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Giornate FAI d'Autunno
16 - 17 ottobre
CHIESA DI SAN SERAFINO

CHIESA DI SAN SERAFINO

MONTEGRANARO, FERMO

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CHIESA DI SAN SERAFINO

Apertura a cura di

Gruppo Giovani FAI Fermo

Orario

Sabato: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 18:00

Domenica: 00:00 - 00:00 / 15:00 - 18:00

Note per la visita

A CURA DI Gruppo Giovani FAI Fermo

La chiesa, intitolata al santo montegranarese (Felice Piampiani 1540-1604) poco fuori dalle mura urbiche, sorge nella stesso luogo dove esisteva la chiesetta di S. Margherita, annessa al convento cappuccino, che venne appositamente demolita il 17 settembre 1774 per potervi costruire l'attuale edificio.

I lavori iniziarono nel 1774 e si protrassero per due anni: la chiesa venne aperta al pubblico con solenni cerimonie nel maggio del 1777.

La facciata ,semplice e sobria, é arricchita da uno spazioso nartece ad archi a tutto sesto e culmina con un timpano, dovuto alla copertura a capanna dell'edificio. Lateralmente sono evidenti pesanti contrafforti che rimarcano tutta la struttura. Addossato al lato destro della chiesa, sorge il convento, oggi adibito a residence per anziani, che tuttora mostra al suo interno un bellissimo chiostro. L'interno, a pianta longitudinale, e' a navata unica con quattro cappelle laterali corredate da notevoli altari in radica di noce finemente intagliata. Alternate alle cappelle, sono presenti sei nicchie contenenti statue in stucco raffiguranti, nell'ordine, S. Felice di Cantalice, S. Felice da Samaringa, S. Carlo Borromeo, Sant'Emidio Vescovo, San Giuseppe da Leonessa e S. Bernardo da Offida. Lungo le pareti della navata sono disposte le quattordici stazioni della "Via Crucis", dipinti di scuola italiana del sec. XVIII. Il presbiterio, rialzato e sormontato da un arco a tutto sesto, mostra l'altare maggiore, di notevoli dimensioni e anch'esso in radica di noce, affiancato da due pregevoli armadi che si fronteggiano con al centro due grandi tele del sec. XVIII raffiguranti la “Nativita' di Gesù” e la “Natività della Vergine” All'interno di detti armadi sono custoditi numerosi reliquiari. L'altare maggiore e' una grande struttura lignea fiancheggiata da colonne binate con capitello corinzio; in alto corre una trabeazione con timpano curvilineo e fregio culminante con un medaglione sorretto da due angeli fiancheggiato da due grandi vasi portapalme. La pala raffigura “ La Vergine Immacolata e S. Serafino" , opera del pittore Luigi Fontana (Monte San Pietrangeli, 1827-1908). Al centro della mensa si erge un grande tabernacolo a tempietto in legni pregiati con ricchi intagli e intarsi. La prima cappella, vicino all'ingresso é in ricordo del primo convento dei cappuccini edificato dove precedentemente si trovava il monastero di S. Margherita, ospita due quadri, quello centrale attribuito a F. Ricci (Fermo 1715-1743) con "S. Anna e S. Gioacchino", l'altro rappresenta "S. Lorenzo Martire” del sec. XVII. Nella seconda cappella vi sono due quadri, la "Morte di S. Giuseppe" attribuito a F. Ricci, l'altro del sec. XVIII "L'ultima Cena" di ignoto autore. Nella terza cappella al centro dell'altare "L' Assunzione della Vergine e S. Vescovo Orante" risalente al XVIII opera attribuita a F. Ricci. La quarta cappella é dedicata ai caduti di tutte le guerre e all'interno vi é un quadro rappresentante "SS. Crocifisso con Martiri Francescani" del 1739 di Filippo Ricci, da Fermo (1715-1793).

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

San Serafino da Montegranaro (Montegranaro, 1540 – Ascoli Piceno, 12 ottobre 1604) è stato un frate cappuccino nato da un famiglia povera, e fino a 16 anni lavorava come custode di gregge. Poi decise di seguire la sua vocazione nata ascoltando la figlia del padrone che leggeva ad alta voce le storie sacre, ed entrò in convento. Fu accolto come fratello laico nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini di Jesi, ma pur dimostrando doti di bontà ed umiltà, non riusciva a legare con i confratelli tanto che i superiori continuavano a spostarlo da un convento all'altro delle Marche. Trovò la sua destinazione ad Ascoli Piceno dove fu accolto con amore dai cittadini, che visitava continuamente come monaco questuante dispensando consigli e parole buone a tutti. Alla sua morte, le spoglie vennero conservate nella chiesa del convento dei frati cappuccini di Ascoli Piceno, divenuto santuario a lui dedicato. Fu beatificato da papa Benedetto XIII nel 1729 e venne canonizzato da papa Clemente XIII il 16 luglio 1767.

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