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16 - 17 ottobre
CONVENTO DI S. SERAFINO DA MONTEGRANARO

CONVENTO DI S. SERAFINO DA MONTEGRANARO

ASCOLI PICENO

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CONVENTO DI S. SERAFINO DA MONTEGRANARO

Apertura a cura di

Delegazione FAI di Ascoli Piceno

Orario

Sabato: 10:00 - 11:30 / 15:00 - 16:30

Domenica: 10:00 - 11:30 / 15:00 - 16:30

Note per la visita

A CURA DI Delegazione FAI di Ascoli Piceno

Il complesso dei Cappuccini ad Ascoli Piceno sorge fuori le mura civiche, oltrepassato il Ponte romano di Solestà Secondo un'antica tradizione locale la chiesa, originariamente dedicata a Santa Maria in Solestà, sarebbe stata edificata nel III secolo da Sant'Emidio sulle rovine del tempio del dio Sole, chiamato solestano o solestatio (cioè statio solis). La dedicazione a Santa Maria in Solestà forse serviva idealmente a collegare l'epoca pagana con la cristiana. Il Marcucci, storico locale della fine del Settecento, conferma che sotto l'episcopato di Justolfo tra la fine dell'VIII e l'inizio del IX secolo, sorgeva in quel luogo un monastero benedettino-farfense. Nel 1165 fonti documentarie assicurano che la chiesa esisteva e che era di proprietà comunale. Nel 1349 era affidata ai Minori Osservanti, i quali vi tenevano annesso un ospitale. Verso la fine del Quattrocento vi furono stampati per commissione comunale i famosi Statuti di Ascoli. Nel 1569 arrivarono in città i frati Cappuccini, che erano già presenti nella zona di Lisciano (Eremo di Santa Maria Maddalena, presso il Colle San Marco). L'Ordine era nato nel 1552 nella vicina Camerino dalla dissociazione del grande ordine minoritico degli Osservanti. " I Cappuccini sono l'ultima, importante manifestazione di questa salutar inquietudine che di volta in volta scuote dal sonno, dalla pigrizia, l'Ordine francescano… sono nati nelle Marche, come, stando ai limiti strettamente geografici, gli Osservanti e gli Spirituali. Le Marche sono una seconda patria del francescanesimo, ma nessuna regione d'Italia ha recepito il francescanesimo, ha sofferto per esso, come questa buona terra picena." (G. Pagnani, San Francesco d'Assisi, Ascoli Piceno).

Insediatisi a Santa Maria in Solestà, i Cappuccini tentarono di distruggere il convento benedettino, non adatto ai loro gusti perché troppo arioso e leggiadro, non consono ad uno stile eremitico. Poi invece, davanti alle proteste della città, salvarono alcune parti con volte maestose, stupendi angoli rinascimentali, oltre ad un piccolo chiostro quattrocentesco recentemente restaurato, con logge aperte per tre lati a due ordini, con archi a pieno centro sostenuti da colonne di travertino sollevate su muriccioli e sparse di lacerti romani. Un bel pozzo con la vera rotonda si apre da una parte. Altri lavori di restauro e consolidamento hanno portato alla luce reperti di fondamenta antiche e di una via sotterranea di fuga che arrivava fino al Tronto, inoltre un pozzo e una vasca usati dalla corporazione dei Tintores nel Medioevo. Un interessante itinerario attrezzato di grotte, di cantine, di passaggi segreti, di vie di fuga ci accompagna nelle voragini del convento, sin quasi all'acqua del fiume. Nel 1767 la chiesa venne completamente ricostruita, assumendo la struttura attuale, una facciata il cui slancio ascensionale è appesantito da un grande portico, retto da pilastroni binati congiunti da archi a tutto sesto. La chiesa fu dedicata a San Serafino da Montegranaro, frate laico vissuto a lungo nel convento di Ascoli. Si conserva ancora integra la cella dove egli morì nel 1604, un ambiente estremamente semplice e mistico, disadorno, francescano. Notevole il ritratto del Santo, olio su tela cm.78x58, opera pregevolissima di Pietro Gaia, pittore e orafo nato ad Ascoli nel 1570 da genitori orafi veneziani. La tela raffigura il Santo a mezza figura quasi di prospetto, con la barba scura, il capo completamente calvo che stringe nella mano un piccolo crocifisso e con l'altra mano lo indica; il volto è espressivo e sereno, gli occhi accennano un sorriso. La scritta in alto recita “VERA EFFIGIES F(ratris) SERAPHINI A M(on)TE GRANARIO” e sul lato sinistro in basso “ex voto”. La scritta pone l'interrogativo se il ritratto sia stato dedicato dal pittore Pietro Gaia al Santo per grazia ricevuta: nel processo di canonizzazione si parla, infatti, della guarigione miracolosa operata da Serafino nei confronti del pittore Gaia. Se così è veramente, possiamo pensare che il dipinto sia un vero ritratto eseguito in vita del Santo o subito dopo la morte (1604), poiché Serafino divenne subito oggetto di venerazione; l'alone che circonda il capo del Santo farebbe pensare ad un'avvenuta beatificazione, ma la scritta che parla di frater sarebbe errata, perché Serafino dopo la canonizzazione del 1611 acquisì il titolo di Servus Dei, lasciando quello di frater. Datiamo quindi questo ritratto prima del 1611, il più antico ritratto del Santo e sicuramente somigliante, data la conoscenza personale che lo legò al pittore. Notare la tonaca piena di pezze, in rispetto alla povertà francescana. Nell'urna sotto l'altare della chiesa a lui dedicata riposano le sue ceneri. Fu dichiarato Beato da Benedetto XIII il 16 luglio1763. Nel 1902, il padre provinciale, Serafino Gavasci, prolungò l'abside per dare alla chiesa un aspetto più solenne e sistemarvi il coro dei frati. Poco tempo dopo arrivò nel convento il pittore Augusto Mussini, che diventerà Fra' Paolo e affrescherà meravigliosamente tutta la chiesa con le storie di San Serafino. L'interno è ad una sola navata con cappelle laterali, il presbiterio è coperto dagli affreschi di Fra' Paolo, tra le ultime opere eseguite di pittura murale religiosa del secolo scorso.

