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ORATORIO DI SAN BARTOLOMEO

ORATORIO DI SAN BARTOLOMEO

PRATO

2,149°

POSTO

21

VOTI 2020
ORATORIO DI SAN BARTOLOMEO

Nell’area pianeggiante sud occidentale della città, in via Cava, una delle strade più antiche e importanti del territorio che collegava le pievi di Lecore, San Giusto e Sant’Ippolito, si trova l’oratorio di San Bartolomeo, costruito nella seconda metà del Trecento dalla potente famiglia pratese dei Guazzalotti. L’edificio costituisce una delle rare testimonianze religiose in stile gotico del territorio pratese. La facciata a capanna ha nella parte superiore un occhio circolare sotto al quale si apre un bel portale con stipiti e archivolto a bozze di alberese alternate a col marmo verde di Prato. L'altorilievo in pietra della lunetta, oggi quasi illeggibile, opera di uno scultore pistoiese della seconda metà del XIV secolo, raffigura la Madonna col Bambino fra i santi Paolo e Bartolomeo. L'interno con navata coperta da capriate lignee, è ricco di affreschi fatti eseguire nella seconda metà del Trecento da alcuni membri dei Guazzalotti, spesso ritratti ai piedi delle figure dei santi. Sulla parete destra sono le immagini di sant'Antonio abate con storie della sua vita, eseguite da Arrigo di Niccolò, nei primi del XV secolo, quelle di San Domenico e San Bartolomeo, dipinte da Francesco di Michele, autore anche delle solide e severe figure affrescate sulla parete opposta, San Giuliano e la Madonna col Bambino, risalenti al 1375-80, effigiate all'interno di edicole sormontate da cupole. Dello stesso pittore o di un collaboratore sono, di lato all'arco trionfale, il Martirio di san Bartolomeo e Sant'Antonio abate. Al centro del coro, coperto con volta a crociera, l’altare in muratura è ornato da un originale finto trittico ad affresco, dove sono raffigurati la Madonna col Bambino, i santi Bartolomeo e Lorenzo, e nella predella il martirio dei due santi e il Vir dolorum, attribuibili ad Arrigo di Niccolò, autore anche della Santa Maria egiziaca o Maddalena (datato 1395), sulla parete a sinistra dell’altare. Nel dossale sono affrescati, da un collaboratore dello stesso pittore, una Pietà e sul fianco una rara nicchia dipinta con oggetti liturgici, ispirata a quella di Taddeo Gaddi in Santa Croce. Nella parete a destra è invece un bel San Giovanni Battista, forse di Cenni di Francesco, mentre la parete di fondo conserva un'Annunciazione e due santi, del tardo Trecento.

L'oratorio che rientra nella circoscrizione parrocchiale di San Giusto in Piazzanese, attualmente viene aperto solo per celebrare la messa prefestiva del sabato pomeriggio. Nel corso del tempo gli agenti atmosferici, l’inquinamento dell’aria, non ultima l’incuria, hanno determinato un progressivo deterioramento di tutto l’edificio. I pochi fondi disponibili della Diocesi hanno permesso soltanto alcuni interventi più urgenti alle strutture murarie, ma all’interno le variazioni della temperatura e soprattutto l’umidità di risalita, hanno compromesso notevolmente le pareti affrescate, generando una perdita della luminosità del colore e in particolare rigonfiamenti dell’intonaco con esfoliazioni, muffe e pulverulenza di alcune parti dipinte.

 

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Oratorio San Bartolomeo, ORATORIO DI SAN BARTOLOMEO, PRATO (PO )
Oratorio San Bartolomeo, ORATORIO DI SAN BARTOLOMEO, PRATO (PO )
Oratorio San Bartolomeo, ORATORIO DI SAN BARTOLOMEO, PRATO (PO )
Oratorio San Bartolomeo, ORATORIO DI SAN BARTOLOMEO, PRATO (PO )
Oratorio San Bartolomeo, ORATORIO DI SAN BARTOLOMEO, PRATO (PO )

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oratorio di san bartolomeo è un luogo salvato

9° censimento nazionale del FAI
Anno
2018
Voti
14,162
Intervento
Restauro
Stato
Approvato

IL BENE
L’Oratorio di San Bartolomeo a Prato, edificato nel terzo quarto del ’300 sull’antica Via Cava, oggi inserito nel tessuto urbano della città, è un particolare esempio di edificio religioso in stile gotico del territorio pratese. All’interno, nella navata e nell’abside, è ricco di affreschi eseguiti tra il 1375 e l’inizio del ’400 da artisti fiorentini seguaci di Niccolò di Pietro Gerini e attribuiti a Francesco di Michele, Arrigo di Niccolò, Cenni di Francesco. L’originalità della decorazione dell’altare trova ulteriore espressione nella raffigurazione, sul fianco destro, di una nicchia con i vasi liturgici, uno dei primi prototipi di natura morta della storia dell’arte italiana. L’Oratorio rappresenta uno dei luoghi che lega un quartiere della periferia, che si è unito nella raccolta firme al censimento, all’intera città di Prato, per l’importanza delle sue pitture e le tradizioni popolari evocate.
 

INTERVENTO
L’intervento sostenuto da FAI e Intesa Sanpaolo, presentato dalla Parrocchia di San Giusto in Piazzanese, si concentra sul restauro conservativo degli importanti affreschi del coro e dell’altare, finalizzato ad arrestarne il progressivo deterioramento e, nello stesso tempo, a stabilizzare e consolidare le superfici pittoriche così da migliorare la leggibilità complessiva delle opere. L’intervento completa il recupero strutturale dell’edificio appena concluso.
 

LE PERSONE CHE HANNO RACCOLTO I VOTI
Il chiesino, come viene chiamato affettuosamente, esprime un forte valore identitario coniugando la devozione religiosa, che nelle varie immagini di S. Antonio Abate rivela la memoria contadina del luogo, con il tessuto urbano odierno segnato dalla vivace e disorganica crescita, che alterna zone residenziali, opifici, aree verdi ed edifici di rilievo storico artistico. L’importanza e il significato di questo luogo per i cittadini di Prato ha animato la raccolta voti al censimento 2018.
 

CONTRIBUTO: 12.000 euro
 

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Censimento 2018

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Nell’area pianeggiante sud occidentale della città, in via Cava, una delle strade più antiche e importanti del territorio che collegava le pievi di Lecore, San Giusto e Sant’Ippolito, si trova l’oratorio di San Bartolomeo, costruito nella seconda metà del Trecento dalla potente famiglia pratese dei Guazzalotti. L’edificio costituisce una delle rare testimonianze religiose in stile gotico del territorio pratese. La facciata a capanna ha nella parte superiore un occhio circolare sotto al quale si apre un bel portale con stipiti e archivolto a bozze di alberese alternate a col marmo verde di Prato. L'altorilievo in pietra della lunetta, oggi quasi illeggibile, opera di uno scultore pistoiese della seconda metà del XIV secolo, raffigura la Madonna col Bambino fra i santi Paolo e Bartolomeo. L'interno con navata coperta da capriate lignee, è ricco di affreschi fatti eseguire nella seconda metà del Trecento da alcuni membri dei Guazzalotti, spesso ritratti ai piedi delle figure dei santi.
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