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CHIESETTA DI SANTA MARIA DI BAGNOLO

CHIESETTA DI SANTA MARIA DI BAGNOLO

MANDURIA, TARANTO

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CHIESETTA DI SANTA MARIA DI BAGNOLO
La chiesa di Santa Maria di Bagnolo, ubicata a 3 km. da Manduria e a 2 da Uggiano Montefusco, sua frazione, probabilmente fu costruita con il monastero nel X o XI sec., come attesta G. Pacelli, storico locale del XVIII sec., da alcuni monaci greci o italo- greci, costituendo così il primo nucleo del Casale omonimo. Oggi non ci sono tracce né di questo né del monastero. Rimane solo la chiesa intorno alla quale sono stati rinvenuti frammenti di tegole, di embrici di copertura di abitazioni, frammenti di ceramica a vernice nera, rossa sigillata e grigia risalenti ad epoca ellenistico- romana, il che fa pensare che il sito sia stato almeno frequentato in età più antica, nonché ceramica dipinta ed invetriata di epoca medievale. La chiesetta, ubicata su una lieve altura è a pianta rettangolare, ad una sola navata ed è orientata Est-Ovest. La struttura architettonica esterna, forse rifatta dopo il terremoto del 1743, si presenta con contrafforti angolari e sei arcate al di sopra delle quali vi sono quattro finestroni rettangolari. Al di sotto di quelli soprastanti posteriori due monofore strombate di tipo romanico sono di particolare interesse in quanto molto probabilmente facevano parte della chiesa più antica. La monofora a destra presenta una doppia strombatura, una esterna alla chiesa ed una interna, grazie alla quale è possibile individuare una doppia struttura muraria una esterna più antica ed una interna successiva. Anche nello stretto corridoio che porta sulla scala della terrazza si può individuare una parte del muro della chiesa più antica, sul quale compare una lunetta cieca incavata nel muro, elemento spesso presente nelle chiese in stile romanico. Particolare è il frontespizio, dato da due contrafforti angolari che nascondono il timpano triangolare della chiesa più antica, così come è particolare la collocazione in alto a sinistra del campanile “a vela” scolpito con un motivo ad “X” in rilievo. Le strutture murarie in carparo, le due monofore e la lunetta cieca fanno supporre che la chiesa più antica sia stata in stile romanico e forse anche a più navate, ridimensionata ad una sola probabilmente agli inizi del XVI sec. quando l iniziò la decadenza del monastero e del casale, per subire poi ulteriori rifacimenti in seguito al terremoto del 1743. L’interno della chiesa è a pianta rettangolare, ad una sola navata, con due volte, quella del vano altare a croce e l’altra a crociera. Sullo sfondo è parzialmente conservato l’altare settecentesco sovrastato da una cornice che conteneva una tela dipinta raffigurante la Madonna delle Grazie con il Bambino Gesù trafugata anni fa. A sinistra della nicchia centrale si conserva una cornice che racchiude un affresco raffigurante Sant’Eligio, protettore di bovini ed equini riprodotti ai suoi piedi. Lì dove è stato demolito l’altare settecentesco è venuta fuori la parete più antica, affrescata, su cui doveva poggiare il vecchio altare. Di tale affresco si conserva la parte centrale costituita dalla deposizione di Gesù. Nella parte inferiore, nel rettangolo centrale, un affresco lascia intravedere il Bambino Gesù in grembo alla Madonna. Cinque affreschi, databili probabilmente al XVI sec., come indicano alcuni numeri romani, ricoprivano le pareti laterali e raffiguravano tutti la Madonna con il Bambino, purtroppo sono tutti piuttosto rovinati, solo uno è leggibile e di pregevole fattura. Oggi la chiesa è in condizioni estremamente precarie, però rappresenta una testimonianza particolarmente importante per le comunità di Manduria ed Uggiano Montefusco, quella della vita dei Casali, fase storica non trascurabile per questa zona e per questo motivo “luogo del cuore” che si vuole recuperare e conservare.

