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COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN MICHELE IN BOSCO

COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN MICHELE IN BOSCO

BOLOGNA

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COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN MICHELE IN BOSCO
Il Complesso, che sorge su di un colle che domina la città, nel corso dei secoli ha avuto un ruolo centrale nella vita religiosa, civile ed artistica di Bologna. La sua presenza è attestata sin dall’età longobarda, ma nel 1364 Papa Urbano V affida la cura dei luoghi ai monaci benedettini Olivetani che vi rimangono fino al 1797. I monaci eressero una prima grande chiesa nel corso del 1400 per poi ampliarla nuovamente nel 1500. L’ideazione progettuale del complesso è da attribuirsi all’architetto Biagio Rossetti (1447-1516). Presenza importante che ha lasciato la sua firma è anche quella di Baldassarre Peruzzi (1481-1536). L’importanza storica ed il grande sviluppo della comunità olivetana nel sito è rappresentata certamente da alcuni luoghi significativi come l’imponente corridoio (ben 162 metri di lunghezza denominato anche “Manica lunga”) con l’effetto ottico del “Cannocchiale”, la Biblioteca che conserva una eccezionale raccolta di antichi volumi e stupendi affreschi, il chiostro ottagonale detto “de i Carracci” per gli interventi pittorici di Ludovico e allievi tra i quali Guido Reni, e il refettorio realizzato da Giorgio Vasari. Nel 1880, grazie al lascito dell’illustre ortopedico Francesco Rizzoli, fu avviata la trasformazione dell’antico complesso in Istituto Ortopedico, ancora oggi presente e che è riconosciuto di rilevanza internazionale.

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Il Complesso, che sorge su di un colle che domina la città, nel corso dei secoli ha avuto un ruolo centrale nella vita religiosa, civile ed artistica di Bologna. La sua presenza è attestata sin dall’età longobarda, ma nel 1364 Papa Urbano V affida la cura dei luoghi ai monaci benedettini Olivetani che vi rimangono fino al 1797. I monaci eressero una prima grande chiesa nel corso del 1400 per poi ampliarla nuovamente nel 1500. L’ideazione progettuale del complesso è da attribuirsi all’architetto Biagio Rossetti (1447-1516). Presenza importante che ha lasciato la sua firma è anche quella di Baldassarre Peruzzi (1481-1536). L’importanza storica ed il grande sviluppo della comunità olivetana nel sito è rappresentata certamente da alcuni luoghi significativi come l’imponente corridoio (ben 162 metri di lunghezza denominato anche “Manica lunga”) con l’effetto ottico del “Cannocchiale”, la Biblioteca che conserva una eccezionale raccolta di antichi volumi e stupendi affreschi, il chiostro ottagonale detto “de i Carracci” per gli interventi pittorici di Ludovico e allievi tra i quali Guido Reni, e il refettorio realizzato da Giorgio Vasari. Nel 1880, grazie al lascito dell’illustre ortopedico Francesco Rizzoli, fu avviata la trasformazione dell’antico complesso in Istituto Ortopedico, ancora oggi presente e che è riconosciuto di rilevanza internazionale.
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