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FORUM NOVUM

TORRI IN SABINA, RIETI

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FORUM NOVUM
Forum Novum (successivamente chiamato Vescovìo) fu un centro mercantile di epoca romana situato nell'attuale comune di Torri in Sabina. Il luogo sorse in prossimità dell'incrocio di due strade secondarie che lo collegavano alla via Flaminia e alla Salaria, fu edificato su di terrazzo alluvionale quasi alla confluenza di due torrenti. Venne fondato su un precedente abitato già adibito a luogo di mercato e di aggregazione delle genti sabine, posto in un crocevia di strade in comunicazione con l’Etruria, l’Umbria e la Sabina interna. Il centro ebbe una certa importanza per l'urbanizzazione del territorio e fu elevato a municipio retto da duoviri nel I a.C.; compare, infatti, nell'elenco dei municipi romani redatto da Plinio nella “Naturalis Historia”. Le ricerche archeologiche 1969-1975 hanno riportato alla luce un complesso databile intorno al I sec. a.C. Il sito del foro era costituito da una basilica, un campus per le esercitazioni della iuventus locale, terme, una fontana, l'acquedotto delle terme, una serie di tabernae e latrinae. La basilica, divisa in tre navate con portico all'interno, ha l'ingresso sul foro, mentre dal lato opposto vi erano le tabernae, una delle quali conserva un pavimento a mosaico con motivo a torri merlate, le altre in signinum. Indagini più approfondite sono riprese negli anni Ottanta con la scoperta del mosaico pavimentale di un sacello obliterato dalla basilica. La piazza del foro era pavimentata da lastre in travertino. Nuove ricerche furono intraprese nel 1997 dalla British School at Rome dimostrarono che l'area non dovesse essere molto popolata; gli unici edifici a carattere domestico reperiti furono delle piccole tabernae, anche se una villa urbana fu individuata nei pressi del centro cittadino, oltre ad un anfiteatro e al complesso delle terme; si ipotizzò pertanto che il centro dovesse essere a carattere rurale, con monumenti eretti grazie al contributo di élites locali. Lungo le vie di accesso sono ben visibili i nuclei di monumenti funerari e delle arcate di un acquedotto. A una fase iniziale della vita del municipio è riferibile una serie di monumenti funerari a torre, databili in età augustea e giulio-claudia, da attribuire a sepolture di notabili locali. E’ attestato che un personaggio di origine foronovana giunse al consolato. Un'abbondante documentazione epigrafica informa su alcuni aspetti della vita municipale, tra cui il culto dell'imperatore e quelli della dea Fortuna, Giove (attestata da un’epigrafe nel pavimento), Mercurio, Iside, Serapide e soprattutto di Vacuna, Lari, Penati e Venere (a cui era dedicato tempio). Recenti scavi (2013) hanno individuato il percorso dell'acquedotto, in gran parte conservato e funzionante, con diversi pozzi e cisterne. I resti sono ancora visibili a mezzo chilometro di distanza dalla chiesa di S. Maria di Vescovio. Le epigrafi ricordano che fu costruito da un privato cittadino, che in occasione della sua elezione a magistrato supremo, ne fece dono alla cittadinanza convogliando le acque dalla sorgente posta nel terreno di sua proprietà sino alla piscine delle terme e alle fontane (lacus) del municipio. L’acquedotto presenta diverse fasi costruttive alcune delle quali molto antiche. Il fatto confermerebbe la presenza di antichi insediamenti sabini in zona riforniti da alcuni cunicoli idraulici preesistenti che vennero “annessi” nel percorso dell’acquedotto. Nel V secolo d.C. nel sito di Forum Novum era ancora presente un mercato che, pur con popolazione ridotta, continuò a sopravvivere grazie anche all'istituzione di una sede episcopale, da cui il termine Vescovìo. La colonia fu infine distrutta durante l’incursione saracena del 876, anno in cui venne distrutta la vicina chiesa di Santa Maria della Lode, ricostruita in dieci anni. L’obiettivo attuale è la valorizzazione dell'area archeologica rendendola fruibile e accessibile al pubblico corredandola di un apparato didattico esplicativo.
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