Il meraviglioso ciclo pittorico di Fra' Paolo (iniziato nel dicembre 1903 e completato, dopo varie interruzioni, nel 1915), si dispiega nel presbiterio, con scene dipinte dall'arco trionfale a tutte le pareti laterali, quella di fondo e il soffitto voltato. Le scene principali della vita del Santo sono disposte in quattro quadri laterali immersi in cornici riccamente dipinte, arricchite di decori liberty che coprono le intere superfici, con medaglioni a figure simboliche in monocromo, molto intriganti, alternate a figurazioni femminili fluide ed eteree e a ritratti di Santi dell'Ordine dei Cappuccini, in cui il realismo si fa evidente e violento. Le note più caratteristiche dell'arte religiosa del Mussini sono: “originalità di concezione, fantasia poetica, potenza di colore e un soffio di vigoroso realismo” (A. Rodilossi,”Ascoli Piceno, città d'arte” pag.159). I quadri delle storie, policromi, si aprono con la “Vocazione di San Serafino” seguito dal “Santo in giardino” e sulla parete laterale destra dell'abside c'è “Il miracolo dei cavoli”. Il ciclo si chiude con “La Morte” collocata di fronte al primo quadro rappresentante la vocazione. Le quattro allegorie affrescate sulle volte a crociera rappresentano San Serafino tra le personificazioni delle quattro virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Nelle lesene dell'abside e sui muri della chiesa, Mussini eseguì in pannelli rettangolari alcuni Santi e Beati dell'Ordine dei Cappuccini e dei Francescani. Nei moderni altari delle cappelle laterali ci solo le pale: “San Francesco riceve le stimmate”, “L'immacolata”, “La pietà” e il “Sacro cuore di Gesù” eseguite nel 1944, spatola su legno, dal pittore Oscar Marziali (1896-1987).

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

La visita ci permette di conoscere la spiritualità dell'ultima delle tre famiglie autonome di San Francesco, l'Ordo fratrum minorum capucinorum. La congregazione dei “ frati minori della vita eremitica” ottenne da Clemente VII di indossare il saio con cappuccio e di vivere in rigida povertà predicando la penitenza: la semplicità e la molteplicità degli spazi esplicitano i modi del vivere quotidiano e del lavoro come preghiera; gli ambienti, i dipinti, gli oggetti coinvolgono il visitatore permettendo un momento di riflessione inaspettato.

Testo scritto da Delegazione FAI di Ascoli Piceno

LUOGO SOLITAMENTE CHIUSO

Luogo solitamente chiuso al pubblico perché di proprietà privata

Visite a cura di

Visite a cura di: Gruppo Fai Giovani

Gallery

San Serafino da Montegranaro, CONVENTO DI S. SERAFINO DA MONTEGRANARO, ASCOLI PICENO (AP )
San Serafino da Montegranaro, CONVENTO DI S. SERAFINO DA MONTEGRANARO, ASCOLI PICENO (AP )
San Serafino da Montegranaro, CONVENTO DI S. SERAFINO DA MONTEGRANARO, ASCOLI PICENO (AP )

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