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La chiesa di Santa Maria di Bagnolo, ubicata a 3 km. da Manduria e a 2 da Uggiano Montefusco, sua frazione, probabilmente fu costruita con il monastero nel X o XI sec., come attesta G. Pacelli, storico locale del XVIII sec., da alcuni monaci greci o italo- greci, costituendo così il primo nucleo del Casale omonimo. Oggi non ci sono tracce né di questo né del monastero. Rimane solo la chiesa intorno alla quale sono stati rinvenuti frammenti di tegole, di embrici di copertura di abitazioni, frammenti di ceramica a vernice nera, rossa sigillata e grigia risalenti ad epoca ellenistico- romana, il che fa pensare che il sito sia stato almeno frequentato in età più antica, nonché ceramica dipinta ed invetriata di epoca medievale. La chiesetta, ubicata su una lieve altura è a pianta rettangolare, ad una sola navata ed è orientata Est-Ovest. La struttura architettonica esterna, forse rifatta dopo il terremoto del 1743, si presenta con contrafforti angolari e sei arcate al di sopra delle quali vi sono quattro finestroni rettangolari. Al di sotto di quelli soprastanti posteriori due monofore strombate di tipo romanico sono di particolare interesse in quanto molto probabilmente facevano parte della chiesa più antica. La monofora a destra presenta una doppia strombatura, una esterna alla chiesa ed una interna, grazie alla quale è possibile individuare una doppia struttura muraria una esterna più antica ed una interna successiva. Anche nello stretto corridoio che porta sulla scala della terrazza si può individuare una parte del muro della chiesa più antica, sul quale compare una lunetta cieca incavata nel muro, elemento spesso presente nelle chiese in stile romanico. Particolare è il frontespizio, dato da due contrafforti angolari che nascondono il timpano triangolare della chiesa più antica, così come è particolare la collocazione in alto a sinistra del campanile “a vela” scolpito con un motivo ad “X” in rilievo. Le strutture murarie in carparo, le due monofore e la lunetta cieca fanno supporre che la chiesa più antica sia stata in stile romanico e forse anche a più navate, ridimensionata ad una sola probabilmente agli inizi del XVI sec. quando l iniziò la decadenza del monastero e del casale, per subire poi ulteriori rifacimenti in seguito al terremoto del 1743. L’interno della chiesa è a pianta rettangolare, ad una sola navata, con due volte, quella del vano altare a croce e l’altra a crociera. Sullo sfondo è parzialmente conservato l’altare settecentesco sovrastato da una cornice che conteneva una tela dipinta raffigurante la Madonna delle Grazie con il Bambino Gesù trafugata anni fa. A sinistra della nicchia centrale si conserva una cornice che racchiude un affresco raffigurante Sant’Eligio, protettore di bovini ed equini riprodotti ai suoi piedi. Lì dove è stato demolito l’altare settecentesco è venuta fuori la parete più antica, affrescata, su cui doveva poggiare il vecchio altare. Di tale affresco si conserva la parte centrale costituita dalla deposizione di Gesù. Nella parte inferiore, nel rettangolo centrale, un affresco lascia intravedere il Bambino Gesù in grembo alla Madonna. Cinque affreschi, databili probabilmente al XVI sec., come indicano alcuni numeri romani, ricoprivano le pareti laterali e raffiguravano tutti la Madonna con il Bambino, purtroppo sono tutti piuttosto rovinati, solo uno è leggibile e di pregevole fattura. Oggi la chiesa è in condizioni estremamente precarie, però rappresenta una testimonianza particolarmente importante per le comunità di Manduria ed Uggiano Montefusco, quella della vita dei Casali, fase storica non trascurabile per questa zona e per questo motivo “luogo del cuore” che si vuole recuperare e conservare.
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