontaminata e della lana, è un raccolto museo diffuso che può raccontare tanti luoghi inediti da valorizzare o, semplicemente, da conoscere. Sorge nella valle dell'alto corso del fiume Aventino, alle pendici della Majella orientale. Il nome Taranta, Tarantola fino al 1881, è strettamente correlato alla sua antica tradizione laniera, caratterizzata dalle Tarantole, famosi panni in lana pesante, che costituivano la produzione maggiore del paese. A Taranta venivano esaurite tutte le fasi produttive dell’industria laniera ed ogni suo abitante ne era coinvolto: dal pascolo dei greggi sulla Majella, alla tintura delle stoffe, alle frange delle coperte, al commercio del prodotto finale. Taranta e la lana sono due realtà che per secoli sono andate insieme: la fortuna del paese è ruotata da sempre attorno ai suoi lanifici che sfornavano tessuti e coperte famose in tutta Italia. Taranta aveva l’esenzione dai balzelli reali perché forniva le vele agli arsenali napoletani: nella periferia del paese, dal lato ovest, ci si imbatte inoltre, con stupore, in un piccolo quartiere di case realizzate dalla Monarchia e donate ai lavoranti della lana, le “Casette Borboniche”, proto esempio di architettura popolare e d’emergenza, fatte costruire per un sisma prima dell’avvento del regno d’Italia. La centralità della lavorazione della lana per la città portò allo sviluppo del culto di San Biagio, protettore dei lanari, e la costruzione della chiesa ad esso dedicata del XVI secolo, della quale oggi rimangono ruderi, portone ligneo e portale, bellissimi e suggestivi al centro del paese Il borgo antico, risalente all’età longobarda, era situato su una rupe, a stapiombo sulla Valle del fiume Aventino: un castello di cui sono ancora leggibili alcuni tratti di muratura di età medievale. Il sito del Castello venne infatti parzialmente occupato dalla Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari che domina dall’alto un vasto panorama di rara bellezza. Per accedere all’edificio sacro si sale per una scalinata a doppia rampa. Nella facciata, tripartita da lesene, si può ammirare l’artistico portale della fine del Cinquecento, sormontato da un timpano triangolare spezzato. I battenti in bronzo sono opera recente dello scultore Santeusanio. Al di sopra del portale si apre una finestra rettangolare; il coronamento della facciata, ad arco ribassato, è formato da una cornice di coppi. Sulla destra, in alto, è collocato l’orologio. Pure interessante è il campanile, che si affianca alla Chiesa nella parte posteriore: diviso in due parti da un marcapiano, ha la cella campanaria aperta sui quattro lati da archi a tutto sesto. Nell’interno si trovano alcune opere d’arte degne di osservazione: tra esse, un quadro del Seicento con l’Assunta e i Santi Nicola, Donato, Biagio e Ubaldo e un Crocifisso su tavola, del Quattrocento, attribuito ad Antoniazzo di Romano. Secondo una leggenda locale, questo Crocifisso sarebbe stato trovato da un agricoltore che, insospettito dall’improvvisa sosta dei suoi buoi nel campo, aveva scavato nel terreno fino a recuperare l’oggetto sacro.
Campagne in corso in questo luogo
Storico campagne in questo luogo
I Luoghi del Cuore
2010, 2012, 2016, 2018
Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati

Regalati 365 giorni di arte e cultura nell'Italia più bella, risparmiando.

Scopri tutte le convenzioni riservate agli iscritti

Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te