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CRIPTA DI SAN MARCO DEI SABARIANI E CHIESA DI SANTA TERESA

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BENEVENTO

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CRIPTA DI SAN MARCO DEI SABARIANI E CHIESA DI SANTA TERESA
La cripta di San Marco dei Sabariani, a Benevento, è una cripta con affreschi di età longobarda che necessitano di un urgente restauro. Essa è quanto rimane di una chiesa medievale che, secondo la tradizione, custodiva le spoglie di San Marco vescovo di Eca. Dalla fine del XIII secolo in poi, essa fu sottoposta al patronato della nobile famiglia Sabariani, che eressero il loro palazzo proprio di fronte. Questi erano una famiglia provenzale, arrivata in Italia al seguito di Carlo d'Angiò, e che contribuì alla sconfitta di Manfredi di Svevia proprio a Benevento nel 1266. Nel corso dei secoli, i Sabariani investirono cospicue somme per il mantenimento dell'edificio sacro e per dotarlo di notevoli opere d'arte. L'edificio crollò a causa di un forte terremoto nel 1688. Il vano sotterraneo, già sepoltura della famiglia Sabariani, fu rinvenuto casualmente nel 2007 in una piazzetta. Gli affreschi di scuola beneventana, dell'VIII o IX secolo, sono dislocati su più parti delle pareti. Fra questi è particolarmente notevole una figura di santo, rappresentato disteso; e poi un gruppo di personaggi ed una fanciulla avvolta in bende, più antichi. Le testimonianze di pittura longobarda a Benevento, già capitale di un potente ducato che dominava l'Italia meridionale, sono estremamente rare, e allo stesso tempo di grande importanza: oltre che nella cripta di San Marco, se ne conservano solo nella chiesa di Santa Sofia e nella pseudocripta del Duomo. Nonostante l'eccezionalità del ritrovamento e l'entusiasmo iniziale, la cripta fu abbandonata quasi subito dopo i lavori di scavo. Soltanto 4 anni dopo è stata installata una copertura, mentre gli affreschi non sono mai stati adeguatamente restaurati né resi accessibili al pubblico nonostante le denunce da parte di varie associazioni; e adesso si stanno sgretolando, come a dicembre 2015 ha fatto sapere la Soprintendenza belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento. Non sono ancora distrutti, ma un'operazione per il loro salvataggio è estremamente urgente. Alle spalle della cripta di San Marco sorge la spaziosa chiesa settecentesca di Santa Teresa, con pianta a croce latina. All'inizio era chiesa conventuale dei Carmelitani scalzi; nel 1900, dopo varie vicissitudini, vi furono trasferite le funzioni della parrocchia di San Marco dei Sabariani. Della chiesa di San Marco condivide parzialmente il destino: fu danneggiata dal il terremoto del 1980 e successivamente chiusa; ma è ancora sostanzialmente integra. Durante questo periodo di abbandono è stata rubata l'artistica tela della Sacra Famiglia, opera del napoletano Fedele Fischetti del 1763, posta sopra l'altare maggiore. Della chiesa spiccano i 5 altari marmorei policromi di pregevole esecuzione; particolare attenzione merita il maestoso altare maggiore, opera forse di Giovanni Raguzzini. L'Università degli Studi del Sannio detiene il possesso della struttura dal 2002, ma essa è rimasta sempre chiusa al pubblico, salvo un'apertura straordinaria nel 2015 per le Giornate di Primavera FAI. La delegazione FAI di Benevento promuove il recupero di entrambe le strutture.

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La cripta di San Marco dei Sabariani, a Benevento, è una cripta con affreschi di età longobarda che necessitano di un urgente restauro. Essa è quanto rimane di una chiesa medievale che, secondo la tradizione, custodiva le spoglie di San Marco vescovo di Eca. Dalla fine del XIII secolo in poi, essa fu sottoposta al patronato della nobile famiglia Sabariani, che eressero il loro palazzo proprio di fronte. Questi erano una famiglia provenzale, arrivata in Italia al seguito di Carlo d'Angiò, e che contribuì alla sconfitta di Manfredi di Svevia proprio a Benevento nel 1266. Nel corso dei secoli, i Sabariani investirono cospicue somme per il mantenimento dell'edificio sacro e per dotarlo di notevoli opere d'arte. L'edificio crollò a causa di un forte terremoto nel 1688. Il vano sotterraneo, già sepoltura della famiglia Sabariani, fu rinvenuto casualmente nel 2007 in una piazzetta. Gli affreschi di scuola beneventana, dell'VIII o IX secolo, sono dislocati su più parti delle pareti. Fra questi è particolarmente notevole una figura di santo, rappresentato disteso; e poi un gruppo di personaggi ed una fanciulla avvolta in bende, più antichi. Le testimonianze di pittura longobarda a Benevento, già capitale di un potente ducato che dominava l'Italia meridionale, sono estremamente rare, e allo stesso tempo di grande importanza: oltre che nella cripta di San Marco, se ne conservano solo nella chiesa di Santa Sofia e nella pseudocripta del Duomo. Nonostante l'eccezionalità del ritrovamento e l'entusiasmo iniziale, la cripta fu abbandonata quasi subito dopo i lavori di scavo. Soltanto 4 anni dopo è stata installata una copertura, mentre gli affreschi non sono mai stati adeguatamente restaurati né resi accessibili al pubblico nonostante le denunce da parte di varie associazioni; e adesso si stanno sgretolando, come a dicembre 2015 ha fatto sapere la Soprintendenza belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento. Non sono ancora distrutti, ma un'operazione per il loro salvataggio è estremamente urgente. Alle spalle della cripta di San Marco sorge la spaziosa chiesa settecentesca di Santa Teresa, con pianta a croce latina. All'inizio era chiesa conventuale dei Carmelitani scalzi; nel 1900, dopo varie vicissitudini, vi furono trasferite le funzioni della parrocchia di San Marco dei Sabariani. Della chiesa di San Marco condivide parzialmente il destino: fu danneggiata dal il terremoto del 1980 e successivamente chiusa; ma è ancora sostanzialmente integra. Durante questo periodo di abbandono è stata rubata l'artistica tela della Sacra Famiglia, opera del napoletano Fedele Fischetti del 1763, posta sopra l'altare maggiore. Della chiesa spiccano i 5 altari marmorei policromi di pregevole esecuzione; particolare attenzione merita il maestoso altare maggiore, opera forse di Giovanni Raguzzini. L'Università degli Studi del Sannio detiene il possesso della struttura dal 2002, ma essa è rimasta sempre chiusa al pubblico, salvo un'apertura straordinaria nel 2015 per le Giornate di Primavera FAI. La delegazione FAI di Benevento promuove il recupero di entrambe le strutture.

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